libano benjamin netanyahu

“IL BERSAGLIO DI ISRAELE È RIDURRE LA SOVRANITÀ LIBANESE” - FRANCESCA MANNOCCHI: “IL DISARMO DI HEZBOLLAH È LA FORMULA DIPLOMATICA, MA IL PROGETTO REALE APPARE SVUOTARE IL SUD DEL PAESE, ATTRAVERSO ORDINI DI EVACUAZIONE SEMPRE PIÙ ESTESI, TRASFORMARE LA PRESENZA MILITARE IN LEVA NEGOZIALE E COSTRINGERE BEIRUT A TRATTARE DA UNA POSIZIONE DI DIPENDENZA. SIAMO DI FRONTE A UN ESERCITO CHE OLTREPASSA IL CONFINE, ENTRA NEL TERRITORIO DI UN ALTRO STATO, NE CONTROLLA STRADE, VILLAGGI E TEMPI DEL RITORNO DEI CIVILI. ESERCITA UN POTERE DI FATTO SU UNO SPAZIO CHE CONTINUA AD APPARTENERE SOVRANAMENTE AD ALTRI: È QUESTA LA SOGLIA DELL'OCCUPAZIONE...”

1 - RAZZI SULLA BASE ITALIANA IN LIBANO EUROPA E CANADA: NETANYAHU SI FERMI

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”

 

MANIFESTO CONTRO NETANYAHU A TEHERAN - IRAN

[...] L'escalation non è solo quella sul campo ma si registra anche nelle preoccupazioni internazionali per «conseguenze umanitarie devastanti» e per lo scenario di «un conflitto prolungato» in Libano. Una nota congiunta dei leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito condanna gli attacchi di Hezbollah contro Israele e chiede di «scongiurare» il protrarsi della guerra su quel fronte attraverso un impegno concreto da parte dei rappresentanti israeliani e libanesi per negoziare una soluzione politica sostenibile.

LIBANO - BOMBARDAMENTI ISRAELIANI SU BEIRUT

 

L'appello arriva nella giornata in cui Israele ha annunciato e avviato, nel Sud del Libano, «operazioni terrestri limitate e mirate» su «importanti roccaforti di Hezbollah» per «rafforzare gli avamposti difensivi». Il ministro della Difesa, Israel Katz punta a costruire altri 13 avamposti militari in territorio libanese, oltre ai 5 rimasti dopo la tregua del novembre 2024.

 

Tra raid aerei, colpi di artiglieria, lancio di missili e droni, detriti di razzi del Partito (armato) di Dio intercettati dall'Iron Dome israeliano sono piovuti in una zona all'aperto della base Unifil di Shama, sede del Comando del settore Ovest a guida italiana. Nulla di grave: tutti i soldati sono rimasti incolumi, eccetto uno che lamenta dolore a un occhio pur non avendo ferite.

 

netanyahu katz

[...] Il ministro della Difesa, Guido Crosetto è in costante contatto con i vertici per monitorare la situazione tanto in Libano quanto in Iraq, dove nella tarda serata di ieri un drone ha colpito un hotel di 18 piani a Baghdad che ospitava anche personale italiano, attualmente al riparo nei bunker.

[...]

Nel Golfo Continuano a rifiutarsi – i sultanati, gli emirati e le petromonarchie del Golfo – di rispondere agli attacchi dall'Iran e di farsi trascinare nel conflitto.

Ancora ieri i voli all'aeroporto internazionale di Dubai sono stati (brevemente) sospesi (come precauzione) per un incendio scoppiato dopo l'impatto con un serbatoio di carburante in un «incidente legato a un drone».

 

DONALD TRUMP AL GUINZAGLIO DI BENJAMIN NETANYAHU - ILLUSTRAZIONE DI MARILENA NARDI PER DOMANI

Tantomeno, i Paesi del Golfo, scendono in campo contro gli Stati Uniti di cui ospitano interessi militari, strategici e finanziari. Una posizione intollerabile per la Repubblica islamica.

 

L'appello rivolto ieri dal segretario del consiglio per la Sicurezza dell'Iran, Ali Larijani, ai musulmani di tutto il mondo e ai governi dei Paesi islamici, suona quindi come un avvertimento: «Il futuro della regione dipende dall'unità della umma islamica [...] La posizione di alcuni governi islamici non è forse in contraddizione con le parole del Profeta dell'Islam che disse: "Chiunque ascolti il grido di aiuto di un musulmano e non risponda, non è un musulmano"? Che tipo di Islam è questo?»

 

[...]

Quello che resta da chiarire, mentre si moltiplicano dicerie, fantasiose ricostruzioni e indiscrezioni, è il destino della nuova Guida Suprema del regime, Mojtaba Khamenei: che sia morto? No ma è gravissimo. Anzi no, ha riportato solo una lieve ferita alla gamba [...]

O forse è stato esfiltrato a Mosca su un aereo militare russo (un giornale kuwaitiano Al-Jarida, no comment del Cremlino). Non si sa nulla ma comunque non ha scritto lui il suo discorso di insediamento (una fonte iraniana vicina ai riformisti al suddetto giornale kuwaitiano). In ogni caso l'Intelligence statunitense ha detto che è gay (e il presidente Donald Trump ne ha riso fortissimo, ha scritto il New York Post).

