benjamin netanyahu cisgiordania

MENTRE IL MONDO GUARDA ALLE BOMBE, ISRAELE METTE LE MANI SULLA CISGIORDANIA – FRANCESCA MANNOCCHI: “NELLE ORE SUCCESSIVE AGLI ATTACCHI, ISRAELE HA ANNUNCIATO LA CHIUSURA DI TUTTI I PASSAGGI CON I TERRITORI PALESTINESI. LA CISGIORDANIA APPARE COSÌ SEMPRE PIÙ COME UN ARCIPELAGO DI CITTÀ E VILLAGGI PALESTINESI UNITI DA APERTURE PRECARIE, ESPOSTE A UNA REVOCA CONTINUA. LA GUERRA CON L'IRAN OFFRE A QUESTA ARCHITETTURA DEL CONTROLLO UNA NUOVA COPERTURA E UNA NUOVA INTENSITÀ. L'ANNESSION AVANZA COME TRASFORMAZIONE PROGRESSIVA DEL POTERE SUL TERRITORIO..."

Estratto dell’articolo di Francesca Mannocchi per “la Stampa”

 

CHEESE GIORDANIA - BENJAMIN NETANYAHU - MEME BY EMILIANO CARLI

L'allargamento della guerra con l'Iran si è tradotto in Cisgiordania in una stretta immediata e tangibile. Nelle ore successive agli attacchi, Israele ha annunciato la chiusura di tutti i passaggi con i territori palestinesi, compresi quelli della Cisgiordania e quelli di Gaza, incluso Rafah, lasciando aperta soltanto una deroga limitata per alcuni lavoratori considerati essenziali.

 

Per i palestinesi, questa guerra entra così nella vita quotidiana nella forma più concreta: il tempo degli spostamenti si allunga, il lavoro si allontana, raggiungere un ospedale, una scuola, una città vicina dipende sempre di più dall'apertura di un cancello, dall'attesa a un posto di blocco, da un ordine militare. [...]

SOLDATI ISRAELIANI IN CISGIORDANIA

 

il nuovo conflitto regionale non inaugura una condizione diversa, la esaspera e la rende più dura, restringendo ancora lo spazio e consegnando alla Cisgiordania il peso pieno di un territorio tenuto sotto pressione.

Il movimento, per i palestinesi, attraversa una trama sempre più fitta di blocchi che hanno spezzato l'unità del territorio e trasformato la continuità geografica in una sequenza di passaggi incerti.

coloni aggrediscono i palestinesi in cisgiordania

 

Nel corso del 2025, le restrizioni di accesso hanno ostacolato centinaia di operazioni umanitarie, e in 457 casi il blocco ha riguardato direttamente gli spostamenti interni. [...]

 

La Cisgiordania appare così sempre più come un arcipelago di città e villaggi palestinesi uniti da aperture precarie, esposte a una revoca continua. La guerra con l'Iran spinge questa dinamica a una soglia ulteriore, allargando ancora il controllo sul movimento e rendendo ancora più netta la frammentazione dello spazio.

coloni aggrediscono i palestinesi in cisgiordania

 

[...] La misura di sicurezza diventa così una tecnica di governo dello spazio: chi entra, chi esce, chi aspetta, chi rinuncia. La guerra con l'Iran offre a questa architettura del controllo una nuova copertura e una nuova intensità, perché ogni emergenza regionale rafforza il potere del comando militare sul tempo ordinario dei palestinesi. In questa Cisgiordania sempre più stretta, la sicurezza non coincide con una protezione condivisa, ma con una gerarchia imposta sul territorio.

 

coloni aggrediscono i palestinesi in cisgiordania

Per i palestinesi prende la forma delle incursioni, degli attacchi dei coloni, delle case danneggiate o perdute, delle comunità costrette a spostarsi, spazi di vita che si assottigliano. Anche i dati delle ultime settimane dicono questo con chiarezza: morti, feriti, nuove famiglie sfollate, altre demolizioni. Ma il punto, più dei numeri, sta nella direzione complessiva del processo.

 

La pressione militare, la violenza dei coloni e le restrizioni di accesso agiscono insieme e producono lo stesso effetto: rendono la presenza palestinese più fragile, più intermittente, più esposta alla possibilità concreta di scomparire da intere porzioni di territorio.

