scheherazade yacht vladimir putin marina di carrara

IL MISTERO DEL SUPERYACHT DI PUTIN ORMEGGIATO A MARINA DI CARRARA – LO “SCHEHERAZADE”, SEQUESTRATO NEL 2022 DA ANNI ASSOCIATO A PUTIN (ANCHE SE FORMALMENTE DI PROPRIETÀ DELL’EX PRESIDENTE DI “ROSNEFT” KHUDAINATOV) È COSTATO CIRCA 40 MILIONI DI EURO IN QUATTRO ANNI TRA MANUTENZIONE, EQUIPAGGIO E LAVORI DI REFIT – MA CHI PAGA? A DIFFERENZA DI ALTRE IMBARCAZIONI RUSSE CONGELATE, NON SAREBBE LO STATO ITALIANO: I CIRCA 10-12 MILIONI L’ANNO ARRIVANO DALL’ARMATORE ATTRAVERSO LA SOCIETÀ OFFSHORE “BIELOR ASSETS LTD”, SULLA BASE DI UN ACCORDO CON LE AUTORITÀ ITALIANE - IL DENARO ARRIVA IN DUE CONTI SEPARATI: UNO, AMMINISTRATO DA “THE ITALIAN SEA GROUP”, COPRE EQUIPAGGIO, ASSICURAZIONE E FORNITURE, MENTRE L’ALTRO…

Estratto dell’articolo di Sara Tirrito per “la Stampa”

 

YACHT SCHEHERAZADE

Dal club nautico di Marina di Carrara è talmente vicino che si può quasi toccare. Lo Scheherazade, anche noto come lo «yacht di Putin» da fine luglio è tornato in banchina dopo una serie di lavori all'interno del cantiere di The Italian Sea Group (Tisg), che ne segue la manutenzione. […]

 

È lungo 140 metri, pesa 10.167 tonnellate, ha due eliporti, una piscina, sistemi antidroni. Sono trascorsi quattro anni da quando l'imbarcazione è stata sequestrata, il 6 maggio 2022, congelata dopo che il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ha rilevato «significativi collegamenti economici e di affari con elementi di spicco del governo russo».

 

La Guardia di Finanza congela lo yacht Scheherazade 2

Da allora, risulta siano stati spesi circa 40 milioni per conservarlo nel molo toscano, e oggi il lavoro dell'equipaggio per tenerlo in ordine è continuo. […] Il contratto di refit firmato dal proprietario con The Italian Sea Group nel 2021 scade il 16 settembre 2026. Il gruppo nautico fondato da Giovanni Costantino è in crisi. E l'armatore - secondo documenti visionati da La Stampa - ha già chiesto di valutare la nomina di un amministratore terzo del bene, ruolo attualmente ricoperto da Costantino stesso, presidente dimissionario di un cda decaduto.

 

L'11 marzo 2022, poco dopo l'invasione russa dell'Ucraina, questo giornale aveva rivelato che lo yacht era formalmente di proprietà di Eduard Yurievich Khudainatov, ex presidente di Rosneft. Fin dal suo varo l'imbarcazione è stata accostata a Vladimir Putin, e il 21 marzo 2022, un'inchiesta del sito giornalistico dell'attivista Alexei Navalny dimostrò che almeno 23 membri dell'equipaggio erano collegati alla guardia presidenziale del Cremlino, il Servizio federale di Protezione (Fso).

 

Eduard Khudainatov

Al momento del varo, lo Scheherazade - battente bandiera delle isole Cayman - valeva 700 milioni di dollari. Oggi vale almeno un miliardo.

 

[…] Il principio stabilito dalle sanzioni europee alla Russia è che il bene congelato non deve produrre valore per il sanzionato, che quindi non può affittarlo, né venderlo né farci business. La sua proprietà è però tutelata dal diritto. Per questo, chi emette il provvedimento ha l'obbligo di custodirlo per l'intera durata del sequestro, assicurandosi che non si deteriori.

 

Il mantenimento ordinario normalmente spetta allo Stato, come avviene, tra gli altri, per lo "Yacht A", il veliero di 142 metri congelato ad Andrey Melnichenko e ormeggiato a Trieste.

 

In questo caso però - da quanto risulta a La Stampa - poco dopo il congelamento, il governo (tramite il Comitato di Sicurezza finanziaria del Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Agenzia del Demanio) ha stretto un accordo con l'armatore, che sostiene i costi attraverso la società Bielor Assets Ltd.

 

tutti gli yacht di Vladimir Putin

Secondo quanto concordato con le autorità, i pagamenti - per un totale di circa 10-12 milioni di euro all'anno - arrