TIFOSERIA DASPO-RTO - ANCHE IN PASSATO GENNY A’ CAROGNA PRESE UN DASPO PER CINQUE ANNI MA LUI TRE ANNI DOPO ERA DI NUOVO IN CURVA: RICORSO ACCOLTO E DIVIETO DI ACCESSO ALLE MANIFESTAZIONI REVOCATO

Fulvio Bufi per il "Corriere della Sera"

Genny sarà pure un pessimo elemento, con i tatuaggi, i precedenti penali, la faccia truce e quella dannata maglietta, che poi è la stessa che gira in tutte le curve d'Italia e ce ne siamo accorti solo sabato che ce l'aveva addosso lui. E saranno pessimi elementi pure i suoi compagni di tifo, gente che riconosce solo il codice ultrà e che non si tira mai indietro, quando c'è da battere non le mani ma spranghe e catene contro i poliziotti o qualche tifoseria rivale.

Saranno pure pessimi elementi, questi della curva A del San Paolo, ma fessi no. E allora nel giorno, anzi nella notte, in cui tutti si aspettano che faranno le peggio cose, loro scelgono di non fare niente. Nemmeno la protesta del silenzio. Niente. Si schierano al centro della curva, perché il centro è di chi comanda e comandano loro, su questo non ci piove. Si mettono lì e guardano la partita.

Non fanno nient'altro perché ora è il momento di proteggere Ciro, pure se a metà giornata il Daspo è arrivato e Genny certo non si è sorpreso. Quando lo hanno convocato in questura per la notifica ha detto «me l'aspettavo, non è giusto ma me l'aspettavo». Però era convinto che gli ultimi novanta minuti in curva gli sarebbero stati concessi. Anzi, nemmeno novanta. Aveva già deciso che sarebbero stati quindici o trenta.

Sarebbe entrato in curva insieme ai suoi, sempre per ultimi, quando tutti gli altri settori sono ormai pieni. Avrebbe salutato gli amici senza nemmeno andarsi a mettere in prima fila, spalle al campo, a dirigere i cori. E poi se ne sarebbe andato. con la consapevolezza di doversi dimenticare per un po' del San Paolo e delle trasferte, e di dover tornare dall'avvocato per preparare l'ennesimo ricorso, come fece anche l'ultima volta, quando il questore di Siena gli inibì l'accesso negli stadi per cinque anni (come stavolta) e lui invece tre anni dopo era giù di nuovo in curva perché il ricorso fu accolto e il Daspo revocato.

Era questo l'unico programma stabilito nella riunione che il gruppo dei Mastiffs fa ogni martedì, ma che ieri non era un incontro di routine. C'erano quelle magliette nere con la scritta «Speziale libero» fatte stampare a migliaia e già consegnate, e ora si doveva decidere che farne. Se indossarle e sfidare la questura, che già a metà mattinata aveva diffidato tutti i gruppi ultrà a fare provocazioni: qualunque scritta offensiva fosse comparsa sugli spalti, la partita sarebbe stata sospesa, o non sarebbe nemmeno iniziata.

Però, quando si è ultrà come lo sono i Mastiffs - duri e puri e contro tutto e contro tutti - non è facile decidere quello che è più pacifico. E la riunione della mattina non è stata una passeggiata per quelli che volevano rinunciare alle magliette, quelli che forse per la prima volta nella loro vita di tifosi hanno detto, vabbé, stiamocene calmi. I più giovani volevano indossarle, per solidarietà con Genny, stavolta, più che con Speziale. Alla fine ha prevalso la linea della protezione del capo.

«Non è stata una decisione facile, perché ci siamo sentiti come se avessimo accettato un compromesso», racconta uno di quelli che ha partecipato alla riunione del mattino e che in cuor suo la maglia provocatoria voleva indossarla, ma ha rinunciato «perché in questo momento dobbiamo pensare soprattutto a lui. Lo vogliono mettere in mezzo e dobbiamo stare attenti».

Cautela inutile, perché poi con la notifica del Daspo la scena è cambiata, e allora l'anima ultrà pronta allo scontro è riemersa, e ogni gruppo si è avviato verso il San Paolo per decidere insieme agli altri che cosa fare. Non entrare, per esempio. Restare fuori e lasciare un grande spazio vuoto al centro della curva A, molto più grande di quello lasciato dall'altra curva per sottolineare la forzata assenza dal San Paolo di Ciro Esposito, il ragazzo ferito sabato a Roma. Ancora una riunione, quindi. Accanto ai giardini davanti ai cancelli dello stadio.

Capannelli, segni d'intesa. Senza Genny a dettare la linea, e senza Massimiliano Mantice, Massimo, come lo chiamano loro, l'altro capo che ha ricevuto il Daspo. Poi la decisione. Si va dentro. Come sempre. Con i cori, ma non subito: aspettiamo prima che si cominci a giocare e poi iniziamo noi. Però quando l'intero stadio invoca il nome di Ciro con lo stesso motivo che usava quando il nome scandito era quello di Diego, allora anche la curva A partecipa.

E al tifoso che ancora lotta per sopravvivere, gli ultrà dedicano l'unico striscione della serata. Niente frasi in rima, stavolta, che è una loro specialità. Solo un piccolo drappo bianco che resta sulla balaustra della curva esattamente per tre minuti. Sopra c'è scritto solo Ciro. Poi ritirano anche quello. E per una serata fanno quello che non hanno mai fatto: non si rendono riconoscibili, non rivendicano l'appartenenza, non protestano contro la tessera del tifoso. Finché non parte il coro da pessimi elementi: «Romani, non è finita qui», urlano. E più che un coro è un avvertimento.

3. TIMORI PER ROMA-JUVENTUS: L'IPOTESI DI GIOCARE DI GIORNO
Da "Corriere della Sera"

Allerta sicurezza nella Capitale in vista della partita tra Roma e Juventus di domenica prossima. Oggi si riunisce a Roma il Comitato provinciale per la sicurezza in prefettura. Primo di una serie di incontri per pianificare un dispositivo che non lasci «terreno» a violenze, agguati, o vendette. Il timore, tra i responsabili dell'ordine pubblico, è quello che tra i

supporter della Juve si infiltrino ultrà del Napoli per vendicare il sangue versato sabato scorso prima della finale di Coppa Italia. C'è l'ipotesi che il fischio d'inizio della gara, previsto in serata, venga spostato alle 18 o alle 15. E di sicuro per scongiurare i rischi di scontri fuori dall'Olimpico saranno mobilitati centinaia di agenti e potrebbero essere aumentate le

«scorte» ai supporter delle due squadre. L'intenzione è blindare i punti di raccolta dei tifosi, che potrebbero essere tre: quello a Saxa Rubra per chi arriva dai caselli di Roma Nord; quello della Stazione Tiburtina per gli juventini residenti nella Capitale e quello di via Schiavonetti

per i supporter provenienti dai caselli di Roma Sud. In vista dell'arrivo di diversi pullman sarà adottato anche un piano per la mobilità. Monitorati già da giorni i forum di ultrà e i social network.

 

 

HAMSIK GENNY A CAROGNA HAMSIK E GENNY A CAROGNA GENNY A CAROGNA C Schermata alle Genny ‘a carognaCIRO ESPOSITO COPPA ITALIA, SCONTRI

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…