l'uomo luomo l uomo che loda

PAGA MONETA, INCASSA COMPLIMENTO – IN GIAPPONE “L’UOMO CHE LODA” È DIVENTATO UNA STAR: IL SIGNORE, CHE HA 42 ANNI, ELOGIA I PASSANTI IN CAMBIO DI UN’OFFERTA LIBERA – LA SUA POPOLARITÀ HA ACCESO DIBATTITI POLITICI SUL SENSO DEL GESTO E SULLA RIGIDITÀ E I LIMITI DELLA SOCIETÀ GIAPPONESE, DOVE È DIFFICILE RICEVERE COMPLIMENTI DA AMICI, FAMILIARI E COLLEGHI (CON LA CONSEGUENZA CHE LE PERSONE SI SENTONO COSI' ISOLATE DA PAGARE PER AUMENTARE LA PROPRIA AUTOSTIMA)

 

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Estratto dell’articolo Laura Imai Messina per "la Repubblica"

 

l'uomo che loda

C’è un uomo giapponese che, da qualche anno, loda le persone. Lo fa qui e là, per le strade del paese; si ferma davanti a una stazione, in uno slargo, su un ponte, distende sotto il volto un cartone che recita così: sugoku homemasu , ovvero “Lodo moltissimo”, “Offro lodi sperticate”. A terra, accanto al suo fagotto, poggia un contenitore in cui, chi vuole ricevere il servizio, inserisce a propria discrezione un compenso.

 

[…] La sua figura è a metà tra il mimo di strada (di cui si dichiara grande ammiratore e a cui pare essersi ispirato nell’ideazione del personaggio) e lo spettacolo di stand-up comedy. […] Con la sua parlantina accelerata, l’Uomo che loda descrive a raffica tutti gli aspetti eccezionali dell’interlocutore. […]

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Tuttavia, a fare il censimento delle emozioni ricevute, ci si accorge che - dopo un iniziale momento in cui prendono il sopravvento l’assurdità, l’esagerazione e il grottesco ecco che subentra una timida gioia. […] Questo perché essere lodati ci commuove intimamente e ci turba insieme: siamo soliti ricevere complimenti soprattutto nell’infanzia oppure in gioventù, mentre in età adulta capita assai raramente. […]

 

Pare che egli abbia inaugurato quest’attività qualche anno fa e che, a poco a poco, abbia raccolto crescente interesse da parte dei media. Sebbene all’inizio le interazioni con la gente per la strada fossero minime, così come le cifre guadagnate […]  l’intenso passaparola sui social network e, successivamente, i servizi televisivi e i documentari hanno reso l’Uomo che loda conosciuto a livello nazionale.

 

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Ne sono scaturiti dibattiti pubblici sul senso del gesto e soprattutto riflessioni sulla risposta entusiastica, emotiva, spesso commossa della gente […] Alcuni si sono spinti a leggere in questa figura urbana uno specchio capace di riflettere alcuni dei problemi più profondi della moderna società giapponese: più si cade a margine, infatti, più qui si fa complicato ottenere supporto, più ci si discosta dal modello condiviso e minore è la possibilità di ricevere approvazione, innescando così un meccanismo che mina l’autostima e azzera le energie necessarie alla ripresa.

 

Lo stesso protagonista di questa storia, l’Uomo che loda (che sappiamo soltanto avere 42 anni ed essere originario della prefettura di Ibaraki), in passato è caduto in rovina per via di una situazione economica dissestata, per un uso incauto del denaro già in seno alla famiglia e per un passato da giocatore che lo ha messo economicamente (ma soprattutto psicologicamente) sulla strada.

 

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Ora, però, dichiara che la sua vita ha più senso e che non tornerebbe mai a lavorare in azienda. Elargire lodi e un lampo di felicità lo gratifica più di qualunque altra cosa. Altro punto preso in esame nell’analisi sociologica è il quantitativo di denaro che le persone pensano di dover elargire per ricevere il servizio: c’è chi inserisce nella cassetta solo una monetina, c’è chi vi infila una grossa banconota. Quanto valore diamo ai complimenti?

 

[…] L’effetto più stupefacente, tuttavia, avviene quando inizia a crearsi una relazione tra l’Uomo che loda e alcuni clienti, i quali cercano sulle sue pagine online informazioni per sapere dove si recherà quel giorno, vanno a trovarlo e gli raccontano così l’evoluzione positiva di certe vicende.

 

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Molti sono coloro che soffrono situazioni private e lavorative complesse ma, qualunque sia il posizionamento sociale, psicologico ed economico dei suoi clienti, basta rivolgere loro solo un paio di domande per comprendere come nella vita della maggior parte delle persone le figure di riferimento (familiari, amici, colleghi), quelle cioè più importanti, siano tendenzialmente avare di lodi. Sono proprio i genitori, i compagni di vita, i propri collaboratori a dare per scontati i propri meriti. […]

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