"VORREI TORNARE AGLI INIZI DEGLI ANNI 2000. ALL'EPOCA I PILOTI ERANO PIÙ LIBERI, ANCHE FUORI DALLA PISTA" - KIMI ANTONELLI, UN ALTRO CHE VUOLE GODERE SOLO DEI LATI POSITIVI DELLA FAMA MA NON VUOLE LE ROTTURE DI COJONI CHE NE DERIVANO: "ALL'EPOCA NON C’ERANO TUTTE LE SPECULAZIONI DI ADESSO, ANDAVI IN GIRO ED ERI UN PO’ PIÙ LIBERO" (MA CHE NE SA, È NATO NEL 2006) - LE FOTO DEL PILOTA CON LA SUA NUOVA "FUORISERIE" META' ITALIANA E META' RUSSA, SUAMI DI TAVI - "DIVA E DONNA" LI HA PIZZICATI INSIEME SU UNO YACHT - IL RAPPORTO CON I GENITORI: "LA MAMMA È SEMPRE LA MAMMA" - QUANDO IL SUO MECCANICO GLI STAVA PER DARE FUOCO CON...
Estratto dell'articolo di Daniele Sparisci per “Sette – il Corriere della Sera”
kimi antonelli - FOTO DI DIVA E DONNA
Andrea Kimi Antonelli parla e pensa in maniera velocissima, tiene lo stesso ritmo di quando guida in pista. Vent’anni da compiere il 25 agosto, il più giovane capoclassifica di un Mondiale, brucia record (sei vittorie e sei pole in 11 gare) e fa sognare l’Italia, l’ultimo campione del mondo azzurro è stato Alberto Ascari nel 1953.
Passa da una battuta in bolognese a complicatissime riunioni tecniche nelle quali si esprime in un inglese perfetto. Lo incontriamo nel motorhome della Mercedes dove scambia pacche sulle spalle con ingegneri e tecnici. Ma non è più il ragazzino-prodigio lanciato in F1 senza patente, ora è un leader.
Un anno in Formula 1 ne vale quattro “normali”, questo lo ha detto lei. Facciamo un test: nell’estate 2025 ha fatto l’esame di Maturità, con quanti compagni di classe è rimasto in contatto?
«Direi 5-6, quindi pochi ma buoni. Ma sono i miei migliori amici, è normale scegliere. Chiaramente, se guardo a un anno fa sembra che ne siano passati quattro. Tutto è stato velocissimo».
Troppo veloce?
«No, dico che anche quest’anno sembra volato. Trovo incredibile che siamo già in piena estate. Anche in termini di esperienza penso come se avessi fatto tre anni».
Che cosa ha scoperto di sé stesso in questo periodo?
«Il modo in cui riesco a gestire certe situazioni, come riesco a rispondere. Ho più il controllo della situazione quando sono in pista ma anche fuori. Credo sia normale. Dopo aver accumulato esperienza vivi le cose sulla tua pelle e impari, ti evolvi».
È capace di passare in un attimo dal “cazzeggio” ai temi seri, lavora tantissimo ma sa anche sdrammatizzare. Dicono che in questo modo lei abbia conquistato una squadra composta per la maggior parte da britannici. Come fa, ha un interruttore o le viene naturale?
«Mi viene tutto naturale… Ci sono momenti e momenti, alla fine l’ambiente della F1 è difficile, super-professionale, tosto, perché è anche bellissimo. E per me è importante che ci sia un po’ di spazio nel quale si scherza, ci si diverte. Perché è facile restare sempre super-seri, focalizzati sul lavoro, ma allo stesso tempo bisogna riuscire a staccare un attimo, a farsi due risate. Scherzare aiuta molto».
kimi antonelli - FOTO DI DIVA E DONNA
Tipo prendere la pistola ad acqua e spruzzarla sul suo ingegnere di pista Peter Bonnington, e non solo su di lui. Aveva questa passione per i giochi d’acqua anche da piccolo?
Kimi scoppia a ridere: «Ma no, mi è venuta solo recentemente…».
[...] Racconti per favore.
«Eravamo in Germania, il mio meccanico a momenti mi dà fuoco…».
Come?
«Sì. Con il deodorante spray e con l’accendino. Era sera tardi, io bussavo alla sua camera in hotel, gli stavo dando fastidio. Allora prende quest’“arma” e apre improvvisamente la porta e quasi prendo fuoco».
Quanti anni aveva?
«Quattordici, eravamo nel 2020».
Dà sempre retta a suo papà Marco, le capita di non essere d’accordo?
«Ascolto sempre la sua versione delle cose, ho bisogno di sentire quello che pensa. Ci sono delle volte in cui ci scontriamo perché abbiamo un’idea ben diversa, e allora ne parliamo. Ma il nostro rapporto è talmente bello e forte che non abbiamo paura di discutere».
È vero che a casa Antonelli comanda mamma Veronica?
«Sì, mia madre insieme a mia sorella. Comandano loro, io e papà a casa siamo in “castigo” praticamente».
kimi antonelli - FOTO DI DIVA E DONNA
Se ha un problema personale con chi ne parla?
«Con mamma, è sempre stato così. La mamma è la mamma». [...]
Se potesse guidare la macchina del tempo, tipo la DeLorean di Ritorno al futuro, in che epoca andrebbe?
«Mmmm, direi fine anni Novanta o inizio Duemila per tornare a guidare macchine da Formula 1 con motori V10, facevano un rumore incredibile ma anche perché a quell’epoca i piloti erano più liberi».
In che senso liberi?
«A livello personale, fuori dalla pista. Non c’erano tutte le speculazioni di adesso, andavi in giro e forse eri un po’ più libero».
In quegli anni non esistevano gli smartphone, è sicuro di riuscire a usare un telefono che può solo chiamare o mandare sms?
«Secondo me sarebbe una cosa positiva…».
Per quanto riesce a stare senza telefono?
«Dopo un weekend di gara devo staccare per almeno due-tre giorni, leggo e rispondo ai messaggi con calma. Guardo poco il telefono e cerco di dedicare tempo a me stesso».
Prima delle gare si isola in una stanza.
«Ho il mio camerino dove mi rilasso, mi concentro. Rilasso il corpo, passo del tempo in silenzio prima di ogni sessione in pista: non voglio musica, non voglio niente. Devo entrare in una zona mia».
[...] Qualcosa non legato ai motori?
«Giocare a tennis, sto migliorando, non va male. Però dopo un fine settimana in F1 la mia giornata perfetta è stare da solo, tranquillo, non perché non voglia stare con gli amici, ma perché ne sento proprio il bisogno. Dopo aver vinto in Belgio ho dormito fino alle 2 del pomeriggio ma la sera avevo già l’aereo per l’Inghilterra».
[...] Serie tv?
«Amo i documentari sugli sportivi. Ho finito da poco di guardare la serie su Nadal, molto bella ed emozionante. Un combattente nato nel vero senso della parola».
A proposito di tennis, ci sveli una cosa. Sinner ha avuto un po’ di paura quando lo ha portato in macchina in pista ad Abu Dhabi?
«Macché, era contento e si è divertito tantissimo. Il prossimo obiettivo è farlo girare a Montecarlo». [...]
Ricorda il suo primo podio in F1, a 18 anni, Canada 2025. Era contento ma anche arrabbiato per non aver vinto…, già si capiva tutto. Vincere è un’ossessione?
«Vincere è una sensazione stupenda, devi viverla il più spesso possibile, riviverla, corri per quello. E a me vedere qualcun altro vincere dà fastidio. Sarebbe bellissimo essere sempre primo, ma non è possibile perché può capitare un problema meccanico o altro. Però il mio obiettivo è esserlo. Vado in pista con quella mentalità».
[...] È la mentalità dei grandi campioni che lei ammira, Michael Jordan e Ayrton Senna.
«Non puoi sederti sugli allori, non puoi rilassarti. Dopo una vittoria non puoi dire: “Ok ce l’ho fatta, ok ora me la prendo calma”. Io cerco soltanto di essere il più completo possibile. Bisogna pensare in grande, soprattutto in un campionato come questo, molto tirato».
Se la invitassero sul palco al Festival di Sanremo ci andrebbe?
«Sì, anche se sono un cantante terribile e meno male che non ho intrapreso quella carriera perché faccio veramente schifo. Ma amo la musica».
Che cosa ascolta?
«Eminem, Bad Bunny, Fifty Cent, Drake. Poi dipende dalle occasioni, la musica è uno strumento potentissimo, mi aiuta in tanti modi».
Leader del Mondiale, nuovo idolo italiano. Se glielo avessero detto a inizio anno?
«Non ci avrei mai creduto, nemmeno nel migliore dei miei sogni. Ma dietro c’è tanto lavoro e io penso soltanto a far durare questo periodo, andiamo avanti così. Teniamo alta l’asticella, sono orgoglioso di rappresentare l’Italia nel mondo. Nel mio piccolo cerco di dare il meglio».
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INCIDENTE ANDREA KIMI ANTONELLI
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ANDREA KIMI ANTONELLI
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KIMI ANTONELLI - POLO POSITION A SHANGHAI - GP DI CINA
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