LA “BESTIA” DI SALVINI NE COMBINA UN’ALTRA? – IL COMUNE DI RICCIONE HA DENUNCIATO IL CANALE TIKTOK “LEGAOFFICIAL” PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA, CHIEDENDO UN RISARCIMENTO DA UN MILIONE DI EURO – IL MOTIVO? LA PAGINA, CHE HA 200MILA FOLLOWER, HA PUBBLICATO UN VIDEO DI CEUTA INVASA DA MIGRANTI, SPACCIANDOLA PER UNA SPIAGGA DELLA LOCALITÀ BALNEARE DELLA RIVIERA ROMAGNOLA: “È IL 2030, SEI IN SPIAGGIA A RICCIONE E SALVINI NON È MINISTRO DELL'INTERNO” – LA SINDACA DI RICCIONE, DANIELA ANGELINI HA CHIESTO LA RIMOZIONE DEL VIDEO E LE SCUSE DI SALVINI, QUALORA L'ACCOUNT RISULTASSE RICONDUCIBILE AL CARROCCIO…
il video di ceuta spacciato per riccione pubblicato da legaofficial 2
(ANSA) - Il Comune di Riccione ha dato mandato alla propria Avvocatura per sporgere una querela per diffamazione aggravata contro i responsabili del video pubblicato il 6 agosto sul canale TikTok 'Legaofficial', e annuncia una causa civile con una richiesta di risarcimento da un milione di euro per il danno d'immagine alla città.
Il filmato, visto oltre 500mila volte, mostra immagini di Ceuta spacciate per una spiaggia riccionese popolata solo da persone nere, con la scritta "Pov. È il 2030, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell'Interno". Il profilo che lo ha diffuso, spiegano dall'Amministrazione comunale riccionese in una nota, ha la spunta blu, oltre 200mila follower, grafiche identiche a quelle ufficiali del partito.
Nei giorni scorsi la sindaca di Riccione, Daniela Angelini aveva chiesto la rimozione del video e le scuse di Salvini, qualora l'account risultasse riconducibile alla Lega. Sul caso è intervenuto anche il deputato riminese del Partito Democratico Andrea Gnassi, che ha annunciato un'interrogazione parlamentare parlando di propaganda razzista, mentre il deputato leghista Jacopo Morrone, in una intervista su un quotidiano locale, ha definito il video a "una semplice provocazione", "un meme" e "un'allegoria" sulla gestione dei flussi migratori.
Il Comune respinge questa lettura ."Definire 'un'allegoria' o una 'semplice provocazione' un contenuto discriminatorio che ha fatto il giro d'Italia infangando il nome della nostra comunità è un atto di irresponsabilità politica e istituzionale che non siamo disposti a far passare in silenzio - osserva ancora Angelini -: il valore dell'accoglienza, del rispetto e dell'inclusione rappresenta l'identità profonda di Riccione, nonché un asset fondamentale della nostra attrattività turistica. Chi lede quest'immagine deve assumerne la responsabilità anche in sede legale".
La sindaca precisa infine che l'eventuale risarcimento non entrerà nelle casse comunali, ma sarà destinato al fondo per il sostegno agli affitti delle famiglie in difficoltà economica.
il video di ceuta spacciato per riccione pubblicato da legaofficial 1
