GIU' LE MANI DAI BAMBINI (E LASCIATELI CRESCERE IN PACE) – LA GARANTE PER L'INFANZIA MARINA TERRAGNI CRITICA LA SOCIETÀ ITALIANA DI PEDIATRIA PER LA GUIDA “OLTRE LO SGUARDO”, REALIZZATA PER OFFRIRE INDICAZIONI AI PEDIATRI SU COME GESTIRE CASI DI MINORENNI CON PROBLEMI DI IDENTITÀ DI GENERE – NEL MIRINO C’È IL CASO DI UN RAGAZZINO DI 3 ANNI, CHE SI IDENTIFICA COME FEMMINA, ACCOMPAGNATO IN UN PERCORSO DI TRANSIZIONE SOCIALE CON CARRIERA ALIAS – LA TERRAGNI INVITA ALLA CAUTELA SU INTERVENTI COSÌ PRECOCI, PERCHE’ SONO “DEI PASSI SENZA RITORNO”, MA LA SIP NON CI STA E PARLA DI UN DIBATTITO “STRUMENTALE”, NON NATO IN AMBITO SCIENTIFICO...
Estratto dell’articolo di Eleonora Camilli per "la Stampa"
No alla transizione sociale per i bimbi piccolissimi, un percorso pericoloso e antiscientifico. La Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, interviene così sul caso di "Oltre lo sguardo", la guida pratica su «varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità», realizzata dalla Società italiana di pediatria e dall'Associazione culturale pediatri.
Il volume […] era già finito nel mirino dell'associazione Pro Vita, che ora plaude alla Garante e rilancia la polemica chiedendo le dimissioni dei vertici delle due associazioni. Ma la Sip non ci sta e parla di un dibattito «strumentale», non nato in ambito scientifico.
A far discutere è, in particolare, il caso realmente accaduto e riportato nella guida, di Alan, tre anni, che fin da piccolo inizia a identificarsi al femminile sia nelle preferenze di gioco che nell'abbigliamento. Chiede anche di essere chiamata Anna. […]
Sentiti alcuni specialisti, si decide di avviare per lui la carriera alias, e cioè un profilo provvisorio che permette l'uso del nome diverso da quello anagrafico. Un caso limite, secondo la Garante, che merita di essere attenzionato dalle autorità, perché la transizione sociale in età prematura, o comunque prima della pubertà «è un potente predittore della disforia di genere che persiste nell'adolescenza».
A supporto della sua tesi Terragni cita una serie di studi tutti accomunati «dal richiamo alla prudenza». «La transizione sociale come risposta a un possibile momento di incertezza troppo spesso si è rivelata come un passo senza ritorno - afferma -, punto di avvio della cosiddetta terapia affermativa che passa dai bloccanti della pubertà per arrivare a 16 anni agli ormoni cross sex e alla chirurgia».
A spiegare, invece, il senso della guida è una delle autrici, Chiara Centenari, responsabile del gruppo di studio Diritti dei bambini della Sip. «Il nostro obiettivo è porre l'attenzione su casi che, seppur rari, esistono. Nel libro sono citate due storie reali di varianza di genere precoce. E mentre Alan/Anna, ascoltata dalla famiglia fin dai tre anni e indirizzata dal pediatra a un centro specializzato, oggi è una bambina serena, l'altro caso di Liam, un ragazzo di 15 anni, ci racconta una situazione problematica proprio perché non ascoltata». […]






