I RAID AMERICANI SULL’IRAN SCUOTONO IL NEGOZIATO: “MA L’INTESA È POSSIBILE” - LA TENSIONE TORNA A SALIRE DOPO LE BOMBE USA A HORMUZ E LE MINACCE DI TRUMP (“DISTRUGGEREMO L’URANIO”). MA PER IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO RUBIO “IL NEGOZIATO PROSEGUE” - L'EQUILIBRIO RISCHIA DI DIVENTARE ANCOR PIÙ PRECARIO PER L'ACCELERAZIONE DELL'OFFENSIVA DI ISRAELE IN LIBANO. “THE DONALD” SENTE NETANYAHU: GLI STATI UNITI PONGONO IL VETO A RAID SU BEIRUT PER NON INCRINARE I NEGOZIATI IN CORSO CON TEHERAN – SECONDO I MEDIA ISRAELIANI E’ STATO UCCISO MOHAMMED ODEH, IL CAPO DELL'ALA MILITARE DI HAMAS A GAZA…
DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO
Il dialogo tra Stati Uniti e Iran non arriva a dama, la tensione torna a salire. Donald Trump riunisce oggi il suo governo alla Casa Bianca e non a Camp David come inizialmente programmato. Il summit viene convocato nel momento in cui le trattative con l'Iran per la fine della guerra sono in una fase di stallo, come delinea una fonte dell'amministrazione a stelle e strisce all'Afp. In discussione, soprattutto l'Iran ma anche temi di economia.
L'Iran accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco dopo che le forze armate americane hanno colpito il sud del Paese. Il ministero degli Esteri della Repubblica islamica ha attribuito alle forze armate americane "atti aggressivi" nella regione di Hormozgan, dove si trova Bandar Abbas. In una nota diffusa dall'emittente iraniana Irib, il ministero ha affermato che l'azione dimostra la "malizia e l'ipocrisia" del governo statunitense nei confronti dell'Iran. Quindi, prosegue la nota, l'Iran non esiterà a difendersi.
benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3
"L'esercito terroristico statunitense continua le sue azioni illegali e ingiustificate", si legge nella nota. "Il regime statunitense è responsabile di tutte le conseguenze derivanti da tali atti di aggressione".
In conclusione, Teheran ha ribadito che "la Repubblica Islamica dell'Iran non lascerà impunito alcun male e non esiterà a difendere la nazione iraniana". Per il Comando centrale degli Stati Uniti, le operazioni sono state "attacchi di autodifesa" contro siti per il lancio di missili e imbarcazioni posamine. Silenzio di Trump sull'argomento: quando gli Usa hanno effettuato raid analoghi all'inizio di maggio, il presidente ha derubricato tutto a "scaramucce".
BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP
La strada verso la pace, in realtà, rischia di complicarsi ulteriormente. E gli ostacoli, anche senza tensioni supplementari, non mancano. Teheran e Washington da settimane lavorano ad un memorandum d'intesa, antipasto di un accordo complessivo e definitivo: non trovano però l'intesa sul destino dell'uranio - arricchito al 60% - accumulato dalla Repubblica islamica. Trump è convinto che i 440 chili di materiale, il perno del programma nucleare dell'Iran, verranno consegnati agli Usa o comunque distrutti.
L'Iran chiede lo sblocco immediato di miliardi di dollari di beni detenuti in banche estere. Nelle ultime ore, l'agenzia Tasnim ha riferito che beni iraniani per un valore di 24 miliardi di dollari potrebbero essere sbloccati se Teheran e Washington raggiungessero un accordo. Metà di tale somma potrebbe essere sbloccata al momento dell'annuncio dell'intesa. Secondo la Cnn, lo sblocco dei beni iraniani avverrà solo dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.
BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP
In questo contesto a dir poco complesso, gli Stati Uniti hanno rilanciato l'operazione militare 'Project Freedom' per effettuare un 'servizio di scorta' della marina per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, rende noto il Wall Street Journal, anticipando che nei prossimi giorni saranno fatte passare una decina di navi: in particolare, super petroliere e container. Una super petroliera greca con due milioni di petrolio a bordo è già stata guidata attraverso lo Stretto.
Israele accelera in Libano, Trump frena Netanyahu
L'equilibrio rischia di diventare ancor più precario per l'accelerazione dell'offensiva di Israele in Libano. Le Forze di Difesa (Idf) stanno "intensificando le operazioni in Libano", ha annunciato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in apertura della riunione del gabinetto politico e di sicurezza, spiegando di aver dato l'ordine alle Idf insieme al ministro della Difesa Israel Katz. Il governo di Beirut annuncia che i raid hanno provocato 34 morti, compresi 4 bambini.
BENJAMIN NETANYAHU AL MURO DEL PIANTO PREGA PER TRUMP DOPO L ATTACCO AMERICANO ALL IRAN
Secondo Netanyahu, "le Idf stanno operando con ingenti forze sul terreno e conquistando posizioni strategiche. Stiamo fortificando la zona di sicurezza per proteggere le comunità del nord. Allo stesso tempo, stiamo conducendo un massiccio sforzo a livello nazionale per promuovere soluzioni creative e innovative contro i droni esplosivi", ha detto Netanyahu. Le operazioni sono state oggetto della telefonata tra il premier israeliano e Trump. Gli Stati Uniti avrebbero posto il veto a raid su Beirut per non incrinare i negoziati in corso con l'Iran.
I media israeliani: ucciso il capo militare di Hamas a Gaza
Israele colpisce nelle stesse ore a Gaza City uccidendo il capo dell'ala militare di Hamas, Mohammed Deif. Secondo le fonti citate da Ynet, il comandante di Hamas non sarebbe sopravvissuto all'attentato anche se non c'è ancora una conferma ufficiale della sua morte.
I RAID AMERICANI SULL’IRAN
Anna Lombardi per repubblica.it - Estratti
Ci vorranno ancora giorni, ci sono colloqui e discussioni sul linguaggio specifico del documento da cui si è partiti»: prima di lasciare l’India dov’era in visita, il segretario di Stato Marco Rubio ieri ha lasciato un po’ di spazio all’ottimismo che nella notte aveva vacillato.
pete hegseth e donald trump - guerra all iran
Si lavora ancora a un’intesa per porre fine al conflitto fra Stati Uniti e Iran, nonostante gli attacchi avvenuti intorno alla mezzanotte italiana: quando gli americani hanno colpito una rampa missilistica a Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, insieme ad alcune navi che, a quanto riportato, stavano collocando mine nelle acque di Hormuz. Operazione che il Centcom ha definito «attacchi di autodifesa». E infatti il capo della diplomazia Usa lo ha detto chiaro: «La priorità è riaprire lo stretto, senza impedimenti e imposizione di pedaggi». Avvertendo: «Trump non accetterà un cattivo accordo».
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Di sicuro colpisce che, via social Trump ieri ha improvvisamente detto che l’uranio arricchito «sarà consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto o, in collaborazione con l’Iran, distrutto in loco o in altra località accettabile, con la Commissione per l’Energia Atomica o un organismo equivalente a testimone». Indicando, cioè, che ora è disposto a risolvere la spinosa questione dell’uranio senza doverlo necessariamente portar fuori dall’Iran.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
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