CHI HA INIZIATO LA RISSA CHE HA PORTATO ALLA MORTE DEL 47ENNE GIACOMO BONGIORNI? - L'UOMO E SUO COGNATO SONO STATI PICCHIATI DA CINQUE RAGAZZI (TRE MINORENNI, DUE MAGGIORENNI ROMENI) A MASSA - UNO DI LORO È UN 17ENNE EX CAMPIONE DI BOX CHE SOSTIENE DI ESSERE STATO AGGREDITO DA BONGIORNI, CHE GLI AVREBBE SFERRATO UNA TESTATA SUL NASO (SUL QUALE, PERO', NON CI SONO SEGNI). L'ADOLESCENTE HA COLPITO CON UN PUGNO IL 47ENNE, FACENDOLO CADERE A TERRA - LA VERSIONE DEL RAGAZZO È CONFERMATA DA UN TESTIMONE MA SMENTITA DAL COGNATO DI BONGIORNI, CHE E' STATO COINVOLTO NELLA RISSA (GLI E' STATO ROTTO IL NASO E SPEZZATA UNA GAMBA) - DALLE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA SI VEDE CHE I RAGAZZI TRATTENGONO TOGNOCCHI E POI AGGREDISCONO BONGIORNI, CHE INTERVIENE IN SUA DIFESA...

1 - IL 17ENNE EX PUGILE, IL PUGNO IN VOLTO COSÌ GIACOMO È CADUTO PER TERRA

Estratto dell'articolo di Simone Innocenti per il "Corriere della Sera"

17enne che ha colpito giacomo bongiorni 2

 

Uno che sa portare i colpi e che, fino a qualche anno fa, è stato una promessa della boxe toscana: è lui lo studente di 17 anni fermato dai carabinieri di Massa con l’accusa di concorso in omicidio aggravato dai futili motivi.

 

Di seconda generazione in Italia, avrebbe sferrato il pugno che ha causato la caduta di Giacomo Bongiorni, il carpentiere massese di 47 anni morto sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni in piazza Palma a Massa, nella notte tra sabato e domenica.

 

Lo studente, che domani comparirà di fronte al giudice del Tribunale per i minorenni di Genova per l’udienza di convalida del fermo, era già stato interrogato dai magistrati della Procura di Genova prima che fosse recluso in una comunità.

 

Ai magistrati avrebbe dato la sua versione: sabato sera era con i suoi amici quando in piazza Felice Palma a qualcuno sarebbe caduta una bottiglia e Giacomo Tognocchi — il cognato della vittima — avrebbe rimproverato il gruppo di ragazzi.

17enne che ha colpito giacomo bongiorni 3

 

Poi dalle parole — sempre secondo il racconto dello studente — si sarebbe passati ai fatti e il gruppo si sarebbe azzuffato con il cognato di Bongiorni, con cui il 17enne «avrebbe scambiato pugni». A questo punto l’arrivo di Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni, difeso dall’avvocato Enzo Frediani.

 

Le telecamere avrebbero ripreso Miron che blocca il cognato di Bongiorni «per renderlo inoffensivo» mentre Alin lo colpisce. A quel punto lo scontro tra il diciassettenne e la vittima: il minorenne ha sostenuto di aver subito una testata da Bongiorni. E solo a quel punto avrebbe reagito colpendolo con un pugno in faccia.

 

17enne che ha colpito giacomo bongiorni 1

Una volta caduto a terra, Bongiorni sarebbe stato picchiato — come hanno registrato le telecamere — con un altro colpo in faccia. E solo allora Miron e Carutasu, che oggi compariranno di fronte al gip per la convalida, si sarebbero avvicinati alla vittima e uno dei due gli avrebbe sferrato «un calcio in pieno viso».

 

Ieri intanto è iniziato l’esame autoptico sulla salma di Bongiorni: i medici hanno riscontrato i segni di un’importante emorragia celebrale, bisognerà capire se provocata dai colpi o dalla caduta. Cinquantadue chili, il minorenne è stato sul ring più volte: all’attivo numerosi incontri e parecchie vittorie.

 

[...] Un tipo «tosto», forse anche scaltro, il minorenne: un testimone avvalorerebbe la versione del 17enne, secondo la quale Bongiorni gli avrebbe sferrato una testata. Ma non risulta che l’ex atleta, dopo la presunta testata, si sia fatto visitare in un ospedale e non risulterebbero, a oggi, ecchimosi sul suo volto. Il giovane — dopo quanto accaduto — sarebbe poi tornato a casa dei suoi genitori che sono rimasti all’oscuro di quanto accaduto. [...]

 

giacomo bongiorni

2 - DA GIOVANE PROMESSA DEL RING AI GUAI CON LA GIUSTIZIA L'ANGOSCIA DEL PADRE OPERAIO

Estratto dell'articolo di Michele Bocci per "la Repubblica"

 

Nelle foto sorride. Le braccia alzate, oppure impegnate a stringere il premio per la vittoria. La canottiera rossa copre un corpo ancora esile e scattante, da ragazzino. Il minorenne arrestato per l'omicidio di Giacomo Bongiorni era un pugile. O meglio lo era stato, fino ad almeno due-tre anni fa.

