michele serra

LEGGETE “L’AMACA” DI MICHELE SERRA SUL BULLISMO E SCUOLA E VERGOGNATEVI PER LUI - L’EDITORIALISTA DI “REPUBBLICA”, ARALDO DELLA PIU’ AUTOREFERENZIALE SINISTRA PROGRESSISTA, SFODERA TUTTO IL SUO CLASSISMO E LE PEGGIORI APPROSSIMAZIONI PER “SPIEGARE” LA MOLTIPLICAZIONE DEGLI EPISODI DI VIOLENZA IN CLASSE CONTRO I PROFESSORI - ECCO COSA HA SCRITTO...

1 - MICHELE SERRA SI AUTODENUNCIA: «CHE SCHIFEZZA IL POPOLINO»

Andrea Scaglia per “Libero quotidiano”

 

michele serra (1)

Il popolo? «Deboli, ignoranti. Perfino imbarazzanti». Leggere Michele Serra, editorialista di Repubblica e maître à penser del progressismo più colto e spiritoso, è utile per comprendere gli umori della sinistra evoluta. Quella che un tempo, per dire, si sarebbe messa a capo della massa per traghettarla verso l' agognato sol dell' avvenire. Un tempo.

 

La massa, per l' appunto. Nel pezzullo di ieri, Serra tocca un argomento d' attualità: il moltiplicarsi degli episodi di intimidazione di alunni contro professori. E rimarca che «non è nei licei, è negli istituti tecnici e nelle scuole professionali che la situazione è peggiore».

MICHELE SERRA E. IL BULLISMO A SCUOLA

 

Spiegando che «il livello di educazione e di rispetto delle regole è direttamente

proporzionale al ceto sociale di provenienza». Cioè: più si è in alto nella scala sociale, più si dispone di educazione e senso civico. Poi Serra allarga il discorso al "populismo" e arriva a sentenza: «Il popolo è più debole della borghesia, e quando è violento è perché cerca di mascherare la propria debolezza, come i ragazzini tracotanti e imbarazzanti che fanno la voce grossa con i professori per imitazione di padri e madri ignoranti, aggressivi, impreparati alla vita».

 

Ora, a parte il fatto che Serra dimentica come, in realtà, anche e soprattutto i pargoli di buona famiglia siano spesso protagonisti di episodi di prepotenza, scolastica e non solo. Ma suona strano notare come il ceto sociale a cui si riferisce sia quello che un tempo, tanto tempo fa, votava in massa a sinistra, e a cui la stessa sinistra intendeva riferirsi. Quel "popolo" indicato come la parte sana della società, portatore di istanze progressiste. Mentre adesso quella stessa classe, da "rude razza pagana", è diventata "razza cialtrona". Ora che non votano più a sinistra son diventati brutti, sporchi e maleducati.

 

prof bullizzato da alunni

In effetti non ci vuole la cultura di un sociologo per capire che ci sono momenti in cui una crisi economica e politica, che in genere si riflette anche in una crisi di convivenza, porta la gente a far fronte comune anche nel senso più deteriore, a indirizzare la propria rabbia e i propri insulti contro chi si ritiene abbia la responsabilità della situazione. Dinamica su cui, peraltro, i comunisti - Serra, a quanto si sa, si è iscritto al Partito nel 1974 - hanno all' epoca puntato molto in attesa di una mai arrivata prospettiva rivoluzionaria.

 

Ma ancor più interessante è notare come, ancora una volta, un ascoltato intellettuale di sinistra punti il dito contro l'insofferenza delle persone semplici e magari non così attrezzate culturalmente, scordando l'incapacità della sinistra stessa di farsi capire da loro. In questo senso, parecchio istruttivo risultò quel che disse a chi scrive, anni fa, un operaio di Sesto San Giovanni, la "Stalingrado d' Italia" poi divenuta terra di conquista per la Lega.

 

prof bullizzato da alunni

«Qui vicino c' è un campo rom - spiegò il signore -, e io non ho nulla contro i rom. Però io abito al primo piano, mi sono entrati in casa tre volte per rubare, guadagno poco e ho due figli. È arrivato quello di Rifondazione Comunista e ha usato un sacco di paroloni per dirci che i rom sono buoni, che dobbiamo andarci d' accordo. Poi è arrivato quello della Lega, e lui invece ha detto: noi vogliamo sbaraccare il campo. Io ho votato Lega». Evitare di affrontare i problemi con concretezza, sia pur dal proprio punto di vista, significa dare spazio all' estremo opposto. Questo non è populismo, Serra. Questa è la vita.

