COME MAI IL RAPINATORE UCCISO DA MARIO ROGGERO NON FU ARRESTATO? IL MALVIVENTE, CHE NON ERA ALLA SUA PRIMA AZIONE DELINQUENZIALE, VENNE DENUNCIATO DUE MESI PRIMA PER ESTORSIONE DA UN IMPRENDITORE CHE SOLLECITO’ UNA MISURA CAUTELARE CHE LA PROCURA DI ASTI NON RITENNE DI APPLICARE (LA SPIEGAZIONE: “NON SI POTEVA PREVEDERE CHE QUESTO SOGGETTO RAPINASSE UNA GIOIELLERIA DOPO AVER FATTO L’ESTORSIONE A UN IMPRENDITORE”) - L’OREFICE DA DOMANI LAVORERÀ NEL CARCERE DI BOLLATE
ALFIO SCIACCA per il Corriere della Sera - Estratti
A confermare la notizia è stato lo stesso procuratore di Asti, Biagio Mazzeo. Che però non ci trova assolutamente nulla di anomalo. Due mesi prima del colpo alla gioielleria di Mario Roggero, a Grinzane Cavour, uno dei due rapinatori uccisi, Andrea Spinelli, era già stato denunciato per estorsione ai danni di un imprenditore di Bra, sempre in provincia di Cuneo.Fino a qui nulla di strano.
Se non la conferma che il rapinatore ucciso non era alla sua prima azione delinquenziale.
Ad accendere la polemica è stata piuttosto l’indiscrezione che i carabinieri di Alba, ai quali presentò denuncia l’imprenditore taglieggiato, pare avessero sollecitato per Andrea Spinelli una misura cautelare. Che però la Procura di Asti non aveva ritenuto di applicare.
Ad anticipare la notizia è stato Il Foglio al quale, a stretto giro, ha replicato il procuratore di Asti. «Può darsi che ci sia stato un errore di valutazione — argomenta Biagio Mazzeo —, ma certo non si poteva prevedere che questo soggetto rapinasse una gioielleria dopo aver fatto l’estorsione a un imprenditore. Magari se fosse stata una rapina, l’avrei trovato più logico». E aggiunge: «bisogna valutare anche se le denunce siano credibili e due mesi possono non bastare per ottenere la misura».
Il procuratore non manca di evidenziare come una certa politica da un lato vorrebbe provvedimenti drastici, dall’altro sollecita a ridurre il più possibile le misure cautelari. «C’è l’impressione — attacca — che su questo treno siano saltate troppe persone e che ora non si voglia lasciarlo. Anche a prezzo di sostenere affermazioni contraddittorie».
In effetti appare un esercizio un po’ spericolato sostenere che si poteva evitare l’epilogo tragico della rapina a Mario Roggero se uno dei suoi rapinatori fosse finito in carcere per un reato commesso due mesi prima. Da parte loro i legali e i familiari di Andrea Spinelli non vogliono replicare né entrare nella polemica.
Contattato dal Corriere il loro legale, Marino Careglio, fa sapere che lui e la famiglia non hanno nulla da dire su questa vicenda.
MARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIO
A parlare è invece il legale di Mario Roggero. Che non solo non vuole cavalcare la polemica, ma addirittura sembra sposare la linea del procuratore di Asti. «Ma come si poteva prevedere che Andrea Spinelli avrebbe compiuto la rapina — dice al Corriere l’avvocato Stefano Marcolini —. E poi quante volte un soggetto commette un reato, lo arrestano in flagranza e, magari, qualche giorno dopo viene liberato. Sapendo quanto è difficile il mestiere dell’accusatore, mi sento di dire che col senno del poi siamo capaci tutti. Nella realtà non si può mica avere la palla di vetro».
(…)
Da domani, intanto, nel carcere di Bollate, Roggero inizierà a lavorare come volontario «allo sportello giuridico e a quello di segretariato sociale, oltre che in biblioteca», dice il senatore leghista Giorgio Maria Bergesio, che ieri è andato a trovarlo.
MARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIO
MARIO ROGGERO E MARIANGELA SANDRONE