LIBANO - BOMBARDAMENTI ISRAELIANI SU BEIRUT

 

In Israele e in Iran Missili balistici iraniani sono stati lanciati su Gerusalemme.

I detriti sono caduti nel cuore della Città Vecchia sul complesso del Santo Sepolcro, sulla Spianata delle Moschee, vicino al Patriarcato greco, nei pressi della Knesset (il parlamento) e dell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. I raid aerei della coalizione Usa-Israele su Teheran e altre città, ha causato la morte, secondo le autorità locali, di oltre 1.300 iraniani.

 

2 - ISRAELE RIDISEGNA I CONFINI

Estratto dell’articolo di Francesca Mannocchi per “la Stampa”

 

BENJAMIN NETANYAHU CON QR CODE GIGANTE SULLA GIACCA ALLE NAZIONI UNITE

Israele sta facendo in Libano quello che prova a fare da mesi in tutta la regione: trasformare la sicurezza in geografia, la geografia in dominio, il dominio in fatto compiuto. Il lessico ufficiale della guerra continua a parlare di infrastrutture da smantellare [...] residenti del nord di Israele da proteggere. Sul terreno, però, la campagna militare ha già assunto un'altra natura. Il Libano meridionale viene trattato come uno spazio da rifare con la forza, una fascia da svuotare, sorvegliare, riscrivere secondo esigenze strategiche israeliane. [...]

Il ministro della Difesa Israel Katz ha detto che i civili libanesi evacuati dal sud resteranno lontani dalle loro case finché Israele non riterrà sicuro il nord, intanto in Libano i morti hanno superato quota ottocento e gli sfollati sfiorano il milione [...]

 

LIBANO - SFOLLATI DOPO I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI

Israele sta usando il Libano meridionale per costruire una nuova architettura del confine, il disarmo di Hezbollah è la formula giuridica e diplomatica che ordina il discorso pubblico, ma il progetto reale appare più largo: svuotare il sud attraverso ordini di evacuazione sempre più estesi, trasformare la presenza militare in leva negoziale e costringere Beirut a trattare da una posizione di dipendenza.

 

In questa lettura, la campagna in Libano appartiene pienamente alla guerra regionale contro l'Iran e insieme la supera, perché mira a riscrivere il rapporto fra sovranità libanese, presenza armata sciita e libertà d'azione israeliana lungo il confine. Per questo l'invasione si presenta come una risposta a Hezbollah ma agisce come una trasformazione territoriale, perché il bersaglio dichiarato è l'arsenale sciita ma quello sostanziale è più ampio cioè ridurre la sovranità libanese nel sud, e quando Katz minaccia perdite territoriali per il Libano se Beirut non fermerà Hezbollah, verbalizza soltanto ciò che le truppe stanno già producendo sul terreno.

 

trump netanyahu

Anche il diritto internazionale, in questa guerra, smette di essere una cornice astratta e torna a coincidere con la materia stessa dei fatti. Un esercito che oltrepassa il confine, entra nel territorio di un altro Stato, ne controlla strade, villaggi e tempi del ritorno dei civili esercita un potere di fatto su uno spazio che continua ad appartenere sovranamente ad altri: è questa la soglia dell'occupazione. La cosiddetta buffer zone appartiene precisamente a questo passaggio, perché traduce in linguaggio operativo una scelta politica limpida: fare della sicurezza israeliana il principio che ordina una porzione di territorio libanese.

 

[...] Gli ordini di spostamento che hanno investito più di cento città e villaggi del sud, oltre ai sobborghi meridionali di Beirut e alla Bekaa, raccontano una guerra che cerca profondità militare producendo vuoto umano, che rende paesi, strade, case e campi più disponibili alla presa armata. [...] L'offensiva di queste ore introduce invece un'altra architettura, fondata sull'idea che la sicurezza del nord di Israele autorizzi una presa di fatto sul sud del Libano. [...]

ATTACCHI ISRAELIANI A BEIRUT

 

il problema storico di ogni incursione israeliana nel sud del Libano che promette profondità strategica e produce, insieme, un costo crescente di occupazione. Ogni ingresso sembra offrire controllo, ogni permanenza allarga il peso politico, militare e morale della presenza sul terreno. Per questo il Libano meridionale racconta oggi qualcosa di più di una campagna contro Hezbollah, racconta una dottrina regionale in cui la forza militare lavora sul territorio, sulla popolazione e sulla sovranità insieme.

 

BENJAMIN NETANYAHU

Un vecchio avvertimento torna così con tutta la sua forza: in Libano l'ingresso è rapido, la vittoria è opaca, l'uscita è lunga. Ed è dentro questa sproporzione che si legge la verità politica della guerra di oggi, non una campagna destinata a chiudersi con il disarmo di un nemico, ma un modo di riscrivere il sud del Libano, e subordinare la sua sovranità a un principio esterno, quello della sicurezza israeliana elevata a criterio di organizzazione dello spazio.

ATTACCHI ISRAELIANI A BEIRUT attacchi israeliani a beirut in libanoattacchi israeliani a beirut in libanolibano fuga di massa

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