IL GIALLO DELLA TELA - I PROVENTI DI “THE JOURNEY OF HUMANITY”, TELA VENDUTA NEL 2021 ALL’ASTA PER 62 MILIONI DI DOLLARI, NON SI SONO ANCORA VISTI: DOVEVANO ANDARE A UNICEF, UNESCO E GLOBAL GIFT FOUNDATION MA, A DISTANZA DI CINQUE ANNI, NON E’ CHIARO DOVE SIANO FINITI I SOLDI - L’OPERA, REALIZZATA DALL’ARTISTA INGLESE SACHA JAFRI, ERA STATA VENDUTA ALL’IMPRENDITORE DI CRIPTOVALUTE FRANCO-ALGERINO ANDRE’ ABDOURNE. LE ONG HANNO INTENTATO UNA CAUSA CONTRO L’ACQUIRENTE - NEL 2021 “THE JOURNEY OF HUMANITY” ERA LA TELA PIU’ GRANDE DEL MONDO...
Estratto dall’articolo di l. Boe. per il “Corriere della Sera”
Sacha Jafri the journey of humanity
C’è un giallo dietro la vendita — a scopo benefico — dell’opera The Journey of Humanity realizzata durante il Covid dall’artista inglese Sacha Jafri. Nel 2021 quella che all’epoca era la tela più grande del mondo, con i suoi 1.580 metri quadrati, venne venduta all’asta per un totale di 62 milioni di dollari a sostegno di enti benefici per l’infanzia. I proventi della vendita, avvenuta a Dubai, dovevano essere divisi tra Unicef, Unesco e la Global Gift Foundation.
Sacha Jafri the journey of humanity
Tuttavia, secondo i giornali britannici, a distanza di oltre cinque anni il denaro non sarebbe ancora stato erogato, se non in minima parte. Nel 2022, l’organizzazione con sede negli Emirati Arabi Uniti, Dubai Cares — incaricata di ricevere e distribuire i fondi alle diverse Ong — ha intentato una causa legale, tuttora in corso, contro l’acquirente vincitore, l’imprenditore di criptovalute franco-algerino André Abdoune, per non aver effettuato il pagamento promesso. [...]
L’Unicef avrebbe confermato di non aver ricevuto il denaro, l’Unesco avrebbe ricevuto 1,9 milioni da Dubai Cares nel 2022. Oltre a non aver versato la cifra, Abdoune non avrebbe onorato la promessa di costruire un museo per esporre il dipinto.
