donald trump stretto di hormuz guerra iran

TE LA DO IO LA PACE! – È STATA UNA NOTTE DI SCONTRI NEL GOLFO: GLI USA, CHE IERI AVEVANO MESSO FUORI USO LA PETROLIERA “LEXI” DIRETTA VERSO L'IRAN, HANNO CONDOTTO “RAID DIFENSIVI” SULL'ISOLA DI QESHM, COLPENDO UNA TORRE RADIO – TEHERAN HA REAGITO LANCIANDO MISSILI CONTRO LA NAVE STATUNITENSE-ISRAELIANA PANAYA E PRENDENDO DI MIRA BASI AMERICANE IN KUWAIT E BAHREIN – INTANTO NETANYAHU SE NE FREGA DELL’IRA DI TRUMP: ISRAELE CONTINUA GLI ATTACCHI NEL SUD DEL LIBANO...

NOTTE DI SCONTRI NEL GOLFO: USA CONTRO QESHM, IRAN ATTACCA KUWAIT E BAHREIN

Estratto dell’articolo da www.ansa.it

 

DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN

Notte ad alta tensione nel Golfo Persico tra le forze armate iraniane e statunitensi. Gli Usa, che ieri avevano messo fuori uso la petroliera 'Lexie' diretta verso l'Iran, hanno condotto 'raid difensivi' sull'isola di Qeshm, colpendo una torre radio.

 

Gli iraniani hanno reagito lanciando missili contro la nave 'Panaya' e prendendo di mira il Kuwait e il Bahrein.

 

'Abbiamo danneggiato la base della V Flotta Usa', rivendicano i pasdaran. 'Falso - risponde Washington - tutti i loro attacchi sono andati a vuoto'. Secondo la tv iraniana, esplosioni sono state inoltre udite in Iraq, e le sirene avrebbero suonato anche in Arabia Saudita.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Gli scontri arrivano a valle di una telefonata durissima per piegare Benjamin Netanyahu e non far saltare il tavolo delle trattative con l'Iran appeso a un filo. Quando Donald Trump ha alzato il telefono per parlare con l'alleato israeliano ha sfogato tutta la sua rabbia: "Sei un pazzo. Senza di me saresti in galera", ha tuonato il commander-in-chief accusando Bibi di essere un ingrato.

 

"Tutti ti odiano. Tutti odiano Israele" per colpa tua, lo ha incalzato - ha riferito Axios, ricostruendo la chiamata - intimandogli di fermarsi immediatamente in Libano e rinunciare a qualsiasi operazione su Beirut. Di fronte all'attacco frontale il premier israeliano ha ordinato lo stop dei combattimenti. Lo ha fatto con riluttanza e travolto dalle critiche in casa: sia il suo partito che l'opposizione lo hanno criticato per essere un "vassallo", per non difendere la sovranità di Israele e del suo popolo che continua a subire gli attacchi di Hezbollah.

 

marco rubio donald trump

Nonostante l'accordo con Trump, gli scontri infatti continuano: Israele ha condotto vari raid in Libano, mentre Hezbollah ha rivendicato la responsabilità degli attacchi avvenuti dopo il cessate il fuoco annunciato dal presidente americano.

 

In questo contesto di alta tensione, Libano e Israele sono tornati a sedersi per un nuovo round di trattative a Washington, sotto l'egida degli Stati Uniti.

 

L'amministrazione Trump è consapevole che le due partite sono sempre più incrociate e non può permettersi che Israele, suo alleato di ferro contro l'Iran, possa far deragliare i negoziati in corso. Il "piccolo intoppo" in Libano, così come il commander-in-chief lo ha definito, è "stato risolto rapidamente" e si continua a lavorare a un'intesa che potrebbe avvenire nel corso della "prossima settimana", ha detto Trump.

 

pasdaran iraniani

Gli Stati Uniti sono in attesa della risposta di Teheran alla loro ultima proposta inviata venerdì. Il frammentato regime iraniano "sta riscontrando problemi di comunicazione. Possono trascorrere oltre sei giorni per ricevere una risposta dall'Iran", ha spiegato il segretario di Stato Marco Rubio durante un'infuocata audizione in Senato.

 

La guida suprema Mojtaba Khamenei è viva ed è sempre più attiva e impegnata, ha assicurato Rubio difendendo a spada tratta l'operazione Epic Fury dagli attacchi dei democratici. Netanyahu ha aspettato per 40 anni un presidente americano "abbastanza stupido e sconsiderato da unirsi a lui" in un conflitto contro l'Iran, ha attaccato il senatore Chris Van Hollen bollando la politica estera di Trump come un "disastro totale".

 

trump rubio

Il segretario di Stato ha fatto muro e cercato di respingere una ad una le stoccate dei senatori, notando come l'Iran non può avere l'arma nucleare e ha accettato di discutere alcuni aspetti del suo programma nucleare. "Siamo in trattative: c'è una prospettiva davanti a noi" di un accordo "che potrebbe essere oggi, domani o la settimana prossima. Siamo fiduciosi", ha assicurato.

 

La riapertura dello Stretto di Hormuz è un punto chiave dei negoziati in corso e - ha ribadito - non è stato discusso alcun allentamento delle sanzioni per l'apertura dell'importante crocevia. La morsa americana si allenterà solo nel rispetto di determinate condizioni, ovvero "in risposta alla ragione stessa per cui le sanzioni sono state imposte, vale a dire il programma nucleare", ha chiarito il segretario di Stato.

 

CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN

I chiarimenti e la fiducia mostrata da Rubio sulle trattative in corso, comunque, non sono destinate a smorzare le polemiche interne. Gli alleati di Trump stanno manifestando chiari segnali di insofferenza per le trattative e la guerra, che rischiano di diventare un problema politico per le elezioni di metà mandato. […]

 

LIBANO: MEDIA, ARTIGLIERIA ISRAELE ATTACCA BLAT, NEL SUD DEL PAESE

(LaPresse) -  L'artiglieria di Israele ha preso di mira la città di Blat, nel distretto di Marjayoun, nel sud del Libano. Lo riferisce Al-Jazeera, aggiungendo che poco fa si è udita una forte esplosione nella vicina città di Dibbine, sempre nel sud del Libano.

stretto di hormuzdonald trump

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