donald trump vladimir putin witkoff zelensky jared kushner mosca

L’INCONTRO DI PUTIN CON GLI INVIATI DI TRUMP? È STATO UN BUCO NEL… GREGGIO – LA MISSIONE AMERICANA PER RIAPRIRE I NEGOZIATI SULLA GUERRA IN UCRAINA NON HA PRODOTTO SVOLTE: MOSCA CONTINUA A PRETENDERE LA CESSIONE DEL DONBASS E GARANZIE CONTRO L’INGRESSO DI KIEV NELLA NATO – IL "COATTO DELLA CASA BIANCA" HA UN BISOGNO DISPERATO DI STRAPPARE UN ACCORDO CON PUTIN: L’AUMENTO DEI PREZZI DEL PETROLIO A CAUSA DELLA GUERRA IN IRAN E GLI ATTACCHI ALLE RAFFINERIE RUSSE È UNA BELLA GATTA DA PELARE IN VISTA DELLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO – NEL FRATTEMPO, LA PROPAGANDA DEL CREMLINO SPERNACCHIA IL TRUMPONE: “È VENUTO DA NOI. NON A ORDINARE, MA A CHIEDERE…”

ì1 - NESSUNA SVOLTA DAGLI INVIATI USA ZELENSKY: «LA GUERRA CONTINUERÀ»

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

vladimir putin al cremlino con Steve Witkoff e Jared Kushner

Dopo l’incontro di sabato con Vladimir Putin al Cremlino, Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati ieri in treno a Kiev. […] È stata la loro prima visita nella capitale ucraina, ed è vista come una cosa positiva, ma non ci sono stati — come previsto — passi avanti sostanziali per la pace. Alcuni si aspettano ora al massimo un nuovo scambio di prigionieri con i russi.

 

I due inviati americani non hanno portato un nuovo piano: secondo il Financial Times avevano con sé versioni aggiornate di documenti precedenti, riviste per riflettere il cambiamento delle circostanze da quando i negoziati sono stati sospesi all’inizio della guerra in Iran, a febbraio. In ogni caso, dopo il primo giro di colloqui, Witkoff li ha definito «molto significativi» e «di sostanza». […]

 

Volodymyr zelensky Steve Witkoff e Jared Kushner a kiev

Kushner ha dichiarato che suo suocero Trump non solo è determinato a vedere la fine di questa guerra ma a garantire «una pace lunga e duratura» e consentire agli ucraini di incanalare la forza e l’ingegno dimostrati durante la guerra nello sviluppo del loro Paese. E non ha dimenticato di ringraziare i «partner tedeschi, francesi e britannici» che hanno partecipato ai colloqui.

 

Le posizioni restano distanti perché da una parte gli ucraini vivono per il quinto anno l’aggressione russa iniziata per distruggere il loro Paese e Zelensky ha sottolineato che l’obiettivo dei colloqui non è solo porre fine alla guerra ma evitare che Mosca li invada di nuovo; da parte sua, Putin continua a rifiutare un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del fronte perché vuole che Kiev ceda la parte del Donbass che controlla, oltre a rinunciare alle ambizioni di entrare nella Nato.

 

Putin continua a parlare della ragione «alla radice» della guerra, ovvero l’esistenza dell’Ucraina come Stato sovrano, che considera un progetto anti-russo dell’Occidente. Anche se la guerra non sta andando bene per la Russia e ci sono problemi economici, il presidente russo pensa che sta vincendo.

 

vladimir putin al cremlino con Steve Witkoff e Jared Kushner

E da Mosca ieri il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha dichiarato che l’accusa che la Russia sia stata coinvolta in un attacco di droni a Lipsia è «l’inizio della vera guerra».

 

La domanda, quindi, è che cosa abbia spinto Trump a far ripartire i colloqui. […] La guerra in Iran ha causato un aumento dei prezzi del petrolio e dell’inflazione problematico per il suo partito in vista delle elezioni di novembre per il Congresso e i governatori di 36 Stati.

 

La Russia è uno dei maggiori esportatori di petrolio al mondo ma la guerra, le sanzioni, gli attacchi contro le sue infrastrutture petrolifere hanno posto ulteriore pressione sui prezzi dell’energia in America. […]

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse

La guerra in Iran è la principale causa dell’aumento dei prezzi globali del greggio, ma l’amministrazione Trump potrebbe cercare potenzialmente di ridurre i prezzi del diesel sul fronte russo-ucraino vista la difficoltà di risolvere la crisi nello Stretto di Hormuz.

 

«Ci aspettiamo che la guerra continuerà», ha dichiarato comunque Zekensky in conclusione, aggiungendo che conta sull’appoggio americano per difesa missilistica ed energia nel duro inverno. […]

 

 

vladimir putin al cremlino con Steve Witkoff

2 - MISSIONE FALLITA, MISSIONE COMPIUTA: PUTIN E LA PARTITA DOPPIA PER BLANDIRE TRUMP

Estratto dell’articolo di Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

Quando i principali telegiornali di Stato parlano entrambi di «foro nella ciambella», che poi è il corrispettivo russo del nostro buco nell’acqua, c’è poco d’altro da aggiungere. Non è soltanto l’abituale tono di scherno dedicato ai presunti amici americani Witkoff & Kushner.

 

Quel Dyrka ot bublika è anche un giudizio sul fallimento della loro missione. Erano loro ad avere bisogno di noi, e non viceversa, è il messaggio per nulla subliminale che la propaganda del Cremlino ha affidato ai suoi megafoni di fiducia.

 

[…] L’editoriale di ieri di Mikail Rostovskij, buon interprete delle mosse del presidente russo e opinionista di peso, coniuga realismo e orgoglio patriottico per una sorta di rovesciamento dei ruoli.

 

Volodymyr zelensky Steve Witkoff e Jared Kushner a kiev

«L’improvvisa ondata di interesse di Trump per un confronto militare che a lungo ha dimenticato, è comprensibile. Il presidente degli Stati Uniti ha elezioni congressuali di medio termine estremamente importanti sul naso. Nelle migliori tradizioni politiche sovietiche (e, a quanto pare, antisovietiche), si suppone che debba conseguire alcuni risultati alla “data rossa del calendario”. E Trump non può ottenerli dove originariamente intendeva dimostrarli, in Iran. Così è venuto da noi. Non a ordinare, ma a chiedere».

 

donald trump vladimir putin anchorage alaska foto lapresse

La risposta di Putin è stata netta. Il tempo per gli Usa è scaduto, le false promesse di Anchorage pesano come un macigno, e lo faranno ancora a lungo per chiunque voglia tentare un negoziato con la Russia. «Troppo tardi», scrive il canale Telegram russo «Nezygar», che citando una fonte diplomatica ha descritto la posizione del Cremlino. […]

 

PACCHETTO COMPLETO

È una versione plausibile. Infatti, Putin ha anche rilanciato, riproponendo il pacchetto completo delle sue pretese per un cessate il fuoco, comprensivo di garanzie di sicurezza sull’allargamento della Nato e denazificazione dei vertici ucraini.

 

vladimir putin al cremlino con Steve Witkoff e Jared Kushner

Quando hai di fronte un interlocutore debole e bisognoso, alza il prezzo, scriveva nelle sue memorie Andrey Gromyko, il ministro degli Esteri più longevo della storia russa. Anche una fonte europea con residenza a Mosca concorda sul fatto che il processo di guerra e non di pace sia ormai irreversibile.

 

«Putin ha messo in chiaro che quel che gli serve è la cornice, ovvero gli accordi su Nato e governance ucraina. Al quadro, ovvero alla conquista dei territori del Donbass, ci pensa lui». Poco importa se la realtà del campo non corrisponde in pieno alla straordinaria avanzata dell’Armata russa così come lui l’ha descritta ai due emissari della Casa Bianca.  Il presidente russo è convinto di avere il tempo e l’inverno dalla sua parte, al contrario dell’Europa.

 

EQUILIBRISMI

Ma allora, qual è il significato di tutte queste smancerie, il ricevimento nel Salone Rosso del Cremlino? […] Non è solo una questione di protocollo ma di gesti simbolici.

JARED KUSHNER - KIRILL DMITRIEV - STEVE WITKOFF A MOSCA

 

Putin ha un bisogno estremo di mantenere un difficile equilibrio con gli Usa, e lo fa vellicando la vanità di Trump attraverso i suoi inviati. Così può continuare a fornire un sostegno non di facciata all’Iran, come ha ribadito al Forum di Vladivostok. Teheran non è uno dei tanti alleati ai quali si può voltare le spalle senza pagare dazio, come avvenuto spesso in questi ultimi anni.

 

Perché dietro agli ayatollah c’è anche l’ombra lunga della Cina, che sulla Russia esercita ormai una influenza politica ed economica sempre più forte, sempre più evidente. E allora, niente Ucraina, sul Medio Oriente vedremo, vaghe promesse. […]

vladimir putin incontra steve witkoff e jared kushner al cremlinoVolodymyr zelensky Steve Witkoff e Jared Kushner a kiev Volodymyr zelensky Steve Witkoff e Jared Kushner a kiev

 

Ultimi Dagoreport

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...