LE SCUOLE ITALIANE SONO UN FRONTE DI GUERRA - IN PROVINCIA DI TRAPANI, UN 11ENNE HA CERCATO DI ACCOLTELLARE IL PROF DI EDUCAZIONE TECNICA, RIPRENDENDO L’AGGRESSIONE IN DIRETTA SUI SOCIAL – IL RAGAZZINO VOLEVA “VENDICARSI” DEL DOCENTE PER UN 4 RICEVUTO IN UN’INTERROGAZIONE, COSÌ HA INDOSSATO UN CASCO INTEGRALE PER NON FARSI RICONOSCERE, HA IMPUGNATO UN COLTELLO E IL TELEFONINO E SI È SCAGLIATO CONTRO IL PROFESSORE, CHE PERÒ È RIUSCITO A FERMARLO, CAVANDOSELA CON QUALCHE GRAFFIO – L’EPISODIO RICORDA MOLTO L’ACCOLTELLAMENTO DELLA PROF CHIARA MOCCHI A BARGAMO DA PARTE DI UN 13ENNE…
Lara Sirignano per l’ANSA
Non ha mai mostrato un carattere violento e non ha mai avuto un comportamento aggressivo, ma questa mattina un 11enne trapanese, durante le lezioni, si è alzato dal banco e ha cercato di colpire con un coltellino il professore di educazione tecnica.
Lo studente avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso il tutto in diretta video su un gruppo Telegram. Lasciando sotto choc i compagni di classe che hanno assistito alla scena, tanto che alcuni si sono sentiti male.
Teatro della storia San Vito Lo Capo, nel Trapanese, dove l'11 enne frequenta la scuola media. Dietro al gesto, pensano gli inquirenti, ci sarebbe stata la rabbia per un brutto voto, un 4, preso a un'interrogazione. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri il ragazzino, che verrebbe da una famiglia problematica, avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni.
Durante l'aggressione si sarebbe coperto il volto col casco e avrebbe cominciato a girare un filmato in una una diretta per un gruppo Telegram. Sulla vicenda ha aperto una indagine la Procura dei minorenni di Palermo, competente per tutto il distretto di Corte d'appello, quindi anche per la provincia di Trapani. I magistrati stanno cercando di ricostruire la dinamica esatta dell'aggressione e di capire se ci sia stata premeditazione.
A bloccare l'11enne sarebbe stato lo stesso professore che ha riportato solo alcuni graffi e ha deciso di non chiamare i sanitari. Molto scosse la comunità locale e l'istituto frequentato. "La scuola non va lasciata sola. Chiediamo a istituzioni e famiglie un'alleanza concreta e immediata per prevenire la violenza e restituire sicurezza e dignità al lavoro dei docenti", scrive in una nota la Cisl.
"É un episodio davvero grave, che mostra quanto ormai sia dilagante nelle nostre scuole il disagio giovanile acuto e un'emergenza educativa, che non possono essere scaricate interamente sul personale scolastico", dicono la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Cisl Scuola Palermo Trapani Vito Cassata.
"Esprimiamo la massima solidarietà al collega e alla comunità scolastica, scossi da un gesto grave e ingiustificabile. Chiediamo a istituzioni e famiglie un'alleanza concreta e immediata per prevenire la violenza e restituire sicurezza e dignità al lavoro dei docenti", proseguono. "Ribadiamo l'urgenza di interventi strutturali e presidi di supporto alle fragilità dei ragazzi per garantire che le aule tornino a essere un luogo sicuro di crescita e rispetto" concludono Cassata e Badami.
La vicenda ricorda tragicamente quanto accaduto nel bergamasco a marzo scorso quando un 13nne si è presentato alla scuola media di Trescore Balneario dove frequentava la terza indossando un paio di pantaloni mimetici e una maglietta con la scritta 'vendetta'. Poi, riprendendo tutto in diretta su Telegram con il suo cellulare sistemato al collo con una imbracatura, ha accoltellato la professoressa di francese rimasta gravemente ferita.



