MAIALI, FIGLI, AMORI, BOLLORI E POESIE: LA VITA ECCITANTE DI ELEONORA D’AQUITANIA – UN SAGGIO DI ANNAROSA MATTEI RIPERCORRE LA STORIA POCO RACCONTATA DELLA SMAGLIANTE REGINA “RIBELLE” DI FRANCIA E D’INGHILTERRA E MADRE DI RICCARDO CUOR DI LEONE E GIOVANNI SENZA TERRA – LA SUA FORTUNA FU LA MORTE DEL COGNATO FILIPPO, PER COLPA DI UN…PORCO: UN MAIALE SI ERA INFILATO TRA LE ZAMPE DEL SUO CAVALLO FACENDOLO CADERE. COSÌ LA BELLISSIMA E LASCIVA ELEONRA DIVENNE REGINA (LA PRIMA VOLTA) – L’AMICIZIA CHIACCHERATA CON LO ZIO RAIMONDO DI POITIERS PORTÒ ALL’ANNULLAMENTO DELLE PRIME NOZZE. DUE CAVALIERI TENTARONO DI RAPIRE ELEONORA, MA LEI SI PROPOSE COME MOGLIE AL DUCA DI NORMANDIA, CHE ACCORSE “CAVALCANDO IMPETUOSAMENTE”
Estratto dell’articolo di Daria Galateria per “la Repubblica”
ANNAROSA MATTEI - ELEONORA D'AQUITANIA
Due volte regina, di Francia e d'Inghilterra, e madre di due re, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni senza Terra, la smagliante Eleonora d'Aquitania più ancora teneva al titolo di duchessa della sua terra, dove fioriva la civiltà cortese occitana, la più alta mai espressa in Europa – così scriverà Simone Weil, lasciandosene, a quasi mille anni di distanza, influenzare.
Nel lignaggio di Eleonora c'è il primo e sommo dei trovatori, Guglielmo IX, autore della sublime poesia sul nulla: «Farò un verso di puro niente, / non su di me né su altra gente...». Nonno di Eleonora, apre i ritratti collaterali della biografia sapiente e suggestiva di Annarosa Mattei, Eleonora d'Aquitania. Storia di una regina ribelle e della sua scienza d'amore (Salani), feconda di mille temi e di figure.
[…] Primogenita, appena uscita dall'adolescenza Eleonora fu duchessa d'Aquitania e Guascogna, e subito andò sposa, nel 1137, all'erede dei Capetingi, i re di Francia. A Parigi la corte era sobria e doppiamente devota, per lavare la macchia della recente morte, giudicata ignominiosa, dell'erede designato: un maiale (un porcus diabolicus, per le cronache) si era infilato tra le zampe del suo cavallo, portandolo a una caduta rovinosa.
Si ritrovò dunque di colpo erede al trono il secondogenito Luigi, che era religiosissimo e di carattere «poco ameno»: e subito gli capitò una moglie colta, bellissima, libera di modi e ricca nell'abbigliamento, circondata di cavalieri, musici e poeti, abituata a un'animatissima vita. La corte fu sconcertata, lui sedotto.
Il racconto di Annarosa Mattei si infervora su alcuni temi, e in alcuni momenti chiave – quando Eleonora, nel brevissimo intervallo tra due mariti, può governare personalmente la sua amata Aquitania – i documenti, riportati, certificano la sua competenza.
All'annullamento del matrimonio con Luigi VII (favorito dall'amicizia troppo viva e chiacchierata che Eleonora, seguendolo nella seconda crociata, aveva intrecciato con lo zio Raimondo di Poitiers, re di Antiochia) subito due cavalieri, un Blois e un d'Angiò, tentarono di rapire Eleonora per costringerla a sposarli; ma lei inviò un messaggio al duca di Normandia, fratello di un rapitore mancato, per proporsi come moglie.
Lui, più giovane di lei di dieci anni, accorse «cavalcando impetuosamente»; di fisico atletico e interessato alle lettere, divenne re d'Inghilterra e della più brillante delle corti; ebbero otto figli, e fioriva, incrociato alla raffinatezza occitana, il ciclo arturiano.
Ma il tema profondo del saggio, e il suo rimpianto, è che la civiltà della fin'amor aveva uno specchio nel movimento cataro, evangelismo dell'uguaglianza, dei beni e della conoscenza – paratge: paritario accesso, anche alle donne, alle sacre scritture. Quando la Chiesa, sostenuta dal re di Francia, proclamò la crociata contro l'"eresia" catara, un popolo, la civiltà occitana, la sua memoria e la sua stessa lingua furono sterminati.
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