COSA PUÒ ANDARE STORTO CON UN’EPIDEMIA IN CORSO IN AFRICA? TUTTO – IN CONGO L’EBOLA NEGLI ULTIMI DUE MESI SI È DIFFUSO COME MAI PRIMA, CON OLTRE 700 MORTI E 1.900 CASI CONFERMATI. MA ORA GLI OPERATORI SANITARI HANNO DECISO DI SCIOPERARE PERCHÉ NON VENGONO PAGATI DAL GOVERNO – NELLA PROVINCIA DELL’ITURI, LA PIÙ COLPITA DAL VIRUS, IL PERSONALE DEI CENTRI PER IL TRATTAMENTO DELLA MALATTIA RISCHIA LA VITA SENZA SALARIO E CON ATTREZZATURE LIMITATE. E ANCHE I BECCHINI PER PROTESTA SI SONO FERMATI E HANNO BLOCCATO LE STRADE...
Estratto dell’articolo di Bernardo Tombari per www.repubblica.it
L'epidemia di malattia da virus Ebola, dichiarata ufficialmente il 15 maggio nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), si sta diffondendo più rapidamente di qualsiasi altra precedente, fanno sapere le autorità dell’agenzia sanitaria dell’Unione africana. In questi due mesi chi lavorava nei centri per il trattamento della malattia ha rischiato la vita ogni giorno, ma non ha mai ricevuto un soldo.
Per questo ieri decine di membri del personale del Rwampara General Hospital nell’Ituri, una delle province più colpite dall’epidemia, hanno annunciato uno sciopero. Non solo gli operatori sanitari e gli epidemiologi, ma anche autisti e becchini hanno bloccato la strada che fa accedere all’ospedale.
[…] Oltre ai salari non ricevuti, denunciano attrezzature limitate e strutture arrivate ai limiti della capacità. In queste condizioni, devono affrontare un’epidemia che ha già fatto almeno 702 morti su un totale di 1926 casi confermati.
Il governo congolese ha giustificato il ritardo dicendo che al libro paga sono state aggiunte persone che non sono realmente impegnate nell’emergenza ed è in corso la verifica dell’elenco.
"Dobbiamo garantire che questi pagamenti arrivino alle persone giuste – ha spiegato la scorsa settimana il ministro della Salute Roger Kamba, in visita nell’Ituri – Abbiamo dovuto affrontare alcune difficoltà e abbiamo ricevuto reclami di persone che sostengono di non essere pagate nonostante stiano lavorando. Abbiamo i mezzi per risolvere la questione”.
Ma l’emergenza sanitaria non è l’unico problema in Ituri. La provincia nel nord-est del Paese è schiacciata tra l’Ebola e il conflitto armato in corso tra le forze governative e i ribelli di etnia tutsi.
La guerra ha creato più di centomila nuovi sfollati, rende difficile l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici, in alcuni casi ha portato al danneggiamento o alla distruzione delle poche strutture sanitarie: così la diffusione del virus ha vita facile.
A questo quadro desolato si aggiunge una popolazione scettica, che crede che l’Ebola sia una truffa usata dal governo per arricchirsi, per via dei numerosi casi di corruzione durante le precedenti epidemie.
A maggio una folla inferocita ha dato alle fiamme il reparto di isolamento di un ospedale in cerca del corpo di una presunta vittima dell’Ebola. “Credevano che volessimo uccidere i pazienti, non salvarli” ha raccontato il direttore dell’ospedale, Isaac Mugenyi […]