 

Uno sportivo promettente, almeno a leggere i commenti della Pugilistica Massese, la società sportiva dove aveva militato e che ieri, quando sono uscite le immagini pubblicate in passato sui suoi social, si è affrettata a dire che il ragazzino non si vede più da tanto tempo in palestra.

 

«Dieci contro uno non è forza. È vigliaccheria», è stato scritto in fretta sul profilo Instagram della società sportiva. Il ragazzo avrebbe partecipato a diversi incontri e ottenuto vittorie, fino a qualificarsi alla semifinale dei campionati giovanili italiani nella categoria junior sotto i 50 chili. Poi si era perso, aveva iniziato a frequentare brutti giri.

 

giacomo bongiorni

Il ragazzo abita con la famiglia nella zona di Massa e suo padre, che lavora come operaio a La Spezia, era anche andato a parlare con la Pugilistica Massese: «Vorrei che ricominciasse ad allenarsi». Era preoccupato per il figlio, proprio perché aveva interrotto uno sport formativo e appunto andava in giro con persone che lo preoccupavano. Il ragazzo non lavorava, a scuola ci andava saltuariamente, con scarsi risultati. [...]

 

Il minorenne è finito in carcere a Genova perché avrebbe colpito Bongiorni con due cazzotti, il primo dei quali ha buttato a terra l'uomo. Poi avrebbe sferrato un altro colpo quando era inerme, già sdraiato. Dopo aver visto le immagini, i carabinieri lo hanno arrestato e portato nel capoluogo ligure. Adesso si aspetta di capire, grazie ad un'analisi più approfondita dei video ma anche e soprattutto all'autopsia, se quei due cazzotti dell'ex giovane hanno provocato la morte di Bongiorni. [...]

 

la piazza dove e morto giacomo bongiorni

“LE SPINTE, LA TESTATA AL MINORE POI I PUGNI E IL CALCIO A TERRA” COSÌ I VIDEO RISCRIVONO IL DELITTO

Estratto dell'articolo di Niccolò Zancan per "la Stampa"

 

[...] Quello che è successo, va detto, non è così chiaro nella dinamica dei fatti. L'unica cosa sicura, come si scriveva una volta, è che Giacomo Bongiorni è morto dopo aver ricevuto due pugni in faccia e un calcio in testa mentre era già a terra.

 

Ma su cosa sia successo prima di quel momento, prima che un ragazzo di 17 anni che aveva frequentato una palestra di boxe lo aggredisse, insieme ai suoi amici, ci sono due versioni completamente contrapposte.

 

La versione dei ragazzi indagati per rissa e omicidio volontario si può riassumere così: «Siamo stati aggrediti e abbiamo reagito». Quella del testimone chiave, Gabriele Tognocchi, il cognato della vittima, con il naso rotto e la gamba spezzata, è diametralmente opposta: «Abbiamo chiesto ai ragazzi di piantarla. Stavano lanciando delle bottiglie contro la saracinesca di un locale. Erano in dieci, ci hanno circondato. Ho visto Giacomo a terra, colpito ancora».

 

giacomo bongiorni 2

I video delle telecamere di piazza Palma chiariscono alcuni punti, ma altri no. Non si vede il lancio di bottiglie. Si vede l'aggressione in due fasi. Prima i ragazzi trattengono Tognocchi per le braccia e lo colpiscono, poi aggrediscono Giacomo Bongiorni che interviene in sua difesa.

 

Secondo un testimone - questo è un passaggio da chiarire - la vittima avrebbe colpito con una testata proprio il ragazzo pugile. Di versioni contrapposte parla apertamente l'avvocato Nicola Forcina, difensore di fiducia del minorenne fermato per omicidio volontario.

 

«Esiste una ricostruzione alternativa, che la difesa potrà proporre», dice. L'obiettivo sembra quello di riuscire a fare derubricare l'accusa da omicidio volontario a quella di omicidio preterintenzionale.

 

Oggi è il giorno dell'udienza di convalida. Sono cinque gli indagati. Gli accertamenti sull'abuso di alcol e consumo di sostanze stupefacenti saranno importanti per capire quello che è successo. Anche sul cadavere di Giacomo Bongiorni verrà eseguito l'esame tossicologico.

giacomo bongiorni

 

Tutto nel giro di pochi secondi. Meno di trenta. I primi riscontri dell'autopsia hanno evidenziato che ci sono delle lesioni sulla testa di Giacomo Bongiorni. «Estesa emorragia cerebrale».

 

Se siano state causate dalle percosse o da una caduta rovinosa a terra sarà dirimente. È morto per i pugni del pugile? È morto per quel calcio? È morto d'infarto? È morto perché ha sbattuto la testa? «È ancora troppo presto per dare questa risposta», dice un investigatore. [...]

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