A CHI I FIORI? NON A NOI! – L’EX BRIGATISTA CECCO BELLOSI E' STATO ASSOLTO DALL’ACCUSA DI AVERE DANNEGGIATO, NEL 2023, LA TECA CON LE FOTO DI MUSSOLINI E DI CLARETTA PETACCI, A VILLA BELMONTE, SUL LAGO DI COMO: “NON HA COMMESSO IL FATTO” – LA DIFESA DEL 78ENNE: “E' STATO STABILITO CHE STRAPPARE VIA FIORI CHE OMAGGIANO IL DUCE NON È UN REATO. L'ANTIFASCISMO NON È REATO” – BELLOSI: “IL VERO SCEMPIO È CHE CI SIA ANCORA QUELLA STRUTTURA CHE INNEGGIA A UN DITTATORE ED È ANCORA PIÙ UNO SCEMPIO CHE VENGANO MESSI DEI FIORI…”
1 - ASSOLTO DALL'ACCUSA DI AVERE DANNEGGIATO LA TECA DI MUSSOLINI SUL LAGO DI COMO
(ANSA) - Il tribunale di Como ha assolto questa mattina l'ex esponente di Potere operaio Cecco Bellosi, 78 anni, dall'accusa di avere danneggiato, il 28 aprile 2023, la teca e la targa che a Giulino di Mezzegra (Como), davanti a Villa Belmonte, ricordano la fucilazione di Benito Mussolini e Claretta Petacci.
Comasco, da più di 30 anni responsabile della comunità 'Il Gabbiano', Bellosi è stato assolto "per non aver commesso il fatto". Difeso dall'avvocato Davide Steccanella, era accusato del reato di "danneggiamento di beni esposti per necessità alla pubblica fede".
In occasione della precedente udienza, Bellosi aveva precisato in aula di non avere danneggiato la teca ma di essersi limitato a strappare i fiori che la decoravano. "In quel luogo - ha dichiarato questa mattina dopo la sentenza - c'è una targa illegittima che ricorda Mussolini, quando invece dovrebbe esserci un monumento in memoria dei tre partigiani che eseguirono la sentenza e che ci permisero di riguadagnare la libertà dopo 23 anni di dittatura".
teca in memoria di claretta petacci e benito mussolini
2 - STRAPPÒ FIORI DA TECA DI MUSSOLINI, ASSOLTO, 'ATTO DI ANTIFASCISMO'
(ANSA) - "E' stato stabilito che strappare via fiori che omaggiano il duce non è un reato". E' il commento dell'avvocato Davide Steccanella, del Foro di Milano, dopo la sentenza del Tribunale di Como, giudice Alessandra Mariconti, che oggi ha assolto "per non aver commesso il fatto" Cecco Bellosi, in passato militante di Potere operaio e delle Brigate Rosse e oggi coordinatore della comunità Il Gabbiano.
Era accusato di avere danneggiato, nella notte del 28 aprile del 2023, la teca che davanti a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, contiene le foto di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, che là furono fucilati il 28 aprile 1945.
La difesa aveva anche chiesto che venisse riconosciuto "l'adempimento di un dovere" in applicazione della Costituzione. La Procura aveva chiesto l'assoluzione per tenuità del fatto e l'imputato è stato assolto, invece, con formula piena (motivazioni tra 40 giorni). "L'antifascismo non è reato e ci eravamo opposti inizialmente a un decreto di 600 euro di multa", ha chiarito l'avvocato Steccanella, spiegando come si è arrivati al processo.
"Ho tolto i fiori in omaggio a Benito Mussolini il giorno del 28, pensate un po' - aveva detto Bellosi in aula nella scorsa udienza -. Il vero scempio è che ci sia ancora quella struttura che inneggia a un dittatore ed è ancora più uno scempio che vengano messi dei fiori". "Un grande gesto di antifascismo, questo ha fatto Bellosi e credo dovremmo farlo tutti", aveva spiegato ancora il suo difensore.


