CHI C’È DIETRO “ITALIA IN PIAZZA”, L'ACCOUNT INSTAGRAM CHE IN 13 GIORNI HA PORTATO MIGLIAIA DI GIOVANI NELLE STRADE? DA BABYDR4GO, RAPPER ITALIANO DI SECONDA GENERAZIONE, CHE PUBBLICA CANZONI SU SPOTIFY (“SECONDA GENERAZIONE UNITA SENZA DIVISIONE PAGHERÀ LA TUA PENSIONE”) A ERICK JARA, GIÀ CANDIDATO CON "MILANO LIBERA", DAI MOVIMENTI CHE METTONO INSIEME VANNACCIANI E COMUNISTI FINO A NICOLA FRANZONI, LEADER NO VAX, GIÀ ARRESTATO NELL'INCHIESTA SULL'ASSALTO ALLA CGIL DEL 2021 - DOPO GLI SCONTRI, NELLE CHAT EMERGE LA TRASFORMAZIONE: GLI AMMINISTRATORI DIFFONDONO UNA GUIDA SU COME EVITARE GLI ARRESTI, LACRIMOGENI E MANGANELLI. ALCUNI UTENTI CONDIVIDONO UN VECCHIO MANUALE ANARCHICO E DISCUTONO DI COME PREPARARSI AGLI SCONTRI - SECONDO L'INTELLIGENCE, CHI HA ACCESO LA MICCIA SAPEVA QUELLO CHE FACEVA. IL MECCANISMO ERA GIÀ STATO SPERIMENTATO A CEUTA: UN APPELLO SUI SOCIAL DIVENTATO UNA MOBILITAZIONE CHE HA MESSO IN GINOCCHIO LA SPAGNA… - LA RETTIFICA DI ERICK JARA
RETTIFICA AI SENSI DELL'ART. 8 L. 47/1948
In merito all’articolo pubblicato in data 20 ottobre 2026 dal titolo «Chi c'è dietro "Italia in piazza", l'account Instagram che ha portato migliaia di giovani in piazza», il sottoscritto Erick Jara, anche in rappresentanza del movimento Nuovi Italiani, precisa e rettifica quanto segue:
1. È del tutto falsa ed infondata ogni ricostruzione che accosti il sottoscritto Erick Jara o il movimento Nuovi Italiani all'organizzazione, promozione, regia o avallo degli scontri, delle violenze e dei disordini avvenuti a Milano, dai quali ci dissociamo in modo netto, fermo e totale.
2. Il sottoscritto ed il movimento Nuovi Italiani non hanno alcun collegamento, né organizzativo né ideologico, con il c.d. "Fronte rivoluzionario italiano" o con qualsiasi altra sigla eversiva o violenta menzionata nelle ricostruzioni di cronaca.
3. Ogni attività politica e sociale del sottoscritto e del movimento Nuovi Italiani si è sempre svolta nel pieno rispetto delle leggi, delle istituzioni e dei principi democratici.
Restano impregiudicati tutti i diritti e le azioni a mia tutela in ogni sede competente, sia civile che penale, anche ai sensi degli artt. 11 e 12 L. 47/1948 e in relazione a eventuali ulteriori diffusioni della notizia da parte di terzi.
Distinti saluti,
Erick Jara
Giuliano Foschini per “la Repubblica” - Estratti
Il 4 ottobre non esistevano. Tredici giorni dopo hanno portato migliaia di ragazzi nelle piazze italiane, fino agli scontri che hanno devastato il centro di Milano. Ma chi sono quelli di Italia in Piazza? Sembravano appelli senza un padre. Messaggi comparsi sui social, senza una firma, un'organizzazione, un leader.
Eppure, secondo l'intelligence, chi ha acceso la miccia sapeva quello che faceva. Il meccanismo era già stato sperimentato a Ceuta: un appello sui social diventato una mobilitazione che ha messo in ginocchio la Spagna. In Italia il resto lo ha fatto il tempismo.
