fakir agenti di polizia

“LO STAVAMO BLOCCANDO E HA REAGITO CON DEI MORSI” -  I POLIZIOTTI COINVOLTI NEL CASO ABDERRAHIM FAKIR  AFFIDANO AI LORO AVVOCATI UNA RICOSTRUZIONE SUL NUOVO VIDEO IN CUI SI VEDE UNA CHIAZZA DI SANGUE SOTTO LA TESTA DEL 42ENNE MAROCCHINO MORTO A BOLOGNA: “SI DIMENAVA, SCALCIAVA. GLI TENEVAMO FERMA LA TESTA PERCHÉ NON SI FACESSE MALE” - SECONDO LA RICOSTRUZIONE DEGLI AGENTI A UN CERTO PUNTO FAKIR SI SAREBBE DIVINCOLATO, STRISCIANDO "PER TERRA”: A CAUSA DI QUESTI MOVIMENTI, IL 42ENNE SI SAREBBE "TAGLIATO" - DOPO GLI INSULTI SUI SOCIAL IL SINDACO DI BOLOGNA MATTEO LEPORE FINISCE SOTTO SCORTA - VIDEO

 

1. LA DIFESA DEI POLIZIOTTI: "LO STAVAMO BLOCCANDO E HA REAGITO A MORSI, FERENDOSI ALLA NUCA"

Estratto dall’articolo di Andreina Baccaro per “il Corriere della Sera”

 

C’è sangue sul volto di Abderrahim Fakir e un’altra chiazza, abbastanza copiosa, sotto la sua testa, quando una poliziotta della Scientifica toglie il lenzuolo per fare i rilievi.

 

Nuovo video su morte Abderrahim Fakir 23

[...] Su come Abderrahim si sia provocato quelle ferite che lo hanno fatto sanguinare è il difensore dei due poliziotti Gabriele Bordoni, incrociando le immagini della webcam dell’agente più giovane, le loro testimonianze e altri video, ad avanzare un’ipotesi (di parte): «Il sangue arriva dalla nuca», che si ferisce «strisciando per terra», mentre quelli sul volto sono i «rivoli scivolati in avanti quando era col viso all’ingiù». 

 

Riavvolgiamo il nastro su quello che i poliziotti hanno raccontato, e in parte si vede nelle riprese dalla webcam, fin qui: «Siamo intervenuti per immobilizzarlo», dicono al loro legale, subito dopo il contatto con l’automobilista contro la cui auto si era scagliato. «In fasi progressive». Ma Fakir cade a terra, sotto il peso dell’automobilista, che sembrerebbe spintonarlo, e del poliziotto che tenta di fermarlo.

 

Nuovo video su morte Abderrahim Fakir 21

«Si dimenava, scalciava — ha raccontato ancora un agente —, poi, mentre gli tenevamo ferma la testa perché non si facesse male, è riuscito a mordere la gamba» di uno dei due. È in questo frangente che secondo Bordoni il 42enne si ferisce alla nuca perché, «nel momento in cui, sfuggendo alla presa del poliziotto, che teneva la mano sotto perché questi non sfregasse contro l’asfalto, a un certo punto Fakir riesce a divincolarsi, si muove rapidamente, abbranca la gamba, va a mordere il polpaccio».

 

Nel fare questo, avrebbe «strisciato per terra avanti e indietro e lì si taglia». Da lì arriverebbe anche il sangue che il 42enne aveva sul volto, scivolato mentre era a pancia in giù. Sarà l’autopsia a stabilire quale sia la verità. Ma c’è una cosa che i due agenti hanno riferito con certezza al loro difensore: «Il pensiero che ci tormenta è di essere intervenuti per salvare una persona che non stava bene, cercando di fare tutto nel miglior modo possibile e invece è morto». [...]

Nuovo video su morte Abderrahim Fakir 22

 

Il dialogo Tornando ai momenti precedenti la manovra di immobilizzazione a terra di Fakir, ci sono anche dei video girati dai testimoni che lo riprendono steso a terra, disperato, mentre gli agenti, che stanno aspettando l’arrivo dell’ambulanza, cercano di convincerlo ad alzarsi. «Ci siamo accorti subito che stava male — diranno ancora al loro avvocato —, abbiamo escluso di utilizzare il taser per evitare effetti avversi. Abbiamo ingaggiato un dialogo, lui un po’ stava buono un po’ si agitava, abbiamo chiesto a un residente di scendere con un bicchiere d’acqua». Quel bicchiere però Fakir lo avrebbe scagliato contro uno degli agenti. Finché non è sopraggiunta l’auto. [...]

 

Un’altra cosa i poliziotti hanno tenuto a precisare: «Nessuno dei volontari ci ha chiesto di togliergli le manette. È stato uno dei due agenti a strappargli la maglietta per permettere ai soccorritori di eseguire le manovre di rianimazione». Solo quando arriverà il medico, dirà agli agenti di togliere le manette dai polsi di Fakir, a quel punto già senza vita.

 

2. DAGLI INSULTI ALLE MINACCE, LEPORE FINISCE SOTTO SCORTA.“STATO DI DIRITTO IN PERICOLO”

 

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore con la famiglia di Abderrahim Fakir

Estratto dall’articolo di Emanuela Giampaoli per “la Repubblica” 

 

A una settimana esatta dalla morte di Abderrahim Fakir, l’uomo di 42 anni morto al Pilastro domenica scorsa, il sindaco di Bologna finisce sotto scorta. Lo ha deciso la Prefettura, dopo le minacce di morte ricevute sui social da Matteo Lepore. [...]

 

ABDERRAHIM FAKIR

Gli hanno scritto: “Ti vogliamo come Fakir” e “Speriamo che qualcuno ti pianti un proiettile in testa”. In uno dei messaggi pubblici compare il suo indirizzo di casa. Lo invitano a fare attenzione alla famiglia. Toni e parole tali da indurre ad assegnargli un agente della Guardia di Finanza: è il primo grado di accompagnamento. Una vigilanza attiva. Ce l’hanno con Lepore per gli scontri di lunedì scorso che hanno portato al ferimento di 64 agenti e danni alla città per 200mila euro.

 

SCONTRI BOLOGNA MANIFESTAZIONE DOPO MORTE FAKIR

Con il rischio oggi di fare il bis, visto che in serata è in programma una nuova manifestazione. Stavolta al Pilastro, sulla carta pacifica, ma indetta dalle stesse sigle che martedì sera hanno portato alla devastazione e l’allerta è elevata.  [...]

 

Lepore mette in fila mail, telefonate, persino incontri con la Questura per organizzare l’evento. Non era l’iter formale, gli viene fatto notare. Il Viminale avvia immediatamente una verifica. A fare quadrato intorno al sindaco arriva la lettera di 35 sindaci di centrosinistra, da Roberto Gualtieri a Beppe Sala, da Silvia Salis a Sara Funaro passando per Gaetano Manfredi, per chiedere lo stop degli attacchi istituzionali. [...]

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