rapimento violenza sessuale

"MI HANNO CHIUSA DENTRO A UNA BARACCA CON IL LUCCHETTO. MI HANNO VIOLENTATO A TURNO DEI RAGAZZI AFRICANI CHE MI HANNO DETTO: 'SE SCAPPI TI AMMAZZIAMO'" - IL RACCONTO HORROR DELLA 32ENNE COLOMBIANA CHE, A ROMA, È STATA ADESCATA, DROGATA E STUPRATA PER TRE GIORNI IN UNO STABILE ABBANDONATO IN ZONA PRENESTINA: "QUANDO SONO FUGGITA, HO SENTITO IL RUMORE DI QUALCUNO CHE ARMAVA UNA PISTOLA" - DOMENICA 17 MAGGIO, LA DONNA HA CONOSCIUTO UN RAGAZZO CHE LE HA OFFERTO DELL'HASHISH. I DUE HANNO CAMMINATO PER 30 MINUTI, FINO A QUANDO LA POVERETTA È STATA CARICATA SU UN FURGONE E PORTATA IN UNO STABILE NOTO COME "IL SUPERMERCATO DEL CRACK", NELLA PERIFERIA DELLA CAPITALE: "IN UNA STANZA C’ERANO DUE UOMINI AFRICANI. UNO DI LORO MI HA STRAPPATO I VESTITI E MI HA VIOLENTATA" - "MI HANNO OFFERTO DELLA DROGA DICENDOMI 'COSÌ STAI MEGLIO' - "MENTRE SCAPPAVO ME LA SONO FATTA SOTTO PER LA PAURA" - PER GLI ABUSI, SONO STATI FERMATI CINQUE SOSPETTI (TUTTI EXTRACOMUNITARI)

A ROMA UNA 32ENNE COLOMBIANA E’ STATA ADESCATA, DROGATA E VIOLENTATA PER TRE GIORNI IN UNO STABILE ABBANDONATO IN ZONA PRENESTINA: PER GLI ABUSI, SONO STATI FERMATI CINQUE SOSPETTI (TUTTI EXTRACOMUNITARI) – LA DONNA SAREBBE STATA AVVICINATA IL 19 MAGGIO ALL'ESTERNO DI UN RISTORANTE DA UN UOMO A CUI AVREBBE CHIESTO UNA DOSE DI HASHISH. CONVINTA DA QUEST'ULTIMO A SEGUIRLO PER CONCLUDERE L'AFFARE, AVREBBE CAMMINATO CON LUI PER 30 MINUTI, PRIMA DI ARRIVARE A UN FURGONE SUL QUALE, POI, SAREBBE STATA CARICATA CON LA FORZA - RAGGIUNTO L’EDIFICIO ABBANDONATO SAREBBERO INIZIATE LE VIOLENZE: SOLO DOPO 72 ORE SAREBBE RIUSCITA A FUGGIRE IN STRADA - ALTRI 11 EXTRACOMUNITARI, CHE VIVEVANO NELL’EDIFICIO DOVE SI SONO CONSUMATE LE VIOLENZE, SONO STATI RAGGIUNTI DA PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE...

https://www.dagospia.com/cronache/roma-32enne-colombiana-adescata-drogata-violentata-per-3giorni-in-stabile-475590

 

Estratto dell'articolo di Luca Monaco, Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it

 

VIOLENZA SESSUALE

“Mi hanno chiusa dentro a una baracca con il lucchetto e mi hanno detto: ‘Se scappi ti ammazzo’. Quando sono riuscita a fuggire ho sentito il rumore di qualcuno che armava una pistola”. L’hanno violentata a turno per tre giorni, tenendola segretata nello slum in via Cesare Tallone: un palazzo abbandonato in via di Tor Cervara, alla periferia di Roma.

 

Come aveva raccontato Repubblica, l’incubo di Mariana (il nome è di fantasia), una turista colombiana di 32 anni, è iniziato domenica sera 17 maggio e si è concluso tre giorni dopo, quando all’alba del 19 maggio Piertomaso, un automobilista romano, l’ha trovata in lacrime, riversa sul marciapiede in via di Tor Cervara. L’uomo l’ha accompagnata in ospedale. I medici hanno riscontrato i segni della violenza sessuale e hanno avvisato la polizia.

violenza sessuale

 

Il racconto reso dalla vittima agli investigatori della squadra Mobile è da brividi. Per tre giorni e due notti, Mariana ha subito violenze, botte umiliazioni. “Nessuno mi ha aiutata, neppure una donna che mi ha vista in quelle condizioni – dice - Non ho mai voluto mangiare nulla. In tre giorni mi hanno offerto solo tre sigarette e quando ho chiesto di poter andare via mi hanno minacciata di morte”.

 

violenza sessuale

Mariana era arrivata in Italia da pochi giorni. Alloggiava in un albergo alla stazione Termini. Domenica sera era andata a cena in un ristorante, ha conosciuto un ragazzo che si è offerto di procurarle qualche grammo di hashish da fumare. Le chiesto di seguirlo. I due hanno camminato per 30 minuti lungo le strade di Roma fino a quando “non mi hanno caricata con la forza su un furgone a bordo del quale c’erano diversi sconosciuti e mi hanno portata in un palazzo grande, isolato”. È il supermercato del crack ai bordi di Roma.[...]

 

«Appena sono arrivata lì, mi hanno portata in una stanza dentro la quale c’erano due uomini africani diversi da quelli che avevo incontrato prima – dice – mi hanno minacciata e costretta a spogliarmi, uno di loro mi ha strappato i vestiti e mi ha violentata”. Poi la vittima subisce altre violenze da parte di altre due persone.

violenza sessuale

 

Distrutta, Mariana è stata accompagnata in un’altra baracca ricavata in uno dei piani dell’edificio. “Mi ha portata lì un uomo africano, molto alto – ricostruisce – dentro la stanza c’erano dei ragazzi che si drogavano. Ho chiesto di poter dormire e mi hanno spostata ancora in un'altra stanza: dentro c’era un ragazzo, gli ho chiesto di poter andare via, mi ha detto che se fossi scappata mi avrebbe ucciso e mi ha offerto della droga: ‘Così stai meglio’”. Mariana è rimasta prigioniera in quella stanza per ore, la porta chiusa dall’esterno con un lucchetto.

 

violenza sessuale

“Ho dormito qualche ora – riprende – quando mi sono risvegliata sono entrate altri due ragazzi africani e mi hanno violentata a turno. Non avevo più neanche i miei vestiti, poi è entrata una ragazza bionda, mi ha passato un paio di jeans e un reggiseno”. È così che verrà trovata in strada dal suo soccorritore.

 

Dopo l’ennesima violenza finalmente Mariana riesce a liberarsi. “In un attimo ho corso fino a un balcone e mi sono lanciata di sotto – ricorda ancora - Mentre scappavo ho sentito qualcuno che stava armando una pistola. Sono corsa nel piazzale e sono riuscita a scavalcare il muro di cinta. Mentre scappavo me la sono fatta sotto per la paura”. Non è ancora l’alba del 19 maggio. Piertomaso, un automobilista romano, passa in via di Tor Cervara e la vede riversa sul ciglio della strada. È l’inizio della fine dell’incubo.

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