bici con gioielli incastonati

UNA BICI CHE È UN GIOIELLO (LETTERALMENTE) – ALLA FIERA DI MILANO SONO STATE ESPOSTE DUE BICICLETTE CHE SUL TELAIO HANNO DEI DIAMANTI INCASTONATI – IL COSTO? 80 MILA EURO L’UNA - LA STORIA DI ALBERTO GARAGIOLA, CHE HA MOLLATO IL POSTO FISSO PER COSTRUIRE BICICLETTE D’AUTORE INSIEME A UN SUO AMICO…

Antonio Ruzzo per “il Giornale”

 

alberto garagiola

Un gioiello, anzi un diamante. Tanti diamanti che incastonati su due biciclette ne fanno vere opere d'arte. Senza possibilità di replica. Due gioielli: «Oblivion», che proietta la visione terrena di un velocipede nella dimensione post apocalittica di un altro pianeta, e «Obsession», l'ossessione di chi con un telaio e due ruote si ostina a viaggiare con la fantasia. Possono due biciclette da corsa raccontare tutto ciò?

 

«Parto dall'idea che chi costruisce una bici oggi deve essere per forza un po' visionario perché altrimenti è difficile aggiungere qualcosa ai modelli ormai quasi perfetti da oltre diecimila euro che si possono trovare sul mercato. Bisogna essere sempre capaci di inventarsi qualcosa... Un po' come è stato capace di fare un genio come Ernesto Colnago che, dal carbonio ai freni a disco, è sempre stato un passo avanti a tutti. E infatti ha scritto la storia...».

 

Alberto Garagiola, 49 anni di Magenta, cittadina a una trentina di chilometri da Milano, terra di musica, santi e battaglie d'Indipendenza tra austriaci e franco-piemontesi, non è «Colnago» ma anche lui costruisce bici: progetti, misure, modelli, colorazioni, meccanica.

 

bici gara+ 1

Una diversa dall'altra, non replicabili, uniche: bici d'autore. Le due tempestate di diamanti esposte poche settimane fa alla Fiera di Milano, sono la fine di un percorso creativo cominciato un anno e mezzo fa e che ha coinvolto tecnici, chimici e designer. Due gioielli da 80mila euro che, con tutta probabilità, finiranno nei salotti di qualche emiro che già ci ha messo gli occhi sopra.

 

«Perché i diamanti su una bicicletta? Perché volevo uscire dalla routine dell'officina, volevo creare un oggetto d'arte che colpisse la fantasia racconta -. Avrei potuto usare degli zirconi ma non sarebbe stata la stessa cosa. Diciamo che sono due modelli che, all'ennesima potenza, riassumono il senso più profondo della bicicletta che non è solo un mezzo di trasporto o per fare sport ma un oggetto che sa far sognare e ci fa ritornare tutti un po' bambini...».

bici gara+ 3

 

L'ingegnere Alberto Garagiola costruisce bici ormai da una quindicina d'anni. Una storia lunga la sua, cominciata, come capita spesso, per caso. Iniziata sui banchi del Politecnico di Milano quando, con un suo compagno svizzero di facoltà, pedalavano insieme tra un esame e l'altro in mountain bike sulle colline del Comasco.

 

La bici è la passione ma lo studio e la laurea lo portano altrove. Prima nell'aeroporto di Malpensa dove «traffica» tra sistemi aeronautici e motori, poi negli uffici di una grossa azienda di riscaldamento e condizionamento della sua zona dove si occupa della progettazione degli impianti. «Ho fatto quella vita per anni ma mi stava stretta - racconta -. Il lavoro mi appassionava, i colleghi erano simpatici, guadagnavo anche bene ma non sopportavo, e non sopporto, la routine e poi avevo la bici in testa.

 

bici gara+ 7

Così con il mio compagno di università ci siamo messi a progettare uno stampo per realizzare un primo telaio per una bici da corsa in carbonio approfittando anche del fatto che suo padre, a Lugano, aveva un'attività proprio in quel settore. Di giorno lavoravo in azienda, di notte mi fermavo nel garage di casa per dedicarmi al mio progetto.