La convocazione è arrivata mentre le immagini delle proteste dei giovani francesi rimbalzavano sui telefoni. Un effetto emulazione che ha moltiplicato le adesioni.
Il 4 ottobre compare l'account Instagram @italiainpiazza17. Il manifesto convoca la protesta del 17 ottobre, definendola una «riunione pacifica dei cittadini, sancita dall'articolo 17 della Costituzione».
Sono ragazzi nati dopo il Duemila, comunicano su Instagram, Telegram e Spotify, sventolano tricolori e bandiere palestinesi. Nascono pagine territoriali a Milano, Roma, Torino e Brescia. Il passaparola raggiunge anche chi non ha mai manifestato.
Ma attorno alla spontaneità compaiono realtà già organizzate. I contenuti vengono rilanciati nelle prime ore per esempio da Erick Jara, già candidato con Milano Libera, dal movimento Nuovi italiani e da pagine come quella del Fronte rivoluzionario italiano.
C'è Rinascenza, fondata nell'aprile 2020 da Alessandro Porto, movimento di rigenerazione culturale e sociale. A Monza una sua articolazione ha proposto ronde «anti maranza» con giacche antitaglio e piccoli scudi. Dà visibilità alla protesta anche il Partito dei Carc.
È un miscuglio che mette insieme vannacciani e comunisti, a riprova che i contenuti in questa storia sono un optional. I protagonisti sono soprattutto giovanissimi. A Milano il preavviso alla Questura viene firmato da un diciassettenne accompagnato dalla madre.
A Roma organizzano Aura Asara e Ludovica Calvitti, due universitarie. «Ci siamo trovati a inizio ottobre sotto i commenti di un video postato su TikTok», racconta Aura.
Al corteo partecipa Babydr4go, rapper italiano di seconda generazione, che pubblica canzoni su Spotify e parla ai follower su Instagram. In Fosforo Bianco canta: «Seconda generazione unita senza divisione pagherà la tua pensione». Il 17 ottobre a Roma manifesta con una sigla distinta anche Nicola Franzoni, leader no vax, già arrestato nell'inchiesta sull'assalto alla Cgil del 2021. Hanno intuito qualcosa, i professionisti della tensione, e cercando un dividendo.
Il 17 ottobre a Milano arriva quello che tutti gli organizzatori giurano di non aver previsto: la violenza. Gli scontri, bombe carta, transenne contro gli agenti, saccheggi. Dopo quella giornata la galassia cambia. Accanto a Italia in Piazza compare il Movimento 17 ottobre, che annuncia «mobilitazione permanente ogni sabato, fino alla caduta di questo governo ladro». Primo appuntamento il 24 ottobre, alle 15, in otto città. Instagram supera i 5mila follower, Telegram quasi. Gli amministratori si firmano M1710: «Raggiunto un certo numero di membri lo dividiamo per città».
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
È nelle chat che emerge la trasformazione. Gli amministratori diffondono «Safer in the street», guida su arresti, lacrimogeni e manganelli. Alcuni utenti condividono un vecchio manuale anarchico e discutono di come prepararsi agli scontri. «Ci vuole più organizzazione sia per lo scontro che per la difesa, molti ieri sono stati colpiti gravemente», scrive un partecipante.
Un altro chiede «formazione» per affrontare la polizia. In una conversazione compare un sondaggio sui negozi da devastare: Sephora, Unieuro, Foot Locker, Rolex, Armani e Snipes.
Qualcuno vota, altri prendono le distanze. Sui social compare il video di un senzatetto che riceve merce sottratta durante i saccheggi: «Esproprio proletario a Milano». La paura degli arresti produce nuove regole. Gli amministratori invitano a non usare nomi reali, a nascondere i numeri di telefono, a evitare foto riconoscibili.
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 11 foto lapresse
milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 35 foto lapresse
milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 34 foto lapresse
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minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 7 foto lapresse
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse



