DALLE PORSCHE ALLO SCUDO ANTI-MISSILE - L'OPERAZIONE DI RICONVERSIONE ALL'INDUSTRIA MILITARE DEL GRUPPO VOLKSWAGEN, IN PROFONDA CRISI E ALLE PRESE CON UN CONTESTATO PIANO DI TAGLI - LA CASA AUTOMOBILISTICA SIGLA UN’INTESA CON IL FONDO ISREALIANO AURELIUS CAPITAL, CHE RILEVERÀ LA MAGGIORANZA DELLO STABILIMENTO DI OSNABRUCK (INSIEME AL LAND DELLA BASSA SASSONIA) - L’IDEA È PRODURRE LÌ I COMPONENTI DELL’IRON DOME - E' IL PRIMO ESEMPIO CONCRETO DI RICONVERSIONE DELLE FABBRICHE DAL SETTORE AUTOMOTIVE A QUELLO MILITARE...
Filippo Santelli per “la Repubblica” - Estratti
STABILIMENTO DI OSNABRUCK VOLKSWAGEN
Dalle Porsche e le T-Roc ai sistemi antimissile. Mentre l'industria tedesca dell'auto, e la sua azienda simbolo Volkswagen, affrontano una crisi senza precedenti, lo storico stabilimento di Osnabrück in Bassa Sassonia – dove la produzione di quattro ruote verrà fermata il prossimo anno – sembra aver trovato un futuro nel fiorente settore della difesa.
La stessa Volkswagen ha annunciato ieri l'accordo preliminare raggiunto con il gruppo di investimento israeliano Aurelius Capital, che assieme allo stesso land della Bassa Sassonia dovrebbe rilevare la fabbrica e trasformarla in un distretto di produzioni militari, la prima delle quali saranno i componenti della famosa Cupola d'acciaio, il sistema antimissile prodotto dall'israeliana Rafael e usato dallo Stato ebraico per difendersi.
L'operazione sarebbe il primo esempio concreto di riconversione delle fabbriche dal settore automotive a quello militare, da varie parti considerata una possibile soluzione per assorbire – o almeno attutire – la crisi strutturale dell'auto.
STABILIMENTO DI OSNABRUCK VOLKSWAGEN
Proprio la scorsa settimana Volkswagen, alle prese con un eccesso di capacità produttiva e la concorrenza cinese nell'elettrico, ha approvato un doloroso e contestato piano di tagli che prevede la riduzione di 50mila lavoratori e lo stop alla produzione in quattro impianti tedeschi. La chiusura di Osnabrück, 125 gloriosi anni di storia, era già prevista dalla precedente riorganizzazione del 2024.
L'intesa, salutata con favore anche dai sindacati, dovrebbe garantire il mantenimento del posto ad almeno 1.200 degli attuali 1.800 dipendenti. E viene ora presentata come un copione che si potrà e dovrà cercare di replicare anche in altri siti, considerato che nei prossimi cinque anni la Germania progetta di spendere 700 miliardi di euro nel grande piano di riarmo nazionale (all'interno del più ampio piano di riarmo europeo).
STABILIMENTO DI OSNABRUCK VOLKSWAGEN
Nel dettaglio, l'accordo preliminare prevede la cessione dello stabilimento a una nuova società, di cui Aurelius Capital sarà il socio di maggioranza e il land della Bassa Sassonia – "sede" del gruppo Volkswagen e suo secondo azionista – avrà una quota di minoranza.
Per l'industria israeliana della difesa, e Rafael in particolare, questa è l'occasione di mettere un piede nel mercato tedesco (ed europeo), con l'idea che il suo sistema antimissile, se prodotto in loco, possa essere venduto anche agli stati Ue. Osnabrück amplierebbe poi gradualmente la produzione, per esempio ai veicoli militari.
La riconversione di parte delle capacità automotive su spazio e difesa è stata presentata anche in Italia, sia dal governo che dalle associazioni imprenditoriali, come una strategia per rispondere alla crisi del settore, ma finora non ha prodotto risultati di rilievo.
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