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TUTTI I PUNTI OSCURI DEL CASO MORISI - LA DROGA, LA FUGA, L’INTERVENTO DEI CARABINIERI: CI SONO TROPPE COSE CHE NON TORNANO NEI RACCONTI DELL’ESCORT RUMENO CHE HA PARTECIPATO AL FESTINO A CASA DI MORISI - IL RAGAZZO SI CONTRADDICE PIÙ VOLTE. DA DOVE SPUNTA LA BOTTIGLIETTA DI GHB? È SCAPPATO A PIEDI O IN AUTO? - L’IPOTESI DEL RAGGIRO E QUELLA BERLINA SCURA FERMA SUL CIGLIO DELLA STRADA DI CUI PARLANO ALCUNI TESTIMONI AL “FATTO” - C’È QUALCOSA CHE CI SFUGGE?

DAGONEWS

ESCORT ROMENO CHE HA PASSATO LA NOTTE CON LUCA MORISI

Ci sono molte cose che non tornano nelle interviste a testate unificate a Petre, l’escort rumeno che ha partecipato al festino a casa di Luca Morisi. Il ragazzo si contraddice più volte nei racconti a “Repubblica”, “Stampa” e “Corriere. Cerchiamo di mettere in fila le incongruenze.

 

Innanzitutto la droga: chi l’ha portata? Petre sostiene che sia stato l’ex social-guru di Salvini a cedere il ghb e la cocaina al gruppetto di persone che si era radunato a Belfiore. Come ha raccontato Alberto Dandolo su Dagospia procurarsi il ghb non è affatto semplice. E a Milano, da dove arrivavano i due escort agganciati attraverso l'app gay Grindr, il controllo della sostanza è in mano proprio ai romeni.

 

Quante persone c’erano a casa Morisi? Nell’intervista a “Repubblica”, Petre esclude la presenza di un quarto uomo, a “La Stampa” fa riferimento agli “amici” che avrebbero tentato di trattenerlo quando voleva fuggire.

luca morisi e matteo salvini

 

Poi c’è la sua strana, rocambolesca, misteriosa fuga, forse la parte più ingarbugliata della storia.

 

A Tonacci e Foschini di "Repubblica" dice: "Sono corso fuori, lì davanti al cascinale c'è un viale alberato, mi sono messo a correre lungo la strada. Prima il mio amico romeno e poi Morisi mi hanno seguito".

 

LA CASA DI LUCA MORISI

Al “Corriere” invece la racconta in un altro modo: “Appena siamo usciti dalla cascina di Morisi e appena mi sono un po' ripreso ho visto delle persone.

 

Ricordo un signore al quale ho detto: ti imploro, chiama la polizia, ho bisogno di aiuto. Mi ha risposto: chi sei? Da dove sei apparso? E allora ho chiamato io”.

 

MEME SUL CASO MORISI

Se era "strafatto" e stava male, perché Petre non ha chiamato un’ambulanza e ha pensato bene di chiamare i carabinieri? Cosa avrebbero dovuto "punire" i militari visto che lo stesso Petre ha ammesso di non essere stato costretto ad assumere droga né ha subìto violenza? E come ha fatto - da "strafatto" - lui romeno, proveniente da Milano - a dare le esatte coordinate del complesso residenziale così isolato? E come hanno fatto i militari ad arrivare sul posto in un attimo?

 

PERQUISIZIONE A CASA DI LUCA MORISI

Stando alla versione fornita a “Repubblica”, sembra che il 20enne sia scappato di corsa, inseguito da Morisi e dall’amico e di aver visto poi comparire l’auto dei carabinieri.

 

Dunque, ricapitoliamo: Petre, da "strafatto", è riuscito a dare l’indirizzo di casa Morisi ai carabinieri, come se conoscesse Belfiore da sempre. I carabinieri sono arrivati immediatamente, negli stessi secondi in cui il social-guru e l’altro ragazzo lo raggiungevano dopo aver percorso poche centinaia di metri. Ma erano in macchina o a piedi?

 

ESCORT ROMENO CHE HA PASSATO LA NOTTE CON LUCA MORISI

Da dove spunta la bottiglietta con la droga dello stupro? Nell'intervista al “Corriere”, Petre racconta: "È successo questo: quando sono uscito dalla casa ero strafatto. Chiamo i carabinieri, arrivano.

 

Mentre gli sto raccontando che cosa è successo mi viene sete perché sto male e vado a prendere in macchina l’acqua che ho nello zaino. Ed è lì che vedo la bottiglietta e la consegno ai carabinieri, dico che cosa è e che viene dalla casa di Morisi.

