ERA ORA! LA CASSAZIONE FA UN REGALO AI PAPÀ: SBAGLIATO AFFIDARE I FIGLI MOLTO PICCOLI SEMPRE ALLA MAMMA, BISOGNA DECIDERE CASO PER CASO - STORICA ORDINANZA DELLA PRIMA SEZIONE CIVILE (COMPOSTA DA TRE DONNE E DUE UOMINI): VIENE ACCOLTO IL RICORSO DI UN PAPÀ E STABILITO COME NON POSSANO ESSERCI AUTOMATISMI NEMMENO NELL’ASSEGNAZIONE DELLA CASA CONIUGALE...
Estratti da open.online
(…) la Corte di Cassazione ha fatto un regalo storico ai papà, stabilendo che in caso di divorzio non è accettabile che i figli vengano collocati automaticamente ad abitare con la madre.
I giudici della prima sezione civile della Cassazione con l’ordinanza n. 6078/2026 hanno stabilito che il giudice deve valutare caso per caso le reali capacità di ciascun genitore di crescere, educare ed organizzare la vita quotidiana dei figli e che quindi non può esistere un automatismo di collocamento presso la madre nemmeno tenendo conto della tenera età dei bambini.
Un’ordinanza per certi aspetti storica, che cancella la consuetudine dei tribunali di assegnare alla convivenza con la madre i bambini molto piccoli.
La sezione della Cassazione presieduta da Alberto Giusti e composta da tre donne (Alessandra Dal Moro, Laura Scalia e Maura Caprioli) oltre che dal consigliere Alberto Pazzi ha accolto così il ricorso di un padre contro una ordinanza del 2024 emessa dalla Corte di appello di Bologna che collocava i figli minori (due gemelli all’epoca di 8 anni) con la madre, assegnando a questa anche l’abitazione familiare nonostante fosse di proprietà del padre.
La Cassazione ha bocciato entrambe le decisioni (collocamento presso la madre e assegnazione a lei della casa in cui abitavano), rimandando alla Corte di appello di Bologna in diversa composizione una nuova decisione
La Cassazione ha rimarcato infatti che il solo criterio guida deve essere l’interesse morale e materiale dei figli, che «richiede un giudizio prognostico circa la capacità del singolo genitore di crescere ed educare il figlio, da esprimersi sulla base di elementi concreti attinenti alle modalità con cui ciascuno in passato ha svolto il proprio ruolo, con particolare riguardo alla capacità di relazione affettiva, nonché mediante l’apprezzamento della personalità del genitore».
Sbagliata dunque la decisione della Corte di appello di Bologna perché basata su un pregiudizio astratto: «quando si verte», avevano motivato infatti i giudici bolognesi, «in ipotesi di figlio minore in età prescolare o consimile, si deve considerare la rilevanza della posizione materna, in quanto maggiormente rispondente agli interessi della prole».
(…) Sbagliato anche avere assegnato la casa coniugale in automatico alla madre «in quanto collocataria prevalente dei minori senza valutare quale fosse l’interesse prevalente dei figli, senza considerare di chi fosse la proprietà della casa e senza tenere conto della circostanza di parità economica tra i coniugi».




