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GANGS OF MILANO – PER CAPIRE LA VIOLENZA DEI GIOVANI SUDAMERICANI ALL’OMBRA DELLA MADUNINA NON BASTA LA VECCHIA LOTTA “DI CLASSE” TRA POVERI E RICCHI: NON È PIÙ SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI E OGGETTI FIRMATI, MA ANCHE VIOLENZA FINE A SE STESSA. SI AMMAZZA GRATIS, PER MOTIVI FUTILI. ANCHE UN GESTO “SBAGLIATO” COSTA LA VITA, TIPO USCIRE NEL MOMENTO SBAGLIATO DAL SUPERMERCATO SBAGLIATO, COME IL POVERO GIANLUCA IBARRA SILVERA, UCCISO DUE GIORNI FA DA UN GRUPPO DI “LATIN KING”

Estratto dell’articolo di Brunella Giovara per “la Repubblica”

 

Gianluca Ibarra Silvera

Diceva uno, sentito qualche tempo fa: «Ma io con il coltello in tasca sono sicuro! Se mi attaccano, io ho il coltello». E allora, questa ormai è una Milano piena di giovani lupi, con il coltello in saccoccia, pronti a rispondere colpo su colpo, o ad attaccare l'inerme, il disgraziato che il coltello non ce l'ha, non ancora, e magari mai ce l'avrà.

 

Ma non è solo roba di "maranza", o di "pandillas". I giovani lupi sono trasversali, italiani, talvolta di prima e seconda generazione, italiani comunque, e le vittime pure. Questo Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, di famiglia ecuadorena e nato a Milano, uno che lavorava come operaio ad allestire gli stand, che è un lavoro molto milanese. E pure il coetaneo e vittima Davide Simone Cavallo, però studente della Bocconi, ferito nell'ottobre del 2025 in corso Como.

 

AGGRESSIONE A GIANLUCA IBARRA SILVERA

Ci ha grandemente stupito con una lettera, il suo dire «ho compassione per loro, li abbraccio», e l'abbraccio c'era stato davvero [...]. [...] Ma poi, se appena si va dalle parti di corso Como, e ancora ieri sera, all'alba dell'apertura delle discoteche famose, ecco arrivare i ragazzi che vogliono solo "fare serata", e quelli che invece aspettano il momento giusto — la rapina dei 50 euro, o solo lo sgarbo, il mancato rispetto — per attaccare.

 

UNA GANG LATINA IN AZIONE NELLA METROPOLITANA DI MILANO

E uno — di Sesto San Giovanni, 23 anni — raccontava ieri sera in via Rosales che «a me non me ne frega niente di chi ha la mia età. Io fatico, per campare. Faccio le pulizie, e anche il badante, non sempre ma lo faccio. Io fatico. E poi, qui a Milano ci sono delle regole».

 

E quali regole, spiegaci, allora.

 

«Questi bene in famiglia… foderati di soldi e con la loro carta di credito personale, che vengono prepotenti, e pretendono... Non li sopporto, sono un oltraggio a me e agli altri». Gli altri sono quelli che non possono, che non hanno accesso libero all'Area C, che non hanno i soldi per la serata, e quindi se li prendono.

 

Allora c'è tutta questa violenza grande, fino a qualche tempo fa si pensava fosse solo una questione di soldi, di oggetti firmati (le scarpe, subito) da rapinare in fretta e bene, i poveri verso i ricchi, invece è materia da sociologi, ormai.

Wilmer Ibarra, padre di Gianluca

 

I raid, solo un paio di anni fa un "ricco" veniva lasciato nudo in mezzo alla strada, via la t-shirt i pantaloni le scarpe molto costose, l'orologio il telefono e anche i contanti. Per mesi abbiamo raccontato le incursioni di gente — quasi sempre minorenni — arrivati da Bergamo o anche da Verona, o solo da San Siro, Milano. Spogliavano i coetanei fortunati, e scappavano sugli stessi treni da cui erano arrivati — Garibaldi, stazione così comoda — per godersi il bottino.

 

Non è tutto così semplice da capire. Ma non era solo una questione di scarpe. È una storia di vendetta, sono storie di violenza per uno status «che non se lo meritano, quelli», dice il ragazzo in via Rosales. È una rivalsa.

 

A dicembre scorso, il prefetto Sgaraglia presentava i dati sulla sicurezza di Milano, lo stato della salute di Milano. In calo, tutti i reati, a parte quelli commessi da minori.

BABY GANG A MILANO

«Un fenomeno molto presente in città, e a cui fare attenzione». Più del 20 per cento dei reati predatori sono commessi dai minori. Furto con strappo, percosse. Niente a che vedere con città come Londra, diceva il prefetto, ma preoccupa questa violenza di minorenni contro minorenni, che sono poi le prede più facili, dopo gli anziani.

Il coltello, l'arma più semplice.

 

Non delinquenti professionisti, questi ragazzi, ma occasionali e quindi imprevedibili, lo ha spiegato anche la Criminalpol all'inaugurazione dell'anno giudiziario corrente. Si ammazza gratis, e per i motivi cosiddetti futili. Poi, qualcuno dovrà provare a capire e spiegare la rabbia, di questi giovani lupi di Milano, dove un gesto "sbagliato" costa la vita, e non è più solo la lotta tra chi ha e chi non ha, non è più solo questione di Nike

MILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANIrissa tra gang di latinos a milanogang di latinos

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