“HO QUASI 96 ANNI E ANCORA MI SCRIVONO ‘PERCHÉ NON MUORI?’” – LA SENATRICE A VITA, LILIANA SEGRE, OSPITE DEL CONVEGNO SU “LE VITTIME DELL’ODIO” AL MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO, DENUNCIA: “È DAL 1938 CHE IO RICEVO TALI MINACCE. NON MI SAREI MAI ASPETTATA CHE DOPO TUTTO QUELLO CHE C'È STATO, UNA GUERRA TERRIBILE, GLI ERRORI FATTI DA TUTTI, NESSUNO ESCLUSO, CI SIA ANCORA QUALCUNO CHE MI SCRIVE ‘PERCHÉ NON MUORI?’ SARÀ DA CURARE QUESTO QUI O SONO DA CURARE IO?”
matteo piantedosi e liliana segre - Convegno al Memoriale della Shoah di Milano - foto lapresse
(Agenzia_Nova) – “È dal 1938 che io ricevo tali minacce" di morte, "questa domanda 'perche' non muori?' Non mi sarei mai aspettata che dopo tutto quello che c'e' stato, una guerra terribile, una guerra nel mondo, gli errori fatti da tutti, nessuno escluso, ci sia ancora qualcuno che mi scrive 'perche' non muori?' Sara' da curarare questo qui o sono da curare io?".
Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre, intervenuta all'evento organizzato dalla Prefettura di Milano con l'Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), al Memoriale della Shoah.
"Dove abitavo io da bambina c'era un telefono al muro, io correvo al corridoio come una pazza e rispondevo al telefono - ha raccontato Segre -.
matteo piantedosi e liliana segre - Convegno al Memoriale della Shoah di Milano - foto lapresse
Con la campagna razziale del 1938 mio padre mi diceva di non rispondere piu'. Qualche volta non obbedivo e rispondevo al telefono. Spesso c'era la voce di un uomo o una donna, io dicevo pronto, e sentivo 'perche' non muori? "' ha ricordato la senatrice.
liliana segre - Convegno al Memoriale della Shoah di Milano - foto lapresse