“GIANNI STA CARICO A PALLETTONI” – CENTO PERSONE HANNO ASPETTATO ALEMANNO ALL’USCITA DAL CARCERE DI REBIBBIA DOPO UN ANNO E MEZZO DI DETENZIONE – L’EX SINDACO DI ROMA: “ESCO DAL CARCERE DA INNOCENTE, NON DOVEVO STARE QUA. HO CONOSCIUTO UNA REALTÀ TERRIBILE CHE È UNA VERGOGNA PER LA NOSTRA REPUBBLICA. QUI IN CARCERE LA REPUBBLICA ITALIANA PERDE LA FACCIA PER COME TRATTA LA GENTE, MA SOPRATTUTTO PERCHÉ NON DÀ A CHI SE LO MERITA UNA POSSIBILITÀ DI USCIRE” – “IN CARCERE IL PROBLEMA DELL'IMMIGRAZIONE SI VEDE CON CHIAREZZA. DOVE I DETENUTI STRANIERI RAGGIUNGONO IL 36%, SI FORMANO CLAN ETNICI E C'È UN RAZZISMO DEGLI IMMIGRATI CONTRO GLI ITALIANI. IN MOLTI CASI GLI ITALIANI PAGANO IL PIZZO AGLI IMMIGRATI PER FARE LA DOCCIA…”
Estratto dell’articolo Marco Carta per “la Repubblica”
ROBERTO VANNACCI ABBRACCIA GIANNI ALEMANNO ALL USCITA DAL CARCERE
Camicia blu, le mani impegnate dalle borse, l'aria da reduce. Non sono ancora le dieci del mattino quando Gianni Alemanno esce dal carcere di Rebibbia, dopo quasi un anno e mezzo di detenzione. […] Ad attenderlo ci sono circa cento persone: i suoi fedelissimi, quelli che non lo hanno mai lasciato solo, nemmeno dopo l'arresto. Applaudono, gridano «Gianni, Gianni», mentre la folla dei giornalisti circonda subito l'ex sindaco di Roma, che trasforma l'uscita dal carcere in un comizio a cielo aperto.
«Sta carico a pallettoni», commenta un amico di vecchia data, croce celtica al collo. Un altro gli fa gli auguri: «Oggi è san Giovanni, buon onomastico». Alemanno tentenna: «Martire sicuro, santo non lo so...». Poi inizia il suo show. «Esco dal carcere da innocente», attacca subito l'ex sindaco. «Non dovevo stare qua. Ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica. Qui in carcere la Repubblica italiana perde la faccia per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di uscire».
GIANNI ALEMANNO ALL USCITA DAL CARCERE
Il nuovo Alemanno ha già le idee chiare: vuole incontrare il ministro Nordio e il Dap. «Il governo Meloni non ha fatto niente sulle carceri. Questa situazione fa parte di uno Stato che non funziona. Il mio impegno in politica sarà quello di cambiare le cose. C'è il 140% di sovraffollamento. È una cazzata totale collegare la sicurezza con il carcere. Il carcere fatto così è solo un'università del crimine. Sono proibizionista ma non ti puoi fare 15 anni per spaccio».
A Rebibbia Alemanno era finito il 31 dicembre 2024 dopo la revoca dei servizi sociali a cui era stato affidato per scontare la pena di un anno e dieci mesi, a cui era stato condannato per traffico di influenze nell'ambito del processo Mafia capitale. Da qui la rabbia dei suoi amici: «Quel reato non esiste più», afferma Guido Zappavigna, ristoratore, ex estremista e capo ultrà della Roma, ora vicino a Fratelli d'Italia.
GIANNI ALEMANNO ALL USCITA DAL CARCERE
«Conosco Gianni da 50 anni. Dà fastidio a quella parte della magistratura che canta Bella Ciao». In strada, ci sono tanti missini della prima ora. C'è anche Antonio Lucarelli, ex portavoce di Forza Nuova, che di Alemanno sindaco era caposegreteria. È il mondo in cui Alemanno è cresciuto. Poi c'è la showgirl Sylvie Lubamba, con la spilla di Futuro Nazionale. È il nuovo mondo di Gianni: «Stasera ceno con Vannacci. Ma non voglio candidature».
L'agenda è da costruire, ma i punti di convergenza non mancano. «In carcere il problema dell'immigrazione si vede con chiarezza. Dove i detenuti stranieri raggiungono il 36%, si formano clan etnici e c'è un razzismo degli immigrati contro gli italiani. In molti casi gli italiani pagano il pizzo agli immigrati per fare la doccia». […]
GIANNI ALEMANNO ALL USCITA DAL CARCERE
GIANNI ALEMANNO ALL USCITA DAL CARCERE