isis italia

ISLAMISTI SI DIVENTA (IN CARCERE) – LE GALERE ITALIANE SONO IL TERRENO FERTILE PER LA RADICALIZZAZIONE DEI SOGGETTI FRAGILI: LO DIMOSTRANO I PROFILI DELLE 50 PERSONE LEGATE ALL’ISIS, ESPULSE DALL’ITALIA DAL GIORNO DELL’ATTACCO DI HAMAS A ISRAELE – IL RECLUTAMENTO DEI “LUPI SOLITARI” AVVIENE SU INTERNET, DOVE SI CERCANO SOGGETTI CONDIZIONABILI PRONTI A COLPIRE – L’EX CAPO DELLA POLIZIA, FRANCO GABRIELLI: “ALCUNI ERANO IN PIENA FASE OPERATIVA, PREPARAVANO ATTENTATI ANCHE IN ITALIA. IL CARCERE FAVORISCE LA RADICALIZZAZIONE PERCHÉ…”

1. ASPIRANTI LUPI SOLITARI E VECCHI GUERRIGLIERI CHI SONO I 50 ESPULSI NELLA RETE DELL’ISIS

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini e Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

I PAESI DI PROVENIENZA DEI 50 TERRORISTI ESPULSI DALL ITALIA

Ousman S., 28enne gambiano, aveva partecipato a un campo di addestramento dell’Isis. Mohamed M. aveva invece in cella una foto delle Twin Towers. Con la didascalia: «Dio è grande, tutto passa». I servizi avevano invece ricevuto un’imbeccata su Aimen A., 29enne tunisino: voleva colpire in Italia.

 

Abdelghani K., 24 anni egiziano, era il re della rete: aveva creato gruppi whatsapp nei quali condivideva materiale jihadista. Ahmaed B., tunisino, classe ’88, aveva giurato al suo compagno di cella che avrebbe fatto «un attentato in Italia non appena scarcerato». Hassan K., 52 anni, era secondo i nostri Servizi un vecchio guerrigliero del Daesh.

 

Come Tamer C., 50enne siriano dal passaporto norvegese, che avrebbe organizzato dalla moschea di Como viaggi di foreign fighters italiani. Sono alcuni dei profili dei 50 cittadini stranieri che il nostro Paese ha espulso per ragioni di terrorismo dal 7 ottobre 2023, data dell’attacco di Hamas in Israele, fino a ieri.

 

ISIS MINACCIA ITALIA

A colpire […] è l’estrema varietà. Non soltanto dei paesi di origine: le opinioni jihadiste vengono manifestate nelle maniere più diverse, non secondo un metodo fisso. Dunque, si tratta di una fotografia molto sofisticata della penetrazione dell’ideologia di Isis.

 

[…] Dei 50 espulsi per motivi di sicurezza, 19 provengono dalla Tunisia, 10 dal Marocco e altri 7 dall’Egitto. Diciotto di loro si trovavano già in carcere, dove avevano non solo continuato a radicalizzarsi, ma stavano compiendo attività di proselitismo.

 

In queste ore Viminale e antiterrorismo pianificano la strategia per affrontare le prossime settimane, in un contesto già segnato dal massimo livello di allerta. Lo fanno mettendo a terra il “sistema Italia”, vincente durante la stagione dell’offensiva terroristica globale del 2015-2017. Il punto principale di questo impianto è la prevenzione. Che si muove su più fronti, ma ha il suo cardine nel sistema delle espulsioni.

isis a roma

 

[…] Le carceri Rappresentano una culla di radicalizzazione. E in alcuni casi un acceleratore di contatti tra estremisti. Un caso emblematico è quello di Ahmed B., un tunisino di 36 anni espulso lo scorso gennaio, appena scarcerato. In passato, aveva manifestato la volontà di impegnarsi nella jihad, anche raggiungendo la Siria.

 

Il suo nome è spuntato anche durante le indagini che sono seguite all’attentato di Bruxelles dell’ottobre del 2023, perché indicato da un altro detenuto come soggetto pericoloso e intenzionato a compiere un attentato appena fuori dal carcere. Un altro esempio è quello di un 52enne cittadino marocchino detenuto a Pavia, Ismail H.: In carcere si era autoproclamato Imam, mostrandosi anche insofferente verso il personale femminile della penitenziaria.

 

[…] Assieme al carcere, uno dei canali principali di reclutamento è la Rete. È qui che profili più strutturati diffondono materiale alla ricerca di soggetti fragili, facilmente condizionabili, in grado di essere radicalizzati nel giro di pochi giorni. E, a quel punto, pronti a colpire.

