madonna nello spot the one di dolce e gabbana

MADONNA, CHE STRAZIO: LA NONNETTA DEL POP FA ANCORA LA SEXY NELLO SPOT DI DOLCE E GABBANA – LA COPPIA DI SARTI HA INGAGGIATO LA CANTANTE PER RILANCIARE UN NUOVO PROFUMO, L’HA AGGHINDATA CON GUEPIERE E SOTTANA E L’HA FATTA DIVENTARE PROTAGONISTA DI UNO SPOT IN CUI CONTINUA A ESSERE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI DUE MANZI, UNO DEI QUALI POTREBBE ESSERE IL NIPOTE - IL TUTTO SULLA NOTE DELLA FAMOSISSIMA “LA BAMBOLA” DI PATTY PRAVO MARTORIATA DA MADONNA – DOLCE E GABBANA: “SIAMO AMICI DA UNA VITA. LA SUA ENERGIA NON È LA STESSA DEI SUOI VENT'ANNI. HA ADATTATO IL LINGUAGGIO AL TEMPO CHE PASSA, DIVENTANDO PIÙ SOFISTICATA E MENO SFACCIATA…” - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Serena Tibaldi per “la Repubblica”

 

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«Continuavamo a chiederci chi potesse rappresentarci al meglio. E poi lo abbiamo capito. Chi più di Madonna, la popstar assoluta, la più leggendaria, che è parte della nostra storia e a cui vogliamo un bene dell'anima?».

 

Hanno ragione Domenico Dolce e Stefano Gabbana: Madonna è la perfetta testimonial per The One, la loro fragranza nata nel 2006 e ora in fase di rilancio con due nuove versioni da donna e da uomo.

 

Lei concorda con loro: «La nostra amicizia risale a tanto tempo fa: eravamo giovani artisti pronti a sfidare le convenzioni, con la stessa voglia di provocare e restare coerenti con noi stessi».

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Nella campagna svelata ieri, la cantante non è solo la protagonista dello spot e degli scatti di Mert Alas, accanto all'attore cubano Alberto Guerra, ma interpreta anche la colonna sonora. Ecco l'altra grande sorpresa: per l'occasione Madonna ha realizzato la cover di uno dei più famosi successi di Patty Pravo, La bambola. È la prima volta che l'artista canta in italiano […]

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Lingua a parte, come avete scelto il brano?

«Lei è una grande fan di Patty Pravo, perciò ha subito detto che voleva interpretare un suo pezzo. Dopo un po' di incontri, ci siamo trovati tutti d'accordo sul fatto che La bambola fosse la scelta giusta: ricorda molte sue ballate ed è perfetta per le atmosfere della campagna di The One, giocata sul filo del desiderio».

 

Nel video e nelle foto l'erotismo è palpabile: avete deciso anche questo aspetto con lei?

«Certo. È stata una collaborazione alla pari [...] è di una meticolosità spaventosa, non si ferma finché non è soddisfatta. Ha preteso di continuare a girare per l'intera notte perché non era convinta del risultato, nonostante tutti le dicessimo che fosse perfetto. È molto esigente, con se stessa e gli altri: è l'unica persona che ci mette in soggezione».

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Madonna è una donna matura, la sua sensualità è più adulta rispetto ai modelli che circolano oggi nelle pubblicità e sui social media.

«Ovviamente la sua energia non è la stessa dei suoi vent'anni. Ha adattato il linguaggio al tempo che passa, diventando più sofisticata e meno sfacciata, ma sempre riconoscibile. Noi l'abbiamo vestita per come è oggi: guêpière di pizzo, calze autoreggenti, sottovesti lunghe e fascianti».

 

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Come l'avete conosciuta?

«È una storia lunga, che per noi inizia a Torino, nel 1988 o forse 1989, a un suo concerto. Eravamo lì da semplici spettatori [...] Qualche giorno dopo vediamo su un giornale alcune foto che le avevano scattato a un party a Parigi: era tutta in Dolce&Gabbana. Contattiamo il suo team per mandarle dei capi e lei accetta subito».

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Nel documentario "Truth or dare" del 1991 mostra orgogliosa una vostra camicia, regalo del suo fidanzato dell'epoca, Warren Beatty.

«Ci avvisò un nostro amico che aveva visto il trailer. Lo mandammo a quel paese: pensavamo avesse capito male, invece era vero. Poco dopo ci diede appuntamento da Silvano, un ristorante di New York.

 

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Voleva conoscerci. Noi arrivammo un'ora prima, sudavamo freddo per l'emozione. Ci fece sentire subito di famiglia, invitandoci a passare il giorno del Ringraziamento con lei. Andavamo spesso in discoteca insieme: presto, quando c'era ancora poca gente, perché altrimenti era un putiferio. Quando la vedevano i fan si mettevano in fila con una banconota da un dollaro in mano per farsela autografare».

 

È stata spesso vostra ospite in Italia.

«A Roma organizzammo una cena dopo la prima del film Evita: volle invitare Monica Vitti, la sua attrice italiana preferita insieme a Monica Bellucci, e Michelangelo Antonioni. Quando vide il regista, gli si inginocchiò accanto per presentarsi. Volle conoscere anche Raoul Bova, con cui poi girò uno spot.

 

Lui era molto intimidito. Un'altra volta era nostra ospite a Milano e doveva girare un video: le offrimmo il Metropol, lo spazio in cui sfiliamo, preparandole decine di look. Alla fine, usò il vestito di un altro brand. Nessun rancore, ha fatto quello che riteneva giusto. Le vogliamo troppo bene».

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Si arrabbierebbe se collaboraste con un'altra popstar?

«No, perché sa di essere unica. Non teme certo la concorrenza».

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