 

2 - LUCCA, UNA RISPOSTA ALL’AMACA CLASSISTA DI MICHELE SERRA

Francescomaria Tedesco per https://www.ilfattoquotidiano.it

 

MICHELE SERRA

La colpa non è di nessuno. Semmai dei poveri. Sembrano i Monty Python, invece è Michele Serra, che commentando i fatti di Lucca, dove un ragazzino è stato filmato mentre teneva un atteggiamento violento e intimidatorio nei confronti di un professore, ha scritto che “il livello di educazione, di padronanza dei gesti e delle parole, di rispetto delle regole è direttamente proporzionale al ceto sociale di provenienza”. Questa affermazione intenderebbe forse denunciare la struttura classista della nostra società, ma siccome è falsa non vuole, in realtà, che riprodurla.

 

I poveri delinquono di più, sono ignoranti come i loro genitori, sono aggressivi e impreparati alla vita, dice Serra. Il che significa che i ricchi, i figli dei dottori, sono migliori, e lo sono deterministicamente. Per parodiare quanto Marx diceva a proposito della monarchia – e per prendere in giro Serra e le sue ottocentesche posizioni – si potrebbe dire che “il segreto dell’andare bene a scuola ed essere educati è la zoologia”.

 

michele serra e francesco piccolo

Naturalmente il discorso scivola sul populismo, inteso da Serra come una generica esaltazione del popolo, dunque della massa informe. Una vecchia storia, che risale alla distinzione delle forme di governo nell’antichità classica, e che arriva, frusta, ai nostri tempi. Aristotele distingueva la politeia dalla democrazia come governo a vantaggio dei poveri, condotto dai poveri, dalla plebe, una forma corrotta, così come per Rousseau la democrazia si trasforma in oclocrazia.

 

Ma non meriterebbe altro commento un’uscita del genere su un fatto di cronaca, se essa, andando oltre il fatto stesso, non denunciasse involontariamente tutta l’insipienza delle classi dirigenti nel cogliere i fenomeni, tutta la chiusura che esse dimostrano nei confronti di quelle che, non capendo, indicano come minacce ai loro status.

prof bullizzato da alunni

 

Intanto partirei da questo fatto: i riformatori e le carceri sono pieni di poveri perché il diritto penale e dell’esecuzione penale prediligono la repressione di fenomeni legati alla povertà e alla subalternità. Detto in altri termini, in carcere vanno solo i poveracci non perché sono poveracci, ma perché il sistema penale preferisce punire loro piuttosto che, per esempio, i colletti bianchi.

 

Questo però non è un dato universale: nella Repubblica Popolare Cinese, i reati considerati di maggiore pericolosità sociale e di maggiore offensività verso la comunità non sono, per esempio, lo spaccio, ma i reati contro lo Stato e la pubblica amministrazione.

 

michele serra

Non sto dicendo di preferire la Cina (perché lì per esempio questi criteri si abbattono sul dissenso, anche quello espresso in forma religiosa), sto dicendo che la composizione sociale dei detenuti rispecchia le politiche penali, che si fondano su scelte che derivano da specifiche impostazioni culturali, filosofiche, religiose, etc. Per stare all’Europa, l’Italia punisce un colletto bianco ogni 65 pusher, mentre in Germania il numero dei detenuti della prima categoria sopravanza quelli della seconda.

 

prof bullizzato da alunni

Ma in generale Serra non fa che ripetere il mantra borghese della virtù salvifica della cultura, che deve essere necessariamente mediata dalla ‘buona educazione’. Non sarà compito mio citare statistiche e dati. Faccio mio quanto ha affermato la saggista e insegnante Claudia Boscolo su Quora: “In nessun modo un istituto tecnico può essere considerato un refugium peccatorum, un’ultima spiaggia, o la scuola dei bulli o dei poco dotati. In realtà, l’istituto tecnico in Italia è una scuola molto seria, dove si studia molto e materie impegnative.

 

È anche, contrariamente a quanto si crede, la scuola superiore dove si boccia di più. In nessun caso si può pensare che all’istituto tecnico passino tutti, che il diploma sia più facile e altre banalità associate a un percorso di studio non liceale da chi – avendo frequentato un liceo – non ha un’esperienza di prima mano di questo indirizzo di studi”.

 

prof bullizzato da alunni

Forse ciò che invece dimostra l’articolo di Serra è che le vicende di Lucca de te fabula narratur: della incapacità, cioè, degli adulti, dei vecchi, della classe dirigente, degli educati e dei capaci, del ceto medio riflessivo, di guidare i giovani, il popolo, le masse, verso le magnifiche sorti e progressive di cui essi sono i (self-appointed) cantori. E allora l’inganno non è nell’aver convinto le persone che siamo tutti uguali, l’inganno consiste nell’aver detto che quelle sorti non solo erano vere, ma che erano a portata di mano di tutti. E se il populismo, come lo chiama Serra con orrore, dilaga, è per la consapevolezza dell’irraggiungibilità dei livelli di benessere, ricchezza, disponibilità, possibilità di prendere l’ascensore sociale dei genitori.

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO