avvocati di napoli con le manette per protesta

TOGHE STRAPPATE - IL GRAN CASINO CAUSATO DALLA RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE DI BONAFEDE HA APERTO IL BARATRO DELLA GIUSTIZIA, GIÀ CREPATO DOPO LO SCANDALO CSM - LE PROTESTE DEGLI AVVOCATI E LE PRESE DI POSIZIONE DI ALCUNI GIUDICI CONTRO BONAFEDE E IL SUO ISPIRATORE DAVIGO SONO UNA TEGOLA SOPRATTUTTO PER IL GOVERNO E PER I GRILLINI. NON È CHE DOPO LA SCONFITTA IN EMILIA ALCUNI MAGISTRATI HANNO CAPITO CHE PUNTARE SUL MOVIMENTO È STATA UNA SCELTA SBAGLIATA?

 

1 – SCONFITTI BONAFEDE E DAVIGO: IL GIUSTIZIALISMO È IN MANETTE

Luca Fazzo per “il Giornale”

 

AVVOCATI DI NAPOLI CON LE MANETTE PER PROTESTA CONTRO LA RIFORMA BONAFEDE DELLA PRESCRIZIONE

C ome cambiano in fretta gli equilibri e gli scenari, nei rapporti tra politica e giustizia. Esisteva fino a una manciata di settimane fa un asse di ferro che sembrava destinato a dettare le regole dei processi: era l' asse che collegava il Movimento 5 Stelle e il suo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ai massimi organi rappresentativi delle toghe, ovvero il Consiglio superiore della magistratura e l' Associazione nazionale magistrati.

 

La visione manettara - per usare un temine brutale ma chiaro - della giustizia cara ai grillini, tradotta in seno al Csm da Piercamillo Davigo e dalla sua corrente, sembrava avere ridotto all' impotenza non solo le voci di dissenso più ovvie, quelle degli avvocati e dei partiti di tradizione garantista, ma anche chi all' interno della magistratura faticava a riconoscersi nell' idea che «non ci sono innocenti».

piercamillo davigo contestato dagli avvocati a milano 4

 

E alla fine di novembre il congresso dell' Anm a Genova aveva sancito l' appiattimento del sindacato dei magistrati sulle posizioni davighiane e grilline. All' interno del Csm, la corrente di Davigo - con l' elezione di un altro magistrato icona dei 5 stelle, il palermitano Antonino Di Matteo - si preparava a occupare quasi militarmente la ribalta.

 

nino di matteo processo sulla trattativa stato mafia 2

Invece... La catastrofe elettorale dei grillini in Emilia Romagna e in Calabria segna il punto di svolta. Molti magistrati che si erano fatti sedurre dalle sirene dei Di Maio e dei Bonafede si rendono conto che puntare sui grillini per tutelare la categoria è stata una scelta miope. E, calcoli venali a parte, riprende voce chi dentro la magistratura è rimasto attaccato a vecchi principi quali la presunzione di innocenza.

 

AVVOCATI DI NAPOLI CON LE MANETTE PER PROTESTA CONTRO LA RIFORMA BONAFEDE DELLA PRESCRIZIONE

Tra venerdì e ieri le due cerimonie più importanti di inaugurazione dell' anno giudiziario, a Roma e a Milano, hanno visto andare in scena una sconfessione senza precedenti dell' operato di un governo in carica da parte dei massimi esponenti della magistratura.

 

luca palamara 4

Ci sarebbe da ragionare sul fatto che a stroncare la «riforma Bonafede» della prescrizione, ovvero il provvedimento - feticcio dell' asse tra 5 Stelle e Davigo, siano stati due magistrati come Giovanni Mammone e Roberto Alfonso, entrambi esponenti della magistratura più moderata per non dire conservatrice. E sul fatto che a difendere una legge considerata incostituzionale da giuristi di questo livello sia invece la sinistra della magistratura, quella nata mezzo secolo fa in nome del garantismo: e che anche ieri, nell' intervento del leader dell' Anm Luca Poniz, non mostra alcuna resipiscenza nell' appoggio incondizionato a Bonafede.

 

mario suriano, marco mancinetti, piercamillo davigoPalamara e Pignatone

La sostanza è che, grazie anche all' inusitato coraggio di parte dell' avvocatura, l' asse giustizialista scricchiola. E questo dà voce anche alla parte finora più timida della politica, con il segretario Pd Nicola Zingaretti che ieri a Sky Tg24 dice che «non si può stare sotto processo a vita», che è esattamente ciò che la riforma Bonafede rende invece possibile.

giuseppe conte alfonso bonafede

 

Da qui al 24 febbraio, quando arriverà in aula alla Camera il disegno di legge del centrodestra per azzerare la riforma Bonafede, molto può ancora succedere. E chissà che di questo mutato clima non possa restare vittima proprio Davigo, finora determinato a temersi il suo posto nel Csm anche dopo il 20 ottobre, quando, compiuti i settant' anni, dovrebbe andare in pensione

 

DAVIGO TRAVAGLIO

2 – LA GUERRA DEL TUTTI CONTRO TUTTI CHE APRE IL BARATRO DELLA GIUSTIZIA

Liana Milella per “la Repubblica”

 

