L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È UNA MINIERA D’ORO PER I FANCAZZISTI – GLI ”AI SLOP”, CONTENUTI DI BASSA QUALITÀ CREATI CON L’IA, SONO IL NUOVO MODO PER MONETIZZARE SUI SOCIAL CON IL MINIMO SFORZO – BASTA UN CLIC O UN “PROMPT” DI COMANDI PER GENERARE FOTO E VIDEO ASSURDI, SENSA SENSO, CHE ATTIRANO MILIONI DI VISUALIZZAZIONI, INTERAZIONI, E DI CONSEGUENZA GUADAGNI DA MIGLIAIA DI EURO, IN POCHISSIMO TEMPO – C’È ANCHE CHI SI SPACCIA COME “ESPERTO” CHE VENDE TUTORIAL PER CREARE QUESTI CONTENUTI – È L’ULTIMA DERIVA DEL RINCOJONIMENTO SOCIAL, DOPO IL BOOM DELL’”ITALIAN BRAINROT”… - VIDEO

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A COSA E\' SERVITA L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL NOSTRO PAESE? A CREARE GLI \'ITALIAN BRAINROT\'

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Estratto dell’articolo di Ivan Miralli per www.corriere.it

 

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Poca fatica, massima resa: sembrerebbe proprio questo il mantra perseguito da centinaia di content creator di tutto il mondo con la condivisione sui social network di video generati dall’intelligenza artificiale.

 

[…] grazie all’avvento dell’AI, oggi basta un semplice click e un breve prompt di comandi per generare contenuti virali in grado di portare visualizzazioni, commenti e conseguentemente guadagni da migliaia di dollari in pochissimo tempo. […]

 

AI SLOP: IL CONTENUTO SPAZZATURA CHE RIPAGA (ANCHE BENE)

“AI Slop”, così è stato recentemente definito il mare magnum di contenuti video (e non) generati con l’intelligenza artificiale, che abbracciano la quantità a discapito della qualità. […] Tra gli esempi più recenti di questo fenomeno spicca Luis Talavera, fino a poco fa un comunissimo impiegato trentunenne proveniente dall’Idaho (Stati Uniti), che lo scorso giugno è diventato virale su TikTok pubblicando un video generato dall’intelligenza artificiale, con protagonista un anziano che dichiara di essersi "sporcato i pantaloni", rimando ad un possibile episodio di incontinenza.

 

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Non si è trattato però di un caso singolo e confinato, anzi: comprendendo la potenzialità di questi strumenti generativi, Talavera ha pubblicato nelle due settimane successive ben 91 video generati con lo stesso metodo, raccogliendo un folto pubblico di 180.000 follower, che nei commenti si è interrogato sulla veridicità di quegli stessi contenuti.

 

In realtà lo sa bene, Talavera, che questi contenuti presentano standard qualitativi decisamente bassi: quando però ti permettono di guadagnare più di 5000 dollari al mese attraverso il programma ricompense di TikTok, comodamente seduto sul divano con la sua bambina in braccio, ecco che lì il discorso cambia e l’etica scricchiola.

 

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Ne è a conoscenza anche Adele (l’assenza del cognome è voluta), una studentessa ventenne della Florida, che ha addirittura deciso di mettere momentaneamente in pausa l’università per massimizzare i profitti ottenuti dai suoi video generati con l’AI. Le sarebbe bastato un video di una finta influencer che mangia frutta in vetro per racimolare 886 dollari nell’arco di appena 4 giorni, un risultato decisamente ineguagliabile anche nei lavori più qualificati e ben pagati.

 

C’è anche possibilità di imparare, grazie ad alcuni utenti (tra cui la stessa Adele) che hanno deciso di mettere in vendita guide e abbonamenti per la realizzazione di video AI di successo, al costo di una decina di dollari o poco più, con utili suggerimenti sulla correzione dei colori e delle animazioni.

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LA MANCATA REGOLAMENTAZIONE: IL “FAR WEST” DEI CONTENUTI

A sollevare maggiore perplessità sarebbero proprio le principali piattaforme social come Facebook, Instagram, TikTok, LinkedIn e compagnia cantante, che anziché decidere di regolamentare con fermezza il fenomeno dell’AI slop, hanno invece scelto di incoraggiarlo e accoglierlo a braccia aperte: un recente studio delle Università di Stanford e Georgetown avrebbe perfino dimostrato che gli algoritmi di suggerimento di Facebook incentivano tali contenuti, complice il loro elevato engagement  tra commenti, visualizzazioni, like e condivisioni.  […]

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