 

LUCA MORISI E MATTEO SALVINI

Quella roba era sua. Però io dalla casa sono uscito senza lo zaino, si vede nelle foto anche. Lo aveva preso l’altro ragazzo".

 

Ma a “Repubblica” ieri aveva detto che il ghb si trovava nel cruscotto della macchina. A “La Stampa” invece dice: “Non ce l'ho più fatta e sono scappato lungo strada, fuori mi hanno visto mentre me ne andavo a piedi. Ma mi hanno inseguito e preso. Volevo scappare, sono tornato. Più tardi, quando siamo ripartiti in auto, sono io che ho telefonato ai carabinieri”. Dunque l’inseguimento risale alla sera precedente? È tutto molto confuso

 

LUCA MORISI

Il sospetto del raggiro

Davide Milosa e Stefano Vergine sul “Fatto quotidiano” di oggi lasciano intendere che gli inquirenti stanno lavorando anche sull’ipotesi di un raggiro ai danni di Morisi e si pongono qualche altra domanda: “Non è detto che tutto stia in ciò che racconta a ‘Repubblica’. Spiega di essersi sentito male e di essere fuggito.

 

Quando? Con chi? Durante la nottata o il pomeriggio successivo, quando viene fermato dai militari? Erano circa le 16. La casa di Morisi si trova nel retro della facciata della barchessa di una antica villa veneta. Uscire da li significa percorrere diversi metri prima di arrivare al parcheggio e da qui seguire la strada che a sua volta porta al lungo filare di pioppi.

UN VECCHIO TWEET DI LUCA MORISI SU ORGE E DROGHE

 

“Devastato” in questo modo, e certamente non lucido, stando al suo racconto, il giovane romeno ha preso il telefono, ha composto il numero di emergenza e ha chiamato i carabinieri che da li a poco si sono palesati. Dei fulmini”.

MATTEO SALVINI LUCA MORISI MEME

 

 

I testimoni

Altro mistero: Petre durante la sua fuga ha incontrato qualcuno? Se è scappato nel pomeriggio è impossibile pensare che non ci fosse nessuno in giro.

 

E infatti nell’intervista al Corriere racconta: “Ricordo un signore al quale ho detto: ti imploro, chiama la polizia, ho bisogno di aiuto. Mi ha risposto: chi sei? Da dove sei apparso? E allora ho chiamato io”. A “La Stampa” dice: “Fuori mi hanno visto”.

 

A “Repubblica”: “Mi hanno visto tutti, anche una signora col cane che abita lì vicino. Lo possono testimoniare i filmati delle telecamere di sorveglianza”.

LUCA MORISI

 

I carabinieri

La versione di Petre (“Ho chiamato io i carabinieri”) contraddice quella ufficiale. Il procuratore di Verona Angela Barbaglio ancora ieri confermava che si è trattato di un controllo di routine ma, come scrive “il Fatto”, non ha smentito l’ipotesi della lite.

 

MATTEO SALVINI E LUCA MORISI

“Se pur non confermata dai magistrati e nell’evidenza di una serata iniziata male e finita peggio. Con una fiala di droga liquida e la cocaina trovata sui piatti e tra i libri. Questa la miccia che ha innescato il caso dell’ex guru social della Lega. E se messa cosi la storia, la discussione iniziale ha certamente un senso, resta l’ipotesi di lavoro degli investigatori che la serata di baldorie con l’ex guru della Lega fosse, per altri, occasione per guadagnarci piu del dovuto”.

 

C’è poi il residente della cascina di Belfiore che qualche giorno fa ha raccontato di aver chiamato lui i militari per i rumori che arrivavano dall’appartamento.

tweet su luca morisi indagato 1

 

Ricapitolando, ci sono tre versioni.

 

La prima, quella ufficiale: i carabinieri fermano tre persone per un controllo e da lì arrivano a casa di Morisi.

 

La seconda: un residente, stanco del “continuo viavai” e dei rumori dall’appartamento dell’inventore della Bestia, chiama i militari.

 

La terza, quella di Petre: ha chiamato lui i carabinieri (resta da capire quando e se fosse in macchina o a piedi e come abbiano fatto i militari a trovarlo e raggiungerlo in un battito d'ali).

 

tweet su luca morisi indagato 6

Alcuni testimoni hanno parlato al “Fatto” di un “controllo lungo la statale 38 con una pattuglia dei carabinieri e una berlina scura ferma sul ciglio della strada. Qui dal portaoggetti salta fuori la fiala di droga liquida”. La berlina scura è di Morisi? E' dei due rumeni? O c'è qualcosa che ci sfugge?

luca morisiMEME SU LUCA MORISIMEME SU MATTEO SALVINI E LUCA MORISITWEET DI LUCA MORISI SULLE ORGE GAY

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