Era il 12 gennaio 2002. Le toghe sfilarono con la Costituzione in mano contro le leggi ad personam di Berlusconi. Francesco Saverio Borrelli pronunciò il suo "resistere, resistere, resistere". Gli avvocati furono con lui. L' opinione pubblica ne condivise il gesto. Il Pd anche. Diciotto anni dopo gli avvocati si ammanettano davanti ai giudici. Contestano prescrizione e governo, ma anche le toghe per via di Davigo.

la solitudine di alfonso bonafede

 

piercamillo davigo contestato dagli avvocati a milano 1

Un tutti contro tutti che fa dire all' ex Guardasigilli Giovanni Maria Flick: «È una degenerazione generale, non ci sono più riforme organiche, ma solo interventi sporadici. Mi riconosco nelle parole assennate di Mammone e Salvi. M5S s' incaponisce sulla prescrizione che non può cambiare. Il Pd dice facciamo a metà, che è come dire "la signora è incinta, sì un poco", la verità è che l' unico obiettivo è evitare scossoni nella maggioranza». La prescrizione bloccata solo per gli assolti? «Andate a leggervi la mia sentenza sulla legge Pecorella del 2007, lì è scritto che non ci può essere differenza tra condannati e assolti».

 

piercamillo davigo contestato dagli avvocati a milano 2luca palamara 6

La querelle sulla prescrizione apre un baratro tra politica, toghe, avvocati. In cui rischia di precipitare la giustizia. Come sette mesi fa il Csm e la magistratura sono sprofondati nel caso Palamara. Tant' è che ora non c' è nomina del Csm che non crei sospetti e costringa il vice presidente David Ermini a dire: «Quella vicenda non ce la dobbiamo scordare mai, dev' essere superata, ma non ignorata». Due colpi in sequenza precipitano lo share dei giudici. Che restano nudi e soli quando il Guardasigilli Alfonso Bonafede vuole cambiare la legge elettorale del Csm e porre tempi rigidi ai processi con tanto di scure disciplinare.

 

DAVIGO TRAVAGLIO1luca palamara 3

Dice Nello Rossi, direttore della rivista online di Magistratura democratica, "Questione giustizia": «Si può mai immaginare lo scenario irrealistico e grottesco di pm e giudici disposti a fare una giustizia accelerata, o peggio sommaria, per scansare le conseguenze disciplinari? I magistrati non lo farebbero mai. E comunque è davanti a questa prospettiva che gli avvocati dovrebbero rabbrividire e protestare in manette». E invece le Camere penali scelgono di scatenarsi contro la prescrizione e chi come l' Anm ne difende il taglio.

 

giovanni maria flick

È una frattura pesante che fa dire all' avvocato e giurista Vittorio Manes: «Dobbiamo contrastare una cultura anti garantista fatta a colpi di slogan che emerge dalle riforme, la dilatazione a dismisura dell' intervenuto penale, l' introduzione di pene sproporzionate, la mortificata presunzione d' innocenza, la certezza non della pena, ma del carcere come luogo di marcescenza e non di recupero».

piercamillo davigo contestato dagli avvocati a milano 3

Il protagonismo degli avvocati isola i magistrati. Che hanno perso negli anni uno sponsor importante come il Pd. L' ex procuratore di Torino Armando Spataro è scettico: «Non credevo prima che ci fosse un fil rouge tra magistrati e Pd e non credo ora che ci siano i muri. Ignoro quale sia la linea dei dem, ma prevedere un' azione disciplinare legata al ritardo è inaccettabile, perché già ora quelli gravi e colpevoli sono puniti.

piercamillo davigo antonio di pietro

Chiunque prevede un automatismo di questo genere sbaglia, al pari di chi tace di fronte a una tale impresentabile proposta». Il Pd non sta più coi giudici? L' attuale responsabile Giustizia dei Dem Walter Verini è netto: «Abbiamo difeso l' autonomia della magistratura quando era minacciata, ma criticato atteggiamenti che debordavano dalla sobrietà. La riforma del processo penale non sarà fatta per punire nessuno, ma per avere tempi certi in un regime di giusto processo». E la prescrizione di Bonafede? «Tutto quello che è negativo va rimosso. Come dice Zingaretti serve con un compromesso che aiuti a rasserenare il clima. Però bisogna deporre le armi».

alfonso bonafede 1

Ma una toga come Eugenio Albamonte, segretario della corrente di sinistra Area, ribatte: «In passato il Pd si confrontava con noi, con gli avvocati, con i grandi giuristi, ora non lo fa più. Idem i 5stelle».

Magistratura in crollo di credibilità? È uno sfascio che non vede l' ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati: «Abbiamo una politica divisa dopo le forzature del governo gialloverde e una magistratura che ha dovuto affrontare la crisi profonda del Csm. Fa notizia lo scontro nei talk show tra alcuni magistrati e alcuni settori dell' avvocatura, ma la realtà è ben diversa. Magistrati e avvocati hanno migliorato il servizio giustizia. Passi insufficienti, ma significativi per i cittadini». E quando la giornata si chiude ecco il ramoscello d' ulivo del presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin: «Oggi c' è una situazione di disagio tra noi e i giudici dettata da una politica che privilegia il consenso elettorale, ma una forte alleanza con le toghe potrà garantire una giurisdizione di assoluta qualità ».

Pg di Milano Il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso.

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…