 

coloni aggrediscono i palestinesi in cisgiordania

La terra cambia prima ancora di cambiare nome; cambia quando abitare, coltivare, lavorare, restare smette di essere una condizione stabile e diventa una prova quotidiana di resistenza. È qui che la guerra con l'Iran tocca il nodo più profondo della Cisgiordania, perché incontra un processo già in corso e gli offre una copertura ulteriore. L'annessione, oggi, non avanza soprattutto come gesto solenne o come dichiarazione definitiva.

Avanza come trasformazione progressiva del potere sul territorio.

 

coloni incendiano moschea a Kifl Hares, vicino ad Ariel in cisgiordania

Avanza nel momento in cui Israele amplia i propri strumenti amministrativi sulla terra, rafforza la presa sui registri, estende il proprio controllo sulle procedure che stabiliscono chi possiede, chi costruisce, chi resta. Le misure approvate a febbraio - maggiore facilità per gli acquisti fondiari da parte dei coloni, ampliamento del controllo amministrativo israeliano sulla terra, ulteriore radicamento dell'amministrazione israeliana nelle aree occupate - vanno lette dentro questa traiettoria: non come passaggi tecnici, ma come un ulteriore slittamento del confine tra occupazione e sovranità.

 

coloni mascherati picchiano contadini palestinesi in cisgiordania 1

Il loro significato politico sta proprio nell'occupazione che assume sempre più il volto di un ordine stabile, di una realtà che non si presenta più come transitoria ma come struttura destinata a durare. La guerra regionale rende questo passaggio ancora più insidioso, perché sposta lo sguardo del mondo sul fronte militare e lascia alla Cisgiordania il silenzio necessario a consolidare sul terreno un altro fatto compiuto.

 

Il 24 febbraio, una dichiarazione firmata da ventidue ministri degli Esteri e da due organizzazioni regionali ha parlato apertamente di "annessione di fatto", indicando la precisa traiettoria di riclassificazione di terra palestinese come "terra di Stato" israeliana, accelerazione dell'attività coloniale, consolidamento dell'amministrazione israeliana. Il cuore del problema sta qui. La guerra regionale sposta lo sguardo del mondo verso il confronto fra Stati; intanto, in Cisgiordania, il conflitto apre lo spazio politico per trasformazioni più silenziose e più durevoli, proprio perché l'emergenza alza la soglia di tolleranza e rende ogni misura più facile da far passare come necessità.

bezalel smotrich presenta piano per annettere 82 per cento della cisgiordania 2

 

Gaza mostra il punto estremo della stessa logica. La chiusura dei valichi annunciata il 28 febbraio riguarda i passaggi da cui dipendono l'ingresso degli aiuti e l'uscita dei pazienti che cercano cure urgenti.

 

Rafah aveva riaperto ai primi di febbraio per un flusso minimo di persone, soprattutto malati; adesso quel varco si richiude di nuovo. Nelle settimane precedenti, il quadro umanitario restava già gravissimo: oltre 18.500 pazienti, fra cui 4.000 bambini, aspettavano un'evacuazione medica, mentre l'intera popolazione della Striscia continuava a vivere di assistenza dopo mesi di sfollamento di massa.

MEZZI CATERPILLAR UTILIZZATI DA ISRAELE IN CISGIORDANIA

 

Gaza e Cisgiordania seguono due linee diverse della stessa pressione: a Gaza la vita palestinese passa attraverso la devastazione e la dipendenza assoluta dagli accessi; in Cisgiordania passa attraverso la chiusura progressiva dello spazio, la frammentazione territoriale, la trasformazione dell'occupazione in un assetto sempre più permanente. Per questo il significato di questa guerra va oltre la cronaca delle ore immediate: il conflitto con l'Iran offre al governo israeliano un contesto favorevole per consolidare una trasformazione già avanzata.

coloni mascherati picchiano contadini palestinesi in cisgiordania 3COLONI ASSALTANO LA CASERMA DELL ESERCITO EBRAICO A BINYAMIN IN CISGIORDANIABEZALEL SMOTRICH MOSTRA L INSEDIAMENTO E1 IN CISGIORDANIAinsediamento E1 CISGIORDANIALA MAPPA DELLA STRISCIA DI GAZA E DELLA CISGIORDANIA

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