roberto baldoni pavel durov

“IL CASO DUROV? NESSUNA PIATTAFORMA RIUSCIRA' PIU' A ESSERE NEUTRALE” - ROBERTO BALDONI, EX DG DELL’AGENZIA PER LA CYBERSECURITY, SPIEGA PERCHÉ TELEGRAM E IL SUO BOSS PAVEL DUROV SONO FINITI NEL MIRINO DELLE DEMOCRAZIE: “LA PIATTAFORMA SI RIFIUTA DI COLLABORARE CON LE ISTITUZIONI E DI OTTEMPERARE A QUALSIASI REGOLAMENTAZIONE. QUESTO HA ATTRATTO CRIMINALI, TERRORISTI E PEDOFILI CHE LA UTILIZZANO PER I LORO SCAMBI. A DIFFERENZA DI ALTRE APP, NON OFFRE LA CRITTOGRAFIA END-TO-END PREDEFINITA SU OGNI CHAT, IL CHE SIGNIFICA CHE I SERVER TELEGRAM CONTENGONO INFORMAZIONI IN CHIARO SUGLI UTENTI…”

Estratto dell’articolo di Roberto Baldoni per “la Repubblica”

 

pavel durov - telegram

Negli anni ’80, nella Silicon Valley si affermò la Californian Ideology, una filosofia che combinava libertarismo economico e sociale, entusiasmo per la tecnologia digitale e opposizione alla regolamentazione governativa di Internet.

 

Le Big Tech come Facebook, Google e Amazon ne furono influenzate. In un periodo economicamente favorevole, quello della globalizzazione, dove l’economia aveva preso il sopravvento sulla sicurezza, queste società operavano su scala mondiale mantenendosi il più possibile neutrali e distanti dalle istituzioni e dai governi, tranne che per fini commerciali.

Roberto Baldoni

Parlare di collaborazione con agenzie di intelligence o di law enforcement era tabù.

 

[…] Le democrazie accoglievano con favore queste piattaforme emergenti anche per il loro impatto economico. Tuttavia, nel 2016, l’utopica neutralità della Californian Ideology si scontrò con la realtà della sicurezza nazionale e delle interferenze statuali. Eventi come il referendum sulla Brexit e le elezioni Usa hanno rivelato il rischio di manipolazione dell’opinione pubblica  […]

 

Esempi includono il “perimetro di sicurezza nazionale cibernetica” italiano, che prevede tra l’altro obblighi sulla residenza dei dati sensibili per la sicurezza nazionale, e il Digital Services Act europeo con obblighi stringenti sui social per combattere la disinformazione e il traffico di contenuti illegali.

pavel durov prima dei ritocchini (e dei miliardi)

 

In questo nuovo contesto, Telegram ha continuato a professare la sua neutralità, rifiutandosi di collaborare con le istituzioni di qualsiasi nazione e di ottemperare a qualsiasi regolamentazione. Questo ha attratto criminali, terroristi e pedofili che utilizzano Telegram per i loro scambi. A differenza di altre app di messaggistica come Signal, Telegram non offre la crittografia end-to-end predefinita su ogni chat, il che significa che i server Telegram probabilmente contengono informazioni in chiaro sugli utenti.

 

Questo ha messo Telegram in rotta di collisione con il sistema giudiziario di una democrazia come la Francia, dove Durov, fondatore di Telegram, è stato arrestato con l’accusa di complicità con i criminali che usano la piattaforma. Anche Musk in Brasile sta avendo i suoi grattacapi. I giudici hanno ordinato la chiusura di X nel Paese per il rifiuto di Musk di stabilire un rappresentante legale in Brasile a cui rivolgersi per la rimozione della disinformazione, come richiesto dalla legge brasiliana.

IL DITO MEDIO DI PAVEL DUROV A VLADIMIR PUTIN NEL 2011

 

Nell’ambito di un mondo sempre più geopoliticamente instabile, multipolare e in fase di de-globalizzazione, dove la sicurezza ha ripreso la primazia sull’economia, la Californian Ideology è superata. Le grandi piattaforme software non legate alle autocrazie sceglieranno giocoforza di allearsi con la loro democrazia di riferimento anche per le pressioni regolatorie che riceveranno dagli altri Paesi.

Pavel Durov

 

Aziende come Google, Amazon, SpaceX e Microsoft già giocano ruoli chiave anche in scenari di guerra. In Ucraina stanno contribuendo alla sicurezza e al mantenimento delle comunicazioni e dei sistemi informativi. Nessuna piattaforma riuscirà ad essere più neutrale. Forse Durov, facendosi arrestare a Parigi, ha fatto la sua scelta.

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