tessera del primo e-resident al mondo

E’ ARRIVATO IL FUTURO - IN ESTONIA NASCE IL PRIMO “E-RESIDENT” AL MONDO, CITTADINO DEL REGNO DIGITALE CON TANTO DI TESSERINO GOVERNATIVO CHE GLI PERMETTE DI FIRMARE DOCUMENTI E FARE ACQUISTI ON LINE

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Tessera del primo e-resident al mondoTessera del primo e-resident al mondo

Edward Lucas ha l’abitudine di spuntare fuori nei momenti più cruciali della storia europea. A marzo 1990, appena la Lituania si rese indipendente dall’Unione Sovietica, il giornalista dell’”Economist” prese il primo aereo per la capitale e ricevette il primo visto lituano, numero 001.

 

Ieri, nella cerimonia presso Tallinn, in Estonia, il Presidente Toomas Hendrik Ilves, ha dichiarato Edward Lucas primo “e-resident” al mondo. Non è un documento di cittadinanza legale, non può essere mostrato alle dogane e non sostituisce la patente. E’ una sorta di identità digitale sovranazionale, rilasciata per la prima volta da una nazione. E’ l’identità on line con l’approvazione ufficiale del governo, ultima innovazione di un paese che ha messo a punto “Skype” e che permette ai cittadini di votare i politici e pagare le tasse on line.

CAVI INTERNETCAVI INTERNET

 

Il microchip di Lucas gli permetterà di firmare documenti, registrare una azienda in Estonia, fare operazioni con un conto corrente bancario estone (ma deve averlo aperto di persona), ordinare medicine in farmacia. Ovunque si trovi. La sua firma digitale è valida in Europa e in tutti i paesi che usano l’autenticazione digitale.

 

Nella sua forma embrionale, il programma è una fusione di tecno-utopia e realtà burocratica, è il virtuale che si incontra con il reale. Tutti i maggiorenni posso chiedere la “e-residency” in Estonia, previa visita alla polizia, dati biometrici (immagine del viso e impronte digitali) e tassa di 50 euro per la pratica. In due settimane il tesserino è pronto.

 

L’idea è quella di estendere l’operazione anche alle ambasciate estoni nel mondo entro il 2015. L’obiettivo è di attrarre turisti e investitori, e permettere di risolvere problemi pratici. Non si tratta di ribaltare l’idea di cittadinanza, che resterà legata al territorio e soprattutto al comune senso di appartenenza. Ognuno resterà legato al posto in cui è nato, ma la vita on line supererà qualsiasi confine. 

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