 

isis italia

Sono i cosiddetti “lupi solitari”, che la storia ha dimostrato essere comandati a distanza, come in un videogioco, dalle menti dei gruppi terroristici. Tra gli espulsi, un 24enne egiziano, Abdelghani K., che aveva partecipato a gruppi Whatsapp creati per condividere materiale jihadista. Ancora più esplicita l’attività di Aymen E., un tunisino di 38 anni segnalato dall’Aisi perché associato a un account Facebook in contatto con il profilo di un agitatore dell’Islamic State. O un 44enne macedone, Shabedin S., che aveva pubblicato su Facebook post di appoggio ad Hamas […].[…]

 

 

franco gabrielli foto di bacco

2. GABRIELLI “DECISIVE LE INFORMAZIONI CHE ARRIVANO DA CARCERI E DEEPWEB”

Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

«L’espulsione preventiva rimane lo strumento più efficace contro il terrorismo e l’Italia lo usa con accortezza. Tuttavia osservo che questa volta lo Stato Islamico può sfruttare un fatto nuovo: la spaccatura del cartello internazionale che nel 2017 portò alla fine del Califfato che i terroristi avevano creato in Siria e Iraq».

 

Parla il prefetto Franco Gabrielli, ex capo della Polizia ed ex autorità delegata alla sicurezza del governo Draghi.

 

Cinquanta espulsioni dal 7 ottobre a oggi. Ci dobbiamo preoccupare?

«Nei periodi più complicati dell’esistenza in vita dell’Isis come entità statuale le espulsioni hanno consentito al nostro Paese di evitare vicende drammatiche. Alcuni dei soggetti espulsi […] erano in piena fase operativa, cioè preparavano attentati anche in Italia.

isis minaccia venezia

 

Le espulsioni hanno l’innegabile vantaggio di muoversi in una fascia di tempo che precede la commissione di reati e non necessitano degli elementi probatori che di norma portano all’apertura di procedimenti penali, anch’essi essenziali per il contrasto al fenomeno del terrorismo».

 

Molti degli espulsi erano già in carcere o nei Cpr.

«Nel nostro Paese il carcere e […] i Cpr sono in questo senso gli ecosistemi più criminogeni, cioè hanno favorito e continuano a favorire la radicalizzazione di certi soggetti. Per questo un ruolo importantissimo nella strategia nazionale di contrasto e prevenzione lo svolgono, all’interno del Comitato analisi strategica antiterrorismo (Casa) le informazioni che arrivano dal carcerario».

 

Perché questo ruolo del carcere?

isis italia 2

«La condizione carceraria per sua natura è un ulteriore elemento di marginalità e antagonismo nei confronti del mondo occidentale».

 

L’ha sorpresa l’attentato di Mosca, con quelle modalità stile Bataclan?

«È l’ennesima dimostrazione che ci accorgiamo di certe pericolose realtà quando avvengono fatti di sangue eclatanti. Eppure bastava leggere cosa ha scritto negli ultimi anni la fondazione Med-Or. Da tempo venivano lanciati allarmi specifici».

 

Avevamo esultato troppo presto per la sconfitta dell’Isis?

«Il terrorismo di matrice islamica, e Isis in particolare, non è purtroppo una vicenda consegnata alla Storia. Era chiarissimo che si sarebbe ripresentato in maniera violenta ed eclatante. E, osservo, ora con un livello di sofisticazione maggiore rispetto al passato».

 

A cosa si riferisce?

franco gabrielli 12

«Hanno aperto il fronte contro la Russia, loro nemico storico. E lo hanno fatto dimostrando una sofisticata perfidia, perché quest’attacco oggi si innesta in un contesto internazionale estremamente complicato, con la Russia impegnata in una guerra in Ucraina sostenuta dagli Stati Uniti e dall’Occidente. A mio avviso, è improbabile che si riproponga l’alleanza anti-terrorismo che sconfisse Islamic State quando si fece proto-stato. E questo non è una buona notizia per l’Europa».

 

[…] Il nostro Paese è attrezzato?

«L’Italia in questi anni ha dimostrato di avere strutture capaci di far fronte a determinate situazioni. Ci deve tranquillizzare per un verso ma non possiamo immaginare la sicurezza assoluta»

 

terroristi isis

[…] Internet, con le carceri, è l’ecosistema dove il salafismo pesca di più i suoi adepti?

«Sicuramente. Nella parte emersa e soprattutto nel dark e deep web».

 

BANDIERE DELL ISIS PORTATE DA HAMASstato islamico

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…