vladimir putin banchi frigo freezer

L’ATTACCO HACKER AI FRIGORIFERI DEI SUPERMERCATI DI TUTTA EUROPA È UN TEST: LA PORTATA DEL BLITZ, COORDINATO, IN OTTO PAESI UE, FA PENSARE CHE DIETRO CI SIA LA MANONA DI UNO STATO OSTILE (RUSSIA, CINA, IRAN O COREA DEL NORD), PER VERIFICARE LA VULNERABILITÀ DELLA FILIERA ALIMENTARE, CAPIRE QUANTO SIA FACILE INTERROMPERE LA CONSERVAZIONE DEI PRODOTTI E SVUOTARE GLI SCAFFALI, PER VALUTARE GLI EFFETTI SULLA POPOLAZIONE – IL PROBLEMA È AMPIO: LA PROTEZIONE DI UN SUPERMERCATO NON DIPENDE SOLTANTO DALLA RETE INFORMATICA DELLA CATENA CHE LO GESTISCE, MA ANCHE DALLE AZIENDE CHE PRODUCONO E INSTALLANO I FRIGORIFERI, DAI FORNITORI DEI SOFTWARE E DALLE SOCIETÀ INCARICATE DELLA MANUTENZIONE, LA FAMOSA "CATENA DEL FREDDO" - BASTA CHE UNO DI QUESTI SOGGETTI LASCI APERTO UN ACCESSO PERCHÉ UN INTRUSO POSSA RAGGIUNGERE GLI IMPIANTI – OGGI A PALAZZO CHIGI IL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO HA CONVOCATO UNA RIUNIONE CON IL DIRETTORE DELL'AGENZIA PER LA CYBERSICUREZZA NAZIONALE E L’INTELLIGENCE - NEL MIRINO LA SOCIETÀ DANESE DANFOSS CHE FORNISCE IL SOFTWARE PER CONTROLLARE DA REMOTO I FRIGORIFERI...

1 - SUPERMERCATI DI TUTTA L’UE NEL MIRINO DEGLI HACKER OGGI VERTICE A PALAZZO CHIGI

Estratto dell’articolo di Arcangelo Rociola per “La Stampa”

 

BANCHI FRIGO SVUOTATI DOPO L ATTACCO HACKER

Otto Paesi europei vittime di un attacco hacker ai sistemi di refrigerazione dei supermercati. Un attacco coordinato che ha coinvolto anche l'Italia. Almeno quattro punti vendita a marchio Coop, tre a Catania e uno a Palermo, hanno subìto la manomissione delle temperature dei banchi alimentari. Così come è successo in Svezia, Irlanda, Estonia, Finlandia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.

 

Attacchi del tutto simili a quelli che il 12 ottobre scorso hanno colpito la Francia. L'allerta è generale in tutte le capitali europee. Palazzo Chigi ha convocato per stamattina una riunione coordinata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla quale parteciperanno il direttore dell'Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e i direttori delle agenzie di intelligence.

 

putin hacker russi meme

L'attacco ai frigo è avvenuto ovunque un po' nella stessa maniera e con tempi assai simili. Gli attaccanti sfruttano i sistemi di refrigerazione collegati alla rete e manomettono le temperature. Secondo alcune ricostruzioni hanno portato la temperatura fino a 50 gradi. […] L'effetto è che è stata buttata merce per centinaia di migliaia di euro. Alcuni punti vendita sono rimasti chiusi per gestire l'emergenza. Ma il bilancio economico complessivo è ancora da accertare.

 

Come è avvenuto in Francia, il bersaglio è sempre lo stesso. Un'infrastruttura poco visibile ma essenziale. La catena del freddo che permette di conservare e distribuire i prodotti alimentari. Un'operazione chirurgica, che per molti esperti informatici può avere una sola matrice: uno stato nemico.

 

BANCHI FRIGO SVUOTATI DOPO L ATTACCO HACKER.

Sospetto numero uno la Russia, ma c'è anche chi indirizza il dito contro l'Iran. Il possibile scenario […] è quello di un test della vulnerabilità della filiera alimentare. L'obiettivo degli attaccanti potrebbe essere verificare quanto sia facile interrompere la conservazione dei prodotti, provocare sprechi e svuotare gli scaffali senza colpire magazzini o trasporti. È una lettura degli effetti potenziali, non un piano accertato degli aggressori.

 

Questo avviene perché molti degli impianti oggi hanno controlli da remoto. Servono a garantire continuità ai servizi e gestire anomalie. Ma il rovescio della medaglia è che, una volta connessi a Internet, diventano bersagli possibili per cybercriminali.

 

[…]  Se confermata la matrice straniera, si potrebbe trattare di un attacco da «guerra ibrida». Strategia che combina diversi strumenti, dagli attacchi informatici alla disinformazione, per indebolire un avversario. L'Unione europea accusa da tempo la Russia di condurre campagne di questo tipo, intensificate dopo l'invasione dell'Ucraina.

 

banchi frigo hackerati 3

2 - ATTACCO HACKER AI SUPERMERCATI, COLPITA ANCHE L’ITALIA. E L’AGENZIA CONVOCA LA GRANDE DISTRIBUZIONE

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

[…]  Al centro dell’allarme c’è Danfoss, la società danese che produce tecnologie utilizzate anche per controllare a distanza gli impianti di refrigerazione. Il meccanismo è semplice: attraverso sistemi collegati a Internet, i tecnici possono regolare le temperature, verificare eventuali guasti e intervenire senza essere fisicamente sul posto.

 

Una soluzione efficiente, ma che può trasformarsi in una porta d’ingresso per gli hacker. Basta violare un accesso per modificare i parametri di funzionamento dei frigoriferi, provocare il surriscaldamento dei banchi e compromettere la conservazione degli alimenti. È quanto sta accadendo in Europa, dove è emersa la vulnerabilità di infrastrutture apparentemente ordinarie.

 

ATTACCO HACKER IN FRANCIA - FRIGO FUORI USO - 2

In Italia le principali catene della grande distribuzione hanno assicurato di non utilizzare le specifiche tecnologie Danfoss coinvolte. Una rassicurazione che tuttavia non basta, perché anche altri sistemi di telecontrollo possono presentare le stesse debolezze. Ed è per questo che si sta approfondendo quanto accaduto in Sicilia.

 

«In alcuni punti vendita, almeno tre a Catania e uno a Palermo, si sono verificati attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari», ha spiegato Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce i supermercati. «L’attacco ha portato alla modifica dei parametri della temperatura, surriscaldando i banchi e provocando un deperimento degli alimenti. È avvenuto alle 4 del mattino. Stiamo calcolando i danni».

 

banchi frigo hackerati 4

La Polizia postale e l’Acn stanno cercando di ricostruire la matrice degli attacchi e gli eventuali collegamenti internazionali. Servirà tempo, anche se l’ombra della Russia, come spesso accade nelle indagini sulla guerra ibrida, resta sullo sfondo. Intanto si muove anche il Copasir, che chiederà informazioni al governo. Il tema sarà affrontato già oggi a San Macuto, durante l’audizione del direttore dell’Aisi, Bruno Valensise. Domani toccherà invece al direttore dell’Acn, Andrea Quacivi.

 

L’emergenza ha intanto messo in evidenza un problema più ampio. La protezione di un supermercato non dipende soltanto dalla rete informatica della catena che lo gestisce, ma anche dalle aziende che producono e installano i frigoriferi, dai fornitori dei software e dalle società incaricate della manutenzione. Basta che uno di questi soggetti lasci aperto un accesso perché un intruso possa raggiungere gli impianti.

 

attacco hacker ai frigoriferi dei supermercati francesi

È per questo che l’Acn vuole coinvolgere l’intera filiera, a partire dai vertici delle imprese. Perché dietro questi episodi emerge anche una cultura della sicurezza ancora troppo debole, nella quale un dispositivo collegato a Internet viene considerato un semplice strumento di lavoro e non un possibile punto d’ingresso per un sabotaggio.

 

Il messaggio dell’Agenzia è chiaro: la cybersicurezza non può più essere una questione delegata soltanto ai tecnici informatici. Deve diventare una responsabilità diretta di chi governa le aziende, perché le conseguenze possono estendersi ben oltre i confini dell’impresa colpita.

 

ATTACCO HACKER IN FRANCIA - FRIGO FUORI USO - 3

Intanto sono state diffuse indicazioni urgenti: individuare i sistemi di controllo e teleassistenza esposti su Internet, separarli dalle reti aziendali, proteggere gli accessi con VPN e autenticazione a più fattori, verificare gli account privilegiati e sostituire gli apparati che non ricevono più aggiornamenti.

 

Il monitoraggio è stato intensificato lungo tutta la filiera alimentare, dai grandi centri logistici alle mense, fino ai singoli punti vendita. Una rete capillare nella quale anche la debolezza di un piccolo operatore può mettere in difficoltà aziende molto più grandi. E nella quale, ormai, la sicurezza di ciascuno si è trasformata in una responsabilità collettiva.

BANCHI FRIGO SVUOTATI DOPO L ATTACCO HACKERbanchi frigo hackerati 1ATTACCO HACKER AI SISTEMI REFRIGERAZIONE IN BELGIO

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)