IL DESTINO DI ISRAELE: VIVERE IN UNA GUERRA PERMANENTE – IL CONFLITTO TRA ISRAELE E LIBANO RISALE AL 1978 QUANDO IL "PAESE DEI CEDRI" VENNE INVASO DAGLI ISRAELINI FINO A BEIRUT: UN’OCCUPAZIONE CHE CONTRIBUÌ ALLA NASCITA DI HEZBOLLAH – NEL 2006 LA GUERRA ESPLOSE DI NUOVO E SI ARRIVÒ A UNA FRAGILE TREGUA. NEL 2024 TEL AVIV HA RIAPERTO IL FRONTE: I VERTICI DEI MILIZIANI SONO STATI DECIMATI, POI GLI USA HANNO FERMATO LE OSTILITÀ, MA OGGI NETANYAHU È CONVINTO DI CHIUDERE I CONTI CON HEZBOLLAH. MA NON È AFFATTO CERTO CHE CI RIUSCIRÀ E RISCHIA DI CREARE NEL SUD DEL LIBANO UNA NUOVA GAZA...
Estratto dell’articolo di Alessia Melcangi per “la Stampa”
La storia delle guerre tra Israele e Libano non è una sequenza di episodi separati, ma un'escalation che attraversa più di quarant'anni. Tutto inizia nel 1982, quando Israele invade il Libano con l'operazione "Pace in Galilea", arriva fino a Beirut e apre una delle pagine più oscure della storia della regione: il massacro di Sabra e Shatila, dove centinaia di civili palestinesi vengono uccisi dalle milizie falangiste mentre l'esercito israeliano controlla l'area.
L'invasione trasforma il Sud del Libano in una zona di occupazione israeliana e contribuisce alla nascita di Hezbollah, la milizia sciita sostenuta dall'Iran che si presenta come forza di resistenza contro Israele.
LIBANO - BOMBARDAMENTI ISRAELIANI SU BEIRUT
L'occupazione dura quasi vent'anni. Nel 2006 la guerra esplode di nuovo: trentaquattro giorni di combattimenti devastano il Libano meridionale e Beirut. Israele colpisce duramente Hezbollah ma non riesce a distruggerla; la milizia resiste e può presentare il conflitto come una nuova "vittoria" sul campo.
L'ennesimo scontro si chiude con una tregua fragile affidata alla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e alla missione Onu Unifil. Poi arriva il 7 ottobre 2023. Hezbollah apre un secondo fronte contro Tel Aviv dal Libano meridionale.
LIBANO - SFOLLATI DOPO I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI
Nel 2024 Israele entra nel Paese con una nuova offensiva. Questa volta, a differenza del 2006, Hezbollah subisce colpi devastanti: i vertici vengono decimati e l'organizzazione esce dal conflitto gravemente indebolita. Un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti ferma le ostilità; ma quella tregua non regge.
E oggi Benjamin Netanyahu sembra deciso a fare ciò che Israele non è mai riuscito davvero a realizzare: chiudere definitivamente i conti con Hezbollah.
Il problema è che Israele in Libano ha già combattuto molte guerre senza raggiungere i propri obiettivi strategici, ossia pacificare il Sud e, soprattutto, spezzare Hezbollah.
LIBANO - BOMBARDAMENTI ISRAELIANI SU BEIRUT
Questa volta [...] Non è affatto certo che Israele riesca a distruggere Hezbollah una volta per tutte.
Ma può fare qualcosa di altrettanto destabilizzante: aprire una guerra a tempo indeterminato, creare una nuova occupazione di fatto e provocare lo sfollamento permanente di centinaia di migliaia di libanesi.
Il Paese dei cedri è intrappolato in una perenne crisi istituzionale. Un mosaico confessionale di cristiani, sunniti, sciiti e drusi tenuto insieme da un equilibrio politico congelato nel tempo e mai aggiornato (l'ultimo censimento ufficiale risale al 1932, all'epoca del mandato francese) per paura di riconoscere il sorpasso demografico musulmano sulla componente cristiana. Toccare quel nodo significherebbe toccare l'intera impalcatura dello Stato. Oggi quel sistema sembra arrivato al limite. [...]
Centinaia di migliaia di persone hanno già lasciato le loro case e intere città del Sud si sono svuotate in attesa dell'invasione da terra già annunciata. È la logica della cosiddetta "dottrina di Dahiyeh", elaborata nel 2006: distruggere infrastrutture civili e quartieri urbani su larga scala per piegare un ambiente sociale e politico considerato ostile.
Il paradosso è che il nuovo governo libanese aveva indicato il disarmo di Hezbollah come priorità e aveva perfino vietato formalmente le attività militari della milizia. Ma Israele non ha dato al Presidente Aoun il tempo di agire. Lo ha scavalcato prima ancora che potesse provare a riprendere il controllo del Sud del Paese.
Sul terreno questo significa una cosa molto concreta: la creazione di una nuova zona cuscinetto. Israele la presenta come una necessità difensiva per proteggere il Nord del Paese. Il rischio è che il Libano diventi una nuova Gaza, un nuovo territorio occupato, con Hezbollah che ottiene la giustificazione perfetta per continuare a presentarsi come forza di opposizione.
La narrazione della resistenza e quella dell'annessione finiscono così per alimentarsi a vicenda. Nemmeno la missione Unifil riesce più davvero a fare da argine. Anzi, appare come un ostacolo operativo per Tel Aviv.
Le sue postazioni sono state colpite più volte e il messaggio implicito sembra chiaro: se i Caschi blu non se ne andranno, restare lì diventerà sempre più pericoloso.
[...] il caos alimentato dall'idea che uno Stato vicino indebolito, frammentato e permanentemente instabile sia più facile da controllare. Ma uno Stato confinante spinto verso il collasso non produce sicurezza ma soltanto nuove milizie, nuove resistenze, nuove guerre. Hezbollah è nato proprio così, all'ombra dell'occupazione israeliana del Sud del Libano. [...]
hezbollah 2
BOMBE SU TEIR DEBBA - ATTACCO DI ISRAELE CONTRO HEZBOLLAH NEL SUD DEL LIBANO
beirut funerali di hassan nasrallah, leader di hezbollah 1
hezbollah 3




