paris hilton

“CI FACEVANO SDRAIARE SU UN TAVOLO E CI METTEVANO LE DITA DENTRO” – L’INCUBO DI PARIS HILTON CHE TORNA A PARLARE DEGLI ABUSI SUBITI NEGLI ANNI IN CUI FREQUENTAVA LA "PROVO CANYON SCHOOL" DELLO UTAH, UN COLLEGIO PER ADOLESCENTI PROBLEMATICI: “A TARDA NOTTE PORTAVANO ME E ALTRE RAGAZZE IN UNA STANZA DOVE ESEGUIVANO ESAMI ALLA CERVICE. MA NON ERANO MEDICI. ERANO FISICAMENTE VIOLENTI…”

Elena Fausta Gadeschi per www.leggo.it

 

paris hilton la maschera di cera

Sono passati quasi 25 anni, ma Paris Hilton non può dimenticare gli abusi subiti insieme ad altri suoi compagni all'epoca in cui frequentava la Provo Canyon School dello Utah, un collegio per adolescenti problematici dove venne mandata dai suoi genitori a causa dei suoi comportamenti ribelli e dove rimase dal 1998 al 1999, fino al compimento della maggiore età.

 

Paris Hilton e il drammatico racconto degli abusi ai tempi del college

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Per l'attrice fu un anno terribile, come rivelò nel 2020 nel suo documentario «This is Paris» e come ribadito in un recente intervento al New York Times. Stando al racconto dell'influencer, alcuni membri del personale avrebbero «eseguito con la forza esami alla cervice» su di lei e su altre studentesse. «A tarda notte, verso le 3 o le 4 del mattino, portavano me e altre ragazze in questa stanza ed eseguivano esami medici». Ben presto capì che «non si trattava nemmeno di un medico», ma piuttosto «di un paio di membri del personale che ci facevano sdraiare sul tavolo e ci mettevano le dita dentro».

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Accanto a questi abusi sessuali, le studentesse venivano picchiate, messe in isolamento senza vestiti per punizione e obbligate ad assumere farmaci, in poche parole intimidite e umiliate in ogni modo per costringerle all'obbedienza. «Erano fisicamente violenti, ci colpivano, ci soffocavano. Volevano che fossimo troppo spaventati per disobbedire. Non potevo raccontarlo alla mia famiglia perché ogni volta che ci provavo lo staff del collegio mi puniva».

 

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L'ereditiera ha anche condiviso la sua drammatica esperienza su Twitter, dove ha scritto di essere stata «costretta a sdraiarsi su un tavolo imbottito», ad aprire le gambe e a sottoporsi a un «esame alla cervice». Mentre piangeva e cercava di ribellarsi e piangeva «mi dicevano solo: “Stai zitta. Stai zitta. Smetti di lottare», ha scritto Paris Hilton. «Avevo attacchi di panico e piangevo ogni singolo giorno. Ero così infelice. Mi sentivo prigioniero e odiavo la vita».

 

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L'esperienza infernale si concluse al compimento dei 18 anni, nel 1999. Tornata a New York, per anni si rifiutò di parlare a parenti e amici: «Ero così grata di essere fuori di lì, non volevo nemmeno riportarla alla mente. Era solo qualcosa di cui mi vergognavo e non volevo parlarne». Solo di recente Paris Hilton ha trovato la forza per affrontare quella tremenda parentesi della sua vita. Perché, come ha scritto lei stessa in un tweet, «è importante parlare di questi momenti dolorosi per poter guarire e contribuire a porre fine a questi abusi».

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Dalle parole ai fatti, la pronipote di Conrad Hilton, fondatore dell'omonima catena di hotel di lusso, ha collaborato con Unsilenced.org e Breaking Code Silence a maggio di quest'anno per sollecitare un'azione federale contro queste strutture. Ha collaborato inoltre con i legislatori per far approvare nel 2021 la legge "Troubled Teen" - SB127 con lo scopo di aumentare il grado di sorveglianza e controlli su questi centri di trattamento e queste strutture residenziali giovanili dello Utah per fare in modo che nessuno debba più subire il medesimo trattamento.

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