LA CENSURA A REGOLA D’ARTE – LA “BBC” SI OCCUPA DEL CASO DELLE OPERE DI BANKSY CANCELLATE DAL GOVERNO BRITANNICO: DOWNING STREET HA SPESO OLTRE 150MILA STERLINE DI SOLDI PUBBLICI PER ELIMINARE ALCUNI MURALES DELLO STREET ARTIST PIÙ FAMOSO AL MONDO – IL MOTIVO UFFICIALE È LA TUTELA DEL PATRIMONIO URBANO MA, GUARDA CASO, NEL MIRINO SONO FINITI SOLO I LAVORI “SCOMODI”, MENTRE ALTRI MENO CONTROVERSI NON SONO STATI SFIORATI – È GIUSTO ELIMINARE OPERE CHE SUL MERCATO POSSONO VALERE MILIONI DI EURO (SENZA CONTARE IL VALORE CULTURALE), SOLO PERCHE’ NON PIACCIONO AI POTENTONI? COSA PENSANO I CITTADINI DEL FATTO CHE I LORO SOLDI VENGANO USATI PER CENSURARE UNO DEGLI ARTISTI PIÙ FAMOSI DEI TEMPI RECENTI?
Estratto dell’articolo di Chiara Gatti per “la Repubblica”
opera di banksy davanti alla royal courts of justice
Il classico giudice col parruccone di stirpe britannica che prende a martellate un manifestante riverso a terra col suo cartello schizzato di sangue. La scena pulp e un po' animalesca, dipinta l'anno scorso su una facciata della Royal Courts of Justice dal principe degli street artist Banksy, torna al centro delle polemiche dopo aver già fatto discutere per la sua fulminea rimozione.
Stavolta ad agitare le acque flemmatiche dell'opinione british […] è […] la cifra salata che il governo inglese e tutti i contribuenti hanno speso per ripulire ben tre pareti dipinte nottetempo dal celeberrimo artista di Bristol. […]
Si parla, per l'esattezza, di 150 mila sterline, di cui 85 mila sborsate solo per l'opera che ha "deturpato" (secondo le cronache) il marmoreo stile gotico vittoriano della Corte d'Appello di Carey Street. Cinquantamila sono andate per la pulizia con tecnologia laser, altri 35 mila per un impianto di custodia atto a proteggere il luogo da nuove incursioni creative e militanti.
cancellata l'opera di banksy davanti alla royal courts of justice 2
A questo totale si aggiungono le 60 mila sterline che il consiglio comunale di Westminster ha scucito l'aprile scorso per picchettare e transennare una statua raffigurante un uomo accecato da una bandiera, comparsa improvvisamente a Waterloo Place; mentre il resto è finito nello sgombero di un dipinto sui vetri di una garitta della London Police, trasformata da Banksy in un acquario per piranha.
A tirare le somme è stata la Bbc in una inchiesta che, partendo dai numeri, apre oggi a una serie di questioni scivolose, come il cortocircuito fra censura e libera espressione, la tutela dei monumenti storici e l'opera d'arte contemporanea, il vandalismo e il valore artistico.
opera di banksy a waterloo place 3
Interrogarsi sull'ultimo punto è esercizio sterile. Poiché le quotazioni sul mercato internazionale delle opere uniche di Banksy sono ormai superiori al milione di euro, il valore c'è e la qualità pure, considerato il talento sorgivo nell'inchiodare al muro argomenti di interesse collettivo, per scuotere le coscienze grazie alla sintesi dolce-amara del suo stile.
[…] La questione della conservazione del patrimonio gioca invece a suo sfavore, perché la Royal Courts resta comunque un edificio dell'Ottocento, inaugurato dalla regina Vittoria. […] È come se la soprintendenza italiana blindasse un muralista attivista impegnato a dipingere una parete di Palazzo Venezia a Roma o, per restare in tema, del Palazzaccio. Diciamo che avrebbe ragione.
Peccato che, qui, dato il soggetto del murale – col giudice picchiatore in una posa che ricorda l'ominide peloso di Kubrick in 2001: Odissea nello spazio – viene il dubbio che la scusa della tutela vada a braccetto con le insofferenze del potere. […]
In Italia, un habitué della censura è Maurizio Cattelan, che con il suo famoso "dito medio", intitolato furbescamente L.O.V.E. (Libertà, Odio, Vendetta, Eternità) issato nel 2010 in piazza Affari a Milano, ha scatenato contestazioni, placate però dalla bizzarra mutazione dell'oltraggio in orgoglio, giacché l'attrazione turistica è lievitata nella logica del pop.
opera di banksy su una garitta della london police 1
Scappatoia che qualche critico del Regno Unito sta adottando per difendere Banksy, sostenendo che l'opera d'arte avrebbe valorizzato il sito, affascinato i visitatori e agito come spunto di riflessione importante per il pubblico. Vero. In fondo, la storia dell'arte è piena di innesti negati ma sopravvissuti. Basti pensare alla Tour Eiffel che, nata provvisoria, non piaceva a nessuno e oggi è un simbolo universale.
Ma, a pensar male, forse Banksy potrebbe addirittura piegare la censura a suo favore, memore del botto in asta, nel 2021, della sua Girl with a Balloon che, aggiudicata per oltre un milione di sterline, fu affettata da un tritadocumenti davanti agli occhi basiti di tutti.
Adesso, fatta a strisce, è stata venduta a 18,5 milioni. L'arte della cancellatura. Se al danno risponderà con la beffa, il suo giudice aggressive potrebbe diventare protagonista di un altro suo abile business; alla faccia dell'epurazione e, soprattutto, del Royal budget.
opera di banksy su una garitta della london police 2
opera di banksy a waterloo place 1
banksy 4
banksy 3
cancellata l'opera di banksy davanti alla royal courts of justice 3
cancellata l'opera di banksy davanti alla royal courts of justice 1
opera di banksy a waterloo place 2
