armi atomiche bombe nucleare vladimir putin xi jinping

OCCHIO, LA GUERRA NUCLEARE NON È PIÙ FANTASCIENZA – PUTIN MINACCIA L'USO DELLE ARMI ATOMICHE CONTRO LA GRAN BRETAGNA, LA CINA TESTA UN MISSILE INTERCONTINENTALE PER LA PRIMA VOLTA DAL 1980. E IL PENTAGONO NON ESCLUDE PIÙ IL RISCHIO DI UN’ESCALATION GLOBALE – CI SONO 12 MILA TESTATE NUCLEARI IN MANO A 9 PAESI. MA IL 90% DEGLI ARMAMENTI È IN MANO A USA E RUSSIA – LO SVILUPPO TECNOLOGICO FORNISCE ARMI SEMPRE PIÙ SOFISTICATE E DEVASTANTI...

Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

ARSENALI ATOMICI NEL MONDO

Una bolla immensa di luce si abbatte su Londra. Distrugge il Parlamento di Westminster, poi Buckingham Palace e il grattacielo «The Shard», progettato da Renzo Piano. Sventra palazzi, rade al suolo interi quartieri. Alla fine ecco il profilo sinistro del fungo atomico che si innalza sulla capitale britannica. Il video dura quattro minuti.

 

vladimir putin e xi jinping a pechino

È la simulazione di un bombardamento nucleare russo sulla metropoli inglese che si conclude con stime terrificanti: 850 mila morti, oltre 2 milioni di feriti. Il filmato era già circolato nei mesi scorsi, ma è ricomparso in questi giorni sul canale tv Tsargrad che fa capo all’oligarca Konstantin Malofeev, uomo d’affari molto legato alla Chiesa ortodossa e, soprattutto, a Vladimir Putin.

 

[…] ieri lo stesso Putin ha dichiarato: tratteremo come aggressori quelle potenze nucleari che appoggeranno chi attaccherà il nostro territorio; potremmo rispondere con le armi atomiche. Dopo aver visto il virtuale annientamento di Londra, i media britannici hanno concluso che l’avvertimento di Putin fosse diretto soprattutto al governo guidato da Keir Starmer, uno dei più convinti sostenitori della strategia di Volodymyr Zelensky. Vale a dire colpire duramente le basi militari anche all’interno del territorio nemico.

 

L’inquietudine

MINACCIA DEI MISSILI RUSSI E CINESI

In ogni caso le parole del leader russo e quelle immagini apocalittiche riaccendono le inquietudini nell’opinione pubblica dei Paesi occidentali. Non si può escludere, come dicono i generali del Pentagono, il rischio di un’escalation nucleare. Sabato 21 settembre si è saputo che era fallito un nuovo test del missile intercontinentale Sarmat, in grado di trasportare testate atomiche. È uno degli ordigni più micidiali custoditi nei depositi russi.

 

[…] Ma il problema non è solo Putin. Con una sovrapposizione che non sembra affatto casuale, si sta muovendo anche la Cina. Due giorni fa Pechino ha lanciato un missile intercontinentale, caduto poi nell’Oceano Pacifico. Non accadeva dal 1980. A quanto risulta, Washington ha seguito con allarme quello che il ministero della Difesa cinese ha definito «un test di routine».

 

VLADIMIR PUTIN E LE ARMI NUCLEARI

In realtà il mondo sta vivendo una fase di riarmo nucleare, come conferma l’ultimo rapporto dell’istituto Sipri, (Stockholm international peace research institute), pubblicato l’altro giorno, martedì 24 settembre.

 

[...] Oggi gli Stati in possesso di un arsenale atomico sono nove: Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele. In totale questo gruppo di Paesi dispone di 12.121 testate nucleari, di cui 9.585 potenzialmente pronte all’uso.

 

XI JINPING - VLADIMIR PUTIN - 1

Il lancio immediato

Il Sipri calcola che sono già schierati 3.904 ordigni, tra cui 2.100 in condizione di «elevata prontezza operativa», cioè predisposti al lancio immediato. Attenzione, perché quelli già pronti a colpire sono 100 in più rispetto allo scorso anno. Questo significa che il trend di contenimento, se non di riduzione dei rischi si è invertito. Stati Uniti e Russia controllano il 90% degli armamenti.

 

Nel dettaglio Washington dispone di 5.044 testate, di cui 1.770 «dispiegate». Mosca contrappone un totale di 5.580 ordigni, con 1.710 già operativi. Nella classifica delle potenze atomiche seguono il Regno Unito, con un totale di 225 bombe, tra cui 120 in campo; la Francia, con un numero complessivo di 290 e 280 schierate. La Cina guidata da Xi Jinping, al momento, sembra lontana: solo 24 dispositivi attivati, ma con un inventario di 500 bombe.

 

I piani di Pechino

joe biden in videocollegamento con xi jinping

Tuttavia i piani di Pechino sembrano destinati a cambiare gli equilibri della deterrenza o del pericolo globale. Si prevede che entro il 2030 i cinesi raggiungeranno Stati Uniti e Russia per numero di missili balistici intercontinentali. Anche altri Paesi, come Regno Unito, India e Pakistan, prevedono di aumentare le scorte atomiche.

 

Stiamo assistendo a due fenomeni contrapposti. Da una parte lo sviluppo tecnologico fornisce armamenti sempre più sofisticati e sempre più devastanti. Dall’altra la diplomazia internazionale non sembra in grado di riprendere i negoziati per arginare la proliferazione nucleare.

 

Il dialogo interrotto

VLADIMIR PUTIN E LE ARMI NUCLEARI

Il dialogo tra Stati Uniti e Russia si è interrotto nel febbraio del 2023, quando Putin ha deciso di sfilarsi dal Trattato «New Start» che fissava un tetto di 1.550 testate nucleari e di 700 «vettori» (missili, aerei, sommergibili) per parte. Eppure due anni prima, nel febbraio 2021, il presidente russo aveva accettato di prolungare la durata dell’accordo fino al 2026. E a lungo Biden ha sperato di coinvolgere anche Xi Jinping nelle trattative per il parziale disarmo. Ma l’aggressione all’Ucraina ha cambiato tutto.

XI JINPING E JOE BIDEN

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...