
CRONACA DI UN OMICIDIO - LA CONFESSIONE HORROR DEL 36ENNE CHRISTIAN PERSICO, CHE AMMAZZATO LA SUA EX COMPAGNA 47ENNE TINA SGARBINI, A SALERNO: "L’HO PRESA DA DIETRO CON IL BRACCIO. HO TENUTO LE GINOCCHIA POGGIATE SUL PETTO PER CIRCA 10 MINUTI. PER ESSERE SICURO DI AVERLA FINITA, LE HO INCAPPUCCIATO IL CAPO CON UNA BUSTA DI PLASTICA. LE HO AVVOLTO IL VISO CON IL NASTRO ISOLANTE, PER NON VEDERLA PIÙ" - IERI SI È SVOLTO IL FUNERALE DELLA DONNA, MAMMA DI TRE FIGLI AVUTI DA UNA PRECEDENTE RELAZIONE...
Antonio Di Costanzo e Andrea Pellegrino per www.repubblica.it
«L’ho presa da dietro al collo con il braccio. Ho tenuto le ginocchia poggiate sul petto per circa 5-10 minuti, dopo che era caduta a terra. E per essere sicuro di averla finita ho tirato fuori dallo sgabuzzino una busta con cui le ho incappucciato il capo e per almeno due volte le ho avvolto con nastro isolante il viso per non vederla più».
È la confessione shock di Christian Persico, arrestato per aver ucciso sabato scorso Assunta Sgarbini, 47 anni, mamma di tre figli, i cui funerali si sono svolti ieri a Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno.
Per la gip Gerardina Romaniello che ha emesso l’ordinanza di convalida con l’arresto in carcere del 37enne, si tratta di un omicidio premeditato perché, come da lui affermato, il reo confesso si era procurato il nastro adesivo utilizzato per soffocare la vittima almeno due giorni prima dell’omicidio. E per la donna è stata una morte atroce tanto che il gip contesta a Persico le sevizie “consistite nel cagionare la morte della parte offesa avvolgendole la testa in un sacchetto di cellophane”.
Nell’ordinanza la giudice sottolinea che “il movente è costituito dalla decisione della donna di interrompere la relazione. E le dichiarazioni dell’indagato su un presunto tradimento, oltre che smentite dalle indagini, sono del tutto irrilevanti rispetto al perfezionamento del reato contestato e costituiscono un tentativo di screditare la vittima e alleggerire la propria responsabilità. È evidente che la Sgarbini ha pagato con la sua vita una decisione frutto di libera scelta e che l’indagato non ha accettato”.
Persico è stato arrestato sabato sera dai carabinieri dopo una caccia all’uomo durata tutta la giornata e dopo aver intercettato un messaggio che l’uomo ha inviato al fratello: «Quando fa buio vienimi a prendere, ma non mi voglio far vedere porta un cappuccio» dopo che, così dice, aveva tentato di uccidersi lanciandosi da un ponte. Indagini condotte dalla Procura di Salerno guidata da Francesco Soviero con il pm Ersilio Capone.
Persico non solo ha lasciato un biglietto ai suoi genitori dicendo di «aver fatto una cavolata», ma subito dopo aver ammazzato Tina ha scritto anche una lettera alle due figlie e al figlio dell’ex compagna quasi a volersi giustificare dell’atrocità compiuta. Ai carabinieri i familiari della donna hanno ripetuto che non sapevano dei problemi della coppia e che non c’erano mai state violenze domestiche e lo stesso hanno detto le amiche, ma hanno spiegato anche che la donna aveva da tempo chiesto all’ex compagno di lasciare la casa perché considerava finita la relazione e che Tina aveva loro rivelato che l’aveva minacciata: «Potrei ucciderti». [...]
Ieri lutto cittadino a Montecorvino Rovella in un clima di silenzio, rabbia, dolore. L’intera comunità si è fermata con la chiesa di San Pietro e Paolo gremita per i funerali. Non c’era spazio abbastanza per contenere tutte le persone che sono arrivate per l’ultimo saluto alla 47enne. [...]
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