CHE FINE HA FATTO ANASTASIA BEREZOVSKA? LA DONNA UCRAINA CHE LUNEDÌ SERA HA FATTO SCOPPIARE LA BOMBA A MONTECARLO È RICERCATA DALL’INTERPOL E ACCUSATA DI TENTATO OMICIDIO AI DANNI DELL’UOMO D’AFFARI DI ORIGINE UCRAINA VADIM ERMOLAEV, DELLA SUA COMPAGNA ANNA NASOBINA E DEL LORO FIGLIO TREDICENNE – LA 39ENNE, CHE SECONDO GLI INVESTIGATORI NON HA AGITO DA SOLA, POTREBBE ESSERE IN GERMANIA - L’IPOTESI DI UN PASSAGGIO IN L’ITALIA. LA DONNA RICERCATA AVREBBE CONTATTI CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA. SEMBRA PERDERE PESO LA PISTA DI UN’AZIONE DEI SERVIZI SEGRETI UCRAINI, CHE SI PENSAVA POTESSERO AVERE AGITO CONTRO IL MILIARDARIO COLPITO DALLE SANZIONI DI ZELENSKY PERCHÉ HA CONTINUATO A FARE AFFARI CON I RUSSI IN CRIMEA NONOSTANTE L’INVASIONE. LE IPOTESI DI UN REGOLAMENTO DI CONTI O UN AVVERTIMENTO DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA...
Stefano Montefiori per corriere.it - Estratti
Dopo 53 ore di indagini, la polizia monegasca ha risolto il mistero del «cappello nero»: la persona che lunedì sera ha fatto scoppiare la bomba a Montecarlo si chiama Anastasia Berezovska, è una donna ucraina di 39 anni ormai ricercata dall’Interpol e accusata di tentato omicidio ai danni dell’uomo d’affari di origine ucraina Vadim Ermolaev, della sua compagna Anna Nasobina e del loro figlio tredicenne.
Secondo gli investigatori, probabilmente non ha agito da sola.
Il suo appartamento a Berlino è stato perquisito ieri dalla polizia tedesca. Dopo l’esplosione, la donna si è allontanata a piedi verso il comune francese limitrofo di Beausoleil, dove ha recuperato la sua auto per raggiungere l’Italia e poi la Germania, suo ultimo Paese di residenza noto, dove il veicolo era stato noleggiato, ha spiegato Morgan Raymond, procuratore generale aggiunto di Monaco. La donna è stata anche avvistata a Francoforte.
La sera dell’esplosione, la donna ha atteso su una panchina prima di lasciare la bomba, estratta da una borsa di tela, all’ingresso dell’edificio di Ermolaev, e di azionarla alle 20.58 grazie a un telecomando, proprio nel momento in cui le tre vittime, rientrate a piedi da una cena al ristorante, arrivavano sulla porta di ingresso. Un testimone sentito la sera stessa e le immagini dei sopralluoghi effettuati dalla donna il venerdì e il sabato precedenti l’esplosione hanno messo gli inquirenti sulla pista di una donna travestita da uomo.
Riesaminando le immagini video gli inquirenti sono riusciti a individuare l’auto della donna e a seguirla nella fuga. «La relativa sofisticatezza dell’ordigno esplosivo e il modus operandi sembrano indicare che la persona che ha collocato l’ordigno non ha agito da sola», ha aggiunto il procuratore, senza fornire ulteriori informazioni su eventuali complici o moventi. Due persone sono state fermate mercoledì e giovedì, ma il loro fermo è stato revocato dopo poche ore.
Le autorità monegasche continuano a rifiutarsi di confermare ufficialmente l’identità delle vittime, ma l’attacco ha preso di mira Vadim Ermolaev, 58 anni, ricchissimo uomo d’affari originario dell’Ucraina e ormai di nazionalità cipriota, insieme alla sua compagna Anna Nasobina e al figlio di 13 anni.
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La donna ricercata, Anastasia Berezovska, sembra essere nota alle forze dell’ordine ucraine ed europee per avere contatti con la criminalità organizzata. Sembra perdere peso la pista di un’azione dei servizi segreti ucraini, che si pensava potessero avere agito contro il miliardario colpito dalle sanzioni del presidente Volodymyr Zelensky perché ha continuato a fare affari con i russi in Crimea nonostante l’invasione.
(...) sembra più probabile a questo punto che l’attentato di lunedì sera sia un regolamento di conti o un avvertimento della criminalità organizzata.
anastasiia berezovska 2
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Vadim Ermolaev
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attentato a vadim ermolaev 1
attentato contro vadim ermolaev montecarlo
attentato contro vadim ermolaev montecarlo
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