SPARALA ANCORA, MASSIMO! – LUNEDÌ PROSSIMO SU RAITRE, GILETTI MOSTRERA’ PER LA PRIMA VOLTA IN TV LA PISTOLA CHE IMPUGNAVA IL PARTIGIANO ALDO LAMPREDI, NOME DI BATTAGLIA “GUIDO”, AL MOMENTO DELL’ESECUZIONE DI BENITO MUSSOLINI E DI CLARETTA PETACCI, IL 28 APRILE 1945 – SECONDO LA VERSIONE UFFICIALE QUELLA BERETTA CALIBRO 9 SI INCEPPÒ E NON SPARÒ NESSUN COLPO, MENTRE A UCCIDERE IL DUCE E LA PETACCI FU UN MITRA MAS 38, IMPUGNATO DA WALTER AUDISIO, ORA CUSTODITO NEL MUSEO STORICO DI TIRANA, IN ALBANIA – LA DOCU-INCHIESTA “MUSSOLINI, LE VERITÀ NASCOSTE”, CHE ANALIZZA ANCHE L’AUTOPSIA ESEGUITA SUL CORPO DEL DITTATORE FASCISTA, METTE IN LUCE FORSE UNA VERITÀ DIVERSA: SULLA SALMA CI SONO ALCUNE FERITE COMPATIBILI PROPRIO CON QUELLA PISTOLA…
DAGONOTA
Al centro della docu - inchiesta “Mussolini, le verità nascoste”, onda lunedì 8 giugno alle 21.15 su Raitre, c’è il giallo della Beretta calibro 9 che impugnava il partigiano Aldo Lampredi, nome di battaglia “Guido”, al momento dell’esecuzione di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, il pomeriggio del 28 aprile 1945 davanti al cancello di Villa Belmonte. Per la prima volta l’arma, che da anni è custodita in una cassaforte, viene filmata e mostrata in televisione.
Secondo la versione ufficiale quella pistola si inceppò e non sparò nessun colpo, mentre ad uccidere Mussolini e la Petacci fu un mitra MAS 38 impugnato da Walter Audisio.
Ma l’inchiesta, che approfondisce e analizza anche l’autopsia eseguita sul corpo di Mussolini, mette in luce forse una verità diversa: sulla salma del Duce ci sono alcune ferite che sarebbero compatibili proprio con quella pistola.
Cosa è accaduto veramente? Anche la pistola di Lampredi colpì Mussolini e Claretta Petacci? E chi fu a sparare? Negli anni alcuni testimoni hanno attribuito al partigiano Lampredi, all’epoca alto dirigente del partito Comunista, un ruolo attivo nell’esecuzione del Duce.
massimo giletti con il mitra utilizzato per uccidere benito mussolini e claretta petacci
Una cosa è certa, della Beretta di Lampredi per molto tempo non si è saputo più nulla. La docu-inchiesta ricostruisce la storia della pistola che oggi è custodita in una cassaforte di massima sicurezza nel museo Giovanni Beccari di Voghera e che sarà mostrata per la prima volta in televisione.
Come è arrivata qui? Dopo il 28 aprile 1945 Lampredi la dona al partigiano Alfredo Mordini “Riccardo”, ispettore dei garibaldini dell’Oltrepo che comandò il plotone di esecuzione dei gerarchi a Dongo. Alla sua morte, la vedova la consegna a Piero Boveri, ex partigiano di Varzi, che a sua volta nel 1983 la cede al museo. Da allora è conservata in gran segreto e non è esposta al pubblico, ma per la prima volta comparirà in un programma televisivo
massimo giletti con la Beretta che impugnava il partigiano Aldo Lampredi al momento dell’esecuzione di Benito Mussolini e Claretta Petacci
benito mussolini claretta petacci appesi a piazzale loreto
MUSSOLINI PETACCI 2
benito mussolini e claretta petacci fucilati a dongo 28 aprile 1945
