IL GIALLO DEL NORD-EST – E’ STATO UCCISO A SPRANGATE SULLA PORTA DI CASA MARIO RUOSO, 87 ANNI, PATRON DI "TELEPORDENONE" - L'UOMO È STATO TROVATO MORTO LA MATTINA DEL 4 MARZO DAL NIPOTE, ALLERTATO DAI COLLEGHI CHE NON L'HANNO VISTO ARRIVARE ANDARE IN UFFICIO, NEL SALONE D'AUTO CHE SI TROVA DAVANTI AL CONDOMINIO IN CUI ABITA. A LUGLIO L'INCENDIO DOLOSO NEL SUO “GARAGE VENEZIA”. RUOSO DENUNCIÒ IL “SISTEMA MAFIOSO” – I PROBLEMI ECONOMICI E LA FUGA DELL’ASSASSINO CON L’ARMA DEL DELITTO (GLI INQUIRENTI ESCLUDONO LA PISTA DELLA RAPINA FINITA MALE...)
Cristina Antonutti per ilgazzettino.it - Estratti
L'imprenditore friulano Mario Ruoso, 87 anni, è stato ucciso a sprangate nel suo attico al settimo piano del condominio Brentella, al civico 7 di via Del Porto a Porcia, dove la città di Pordenone si confonde con il suo hinterland.
Il decesso è stato collocato tra le 7 e le 8 di ieri mattina (4 marzo), poco prima che lo storico titolare del Garage Venezia e patron dell'emittente televisiva TelePordenone uscisse come ogni giorno di casa e attraversasse la strada per andare in ufficio, nel salone d'auto che si trova proprio davanti al condominio.
Era un uomo forte, abituato ad attraversare mille tempeste con una determinazione e una caparbietà fuori dal comune. Negli ultimi tempi si è visto costretto ad affrontare una serie di problemi economici.
Debiti, ma anche crediti che non riusciva a recuperare. Il 6 luglio 2025 qualcuno appiccò un incendio al Garage Venezia. I vigili del fuoco individuarono l'innesco nell'abitacolo della Lamborghini Diablo bianca esposta nel salone. Qualcuno vi aveva stipato all'interno diversi fascicoli pieni di documenti destinati a una causa civile. Un rogo doloso. Un «sistema mafioso» che il cavalier Ruoso non aveva esitato a denunciare e che ora diventa una pista da approfondire per gli investigatori della Squadra mobile di Pordenone coordinati dal procuratore Pietro Montrone e dal sostituto procuratore Federica Urban. L'ipotesi di una rapina finita male al momento viene scartata: in casa non mancherebbe nulla.
Il condominio Brentella è abitato prevalentemente da immigrati che non avrebbero sentito rumori sospetti o grida. Il sospetto è che l'imprenditore abbia aperto la porta a qualcuno che conosceva o che stava aspettando. Si era già vestito, pronto per andare al Garage Venezia.
Ha aperto la porta a qualcuno armato di spranga o comunque un oggetto metallico liscio. L'imprenditore è stato aggredito sulla porta. Un primo colpo in testa potrebbe averlo tramortito facendolo cadere contro lo spigolo di un mobiletto che si trova all'ingresso.
Una volta a terra è stato ripetutamente colpito in testa. Il procuratore Montrone, al termine di un sopralluogo in via Del Porto, ha confermato che i colpi, riconducibili a un corpo contundente, sono plurimi. Indicazioni più precise arriveranno dall'autopsia che la Procura disporrà nei prossimi giorni. Ieri il magistrato di turno, presente sul posto, si è affidata al medico legale Antonello Cirnelli, che ha effettuato i suoi accertamenti dopo che la Polizia scientifica di Pordenone e gli investigatori arrivati da Padova, sempre della Scientifica, hanno salvaguardato la zona dell'ingresso per non inficiare i successivi rilievi.
L'arma
Chi ha ucciso Ruoso è fuggito con l'arma del delitto. I poliziotti hanno a lungo cercato nei cassonetti dei rifiuti, nei giardini di via Del Porto e nel retro del condominio Brentella. Saranno acquisite le immagini delle telecamere interne della lavanderia accanto all'ingresso del palazzo: una punta verso il marciapiede e ieri mattina potrebbe aver inquadrato l'assassino. Ieri sera in Questura a Pordenone sono state sentite a sommarie informazioni diverse persone che erano in contatto stretto con l'imprenditore: parenti, ma anche collaboratori.




