'STI PITBULL SONO ARMI A QUATTRO ZAMPE (SOPRATTUTTO SE ALLEVATI PER COMBATTERE) - A GELA, SEI PERSONE ALLEVAVANO PITBULL PER UN GIRO DI COMBATTIMENTI TRA CANI, SU CUI I CRIMINALI LUCRAVANO GESTENDO UN GIRO DI SCOMMESSE ILLEGALI (LA PUNTATA MINIMA AMMONTAVA A 2 MILA EURO). AGLI INCONTRI PARTECIPAVANO ANCHE I BAMBINI - I SEI SONO INDAGATI: È STATA SEQUESTRATA UNA "PALESTRA" CHE VENIVA USATA PER PREPARARE AL MEGLIO I PITBULL...
Estratto dell'articolo di Riccardo Bruno per il "Corriere della Sera"
Pitbull allevati per combattere, maltrattati per essere più aggressivi. Duelli organizzati per lucrare sulle scommesse, a cui partecipavano anche bambini, per assistere sin da piccoli a uno spettacolo di violenza e morte. «Un’educazione alla crudeltà» la definisce il procuratore di Gela, Salvatore Vella.
Le indagini, che hanno visto impegnati il commissariato di Gela e i carabinieri del Soarda — la Sezione operativa antibracconaggio —, hanno permesso di individuare quella che viene considerata una vera organizzazione criminale: sei le persone indagate (la Procura ha chiesto delle misure cautelari, sarà il gip a decidere dopo gli interrogatori); tredici gli animali sequestrati, tra i quali quattro cuccioli e una femmina gravida.
L’inchiesta è partita da un cagnolino scomparso, segnalato a casa di un indagato. I poliziotti nell’abitazione hanno invece trovato un pitbull con ferite riconducibili a una lotta, e da qui hanno ricostruito un quadro più ampio. [...]
Appuntamenti, scommesse e scontri venivano gestiti online, attraverso piattaforme come Telegram. Nei cellulari sequestrati agli indagati sono state trovate chat con nomi e cifre, oltre a numerosi video degli incontri e degli animali che si affrontavano in quelle che vengono chiamate «fosse».
Lotte davvero all’ultimo sangue, in cui spesso il cane soccombente muore per le ferite riportate. Diversi episodi che sarebbero stati documentati a Gela (Caltanissetta), nell’Agrigentino (a Licata e Palma di Montechiaro), in Campania e, probabilmente, come stanno verificando gli inquirenti, anche in altre località siciliane.
È stata sequestrata perfino una «palestra» per preparare al meglio i cani. Dotata di un piccolo tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi utilizzati per potenziare le mascelle. Oltre ad anabolizzanti, per non far loro sentire dolore e poter combattere fino allo sfinimento. E per abituarli al sangue e alla violenza, venivano dati loro da sbranare cani di piccola taglia o altri animali.
Un business costoso e redditizio. «Si partiva da duemila euro per scommessa», dice Emanuele Giunta, alla guida del commissariato di Gela.
«Vanno sostenute le spese per l’acquisto dei cani, l’addestramento, il mantenimento, i farmaci — aggiunge il procuratore Vella —. Il giro di scommesse era proprio quello che permetteva di mantenere in piedi questo circo».
Affari e insensibilità. «I proprietari non hanno alcun rispetto dei loro stessi animali — prosegue Vella —. Durante i combattimenti muoiono anche i campioni, e per tutta la loro vita gli animali vengono maltrattati per farli diventare più cattivi». [...]