Ma avevo già capito che la strada era quella...». Nel 2009 nasce la prima sua bici firmata.

 

Un anno dopo la prima bici costruita per un cliente a cui dà un marchio tagliando a metà il suo cognome ed aggiungendoci un più: «Gara+». Posto fisso addio. Si licenzia, inizia a «pedalare» sul serio per conto suo e oggi produce un centinaio di bici l'anno senza l'ardire di volerne fare di più perché la sua idea di azienda è più vicina a quella di una sartoria che costruisce abiti su misura che non a quella di un'industria che fa capi in serie: modelli da corsa, da triathlon, gravel ed anche mountain bike, il primo amore.

bici gara+ 6

 

Una scommessa imprenditoriale non a costo zero perché gli investimenti per realizzare una bici in carbonio non sono pochi. Per uno stampo, che dura solo qualche anno, ci vogliono tra i 40 ai 50mila euro e ogni modello ha misure diverse. E poi ci sono i costi di certificazione, i test di resistenza, le prove da sforzo per ottenere il via libera.

 

«Che è poi la stessa procedura che abbiamo dovuto seguire per realizzare le due bici coi i diamanti che sono state certificate per essere usate in strada anche se ciò non avverrà - spiega -. Un viaggio di un anno e mezzo con molti compagni di avventura. L'idea mi è venuta parlando un giorno con Lucky, il mio amico di Kaos design, che mi affianca da una decina d'anni nella realizzazione dei disegni e delle colorazioni dei telai. Perché non mettiamo su una bici della polvere di Swarovski?

bici gara+ 4

 

Ci siamo detti. Sarebbe la prima volta. Poi qualcuno ha pensato ai diamanti e sembrava una follia. E forse lo è stata. Per incastonarli nel telaio abbiamo dovuto forare il carbonio, che già di per sé è sottilissimo, con i trapani utilizzati dagli orafi cercando di non comprometterne la struttura che poi infatti ha dovuto sopportare una nuova serie di test. Un lavoro complicatissimo...».

 

Ma non il solo. «Sì, perché una volta inseriti i diamanti nel telaio, purtroppo ci siamo accorti che non brillavano perché il fondo del carbonio è scuro e non riflette. Allora, con un'azienda chimica, dopo una serie infinita di prove, abbiamo progettato e realizzato una resina e un indurente argentato che permetteva al diamante di brillare... Il tocco finale è stata la grafica. Sulle due bici infatti i diamanti non sono posizionati a caso ma rappresentano le stelle di due galassie».

bici gara+ 5

 

Il risultato è la meraviglia di chi in Fiera si avvicinava ad osservare Obsession e Oblivion, chiedendosi perché mai su una bicicletta fossero stati incastonati dei diamanti, che valore avessero, chi le avesse commissionate: «E il bello è che a molte domande non c'è la risposta - spiega Garagiola -. Non c'è la spiegazione che molti si aspettano se non che quei due oggetti sono un'idea che ha preso corpo. Sono la passione che è diventata un lavoro. Di una bici mi affascina l'estetica, è la prima cosa che guardo.

 

bici gara+ 8

Mi perdo nell'osservare le finiture, i dettagli, i tappini che chiudono i manubri, le viti, tutto ciò che fa di una bici una bella bici. La meccanica sinceramente mi attira meno anche perché ormai, dai gruppi alle ceramiche dei cuscinetti, è tutta standard e di altissimo livello. C'è poco da inventare. Però mi appassiona tantissimo "riparare" in un mondo dove per calcolo e fretta ormai oggi si tende a sostituire tutto. In realtà quasi ogni cosa si può riparare, basta avere tempo ed esperienza...». Il resto è genio e un pizzico di follia.

bici gara+ 2bici gara+bici gara+ 9

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”