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CHE C’È DI NUOVO SULL’INCHIESTA “UNABOMBER”? – PER IL CASO DEL BOMBAROLO CHE, TRA IL 1994 E IL 2007, PIAZZÒ 29 ORDIGNI IN VENETO E FRIULI-VENEZIA GIULIA SONO STATE INDAGATE 11 PERSONE, 10 DELLE QUALI ERANO GIÀ STATE INDAGATE E ARCHIVIATE. L’UNDICESIMO NOME, QUELLO DI LUIGI PILLONI, 61ENNE CAGLIARITANO, È STATO SEGNALATO AGLI INQUIRENTI DA UN TESTIMONE DI CUI PERÒ C'È POCO DA FIDARSI – L’INCHIESTA RIAPERTA SU RICHIESTA DELLE DUE VITTIME E LA MANCANZA DI PROVE…

Estratto dell’articolo di Michela Nicolussi Moro per il “Corriere della Sera”

 

CASO UNABOMBER

[…] Spunta la lista degli indagati per il caso Unabomber. Si tratta di undici persone, dieci delle quali già indagate e archiviate all’epoca dei fatti, fra il 1994 e il 2007 quando in Veneto e Friuli-Venezia Giulia il bombarolo piazzò 29 ordigni (dell’ultimo, non si sapeva: 28 ottobre 2007, Zoppola — Pordenone — una bottiglietta di Coca-Cola fu trovata inesplosa da un cacciatore).

 

L’undicesimo è un nome nuovo: Luigi Pilloni, cagliaritano di 61 anni trasferito a Gaiarine di Treviso, secondo i vicini di casa non da molto tempo, e segnalato agli inquirenti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Treviso il 26 dicembre scorso. L’uomo, che adesso non ha un lavoro stabile, ha subìto una perquisizione.

 

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Sui motivi che hanno portato a lui l’unico concetto trapelato riguarda il soggetto che ha fatto il suo nome: «Si tratta di un testimone la cui attendibilità appare problematica ed è tutta da verificare». Ergo: prudenza.

 

Insieme a Pilloni saranno coinvolti nell’incidente probatorio i fratelli Elvo e Galliano Zornitta: il primo è l’ingegnere di Azzano Decimo archiviato nel 2009 dopo la scoperta della manomissione della prova regina che lo doveva incastrare. Il secondo è residente a Belluno e all’epoca fu tenuto sotto osservazione per un problema fisico che si pensava potesse essere alla base della rabbia dell’attentatore. […]

 

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L’inchiesta bis su Unabomber è stata aperta lo scorso novembre su richiesta di due vittime, Francesca Girardi e Greta Momesso. La Procura ipotizza i reati di attentato per finalità terroristiche o strage con l’aggravante dell’associazione con finalità di terrorismo. Lunedì scorso il gip ha accolto la richiesta di incidente probatorio.

 

L’appuntamento è stato fissato per le 9.30 del 13 marzo e servirà a verificare se è possibile l’estrazione di tracce biologiche da dieci reperti recuperati sui luoghi di cinque attentati e, in caso positivo, se è fattibile compararne i risultati con il profilo genetico degli undici indagati, delle persone inserite nella banca dati Dna e di ulteriori soggetti di interesse investigativo.

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«Va qui chiarito che al momento non sono stati acquisiti a carico degli stessi elementi più significativi — ha ribadito il gip — e che la loro menzione in questa sede deriva soltanto dall’esigenza di evitare possibili future prospettazioni di nullità o inutilizzabilità dei risultati dell’incidente probatorio richiesto». Insomma, al momento non ci sono prove di colpevolezza a carico degli indagati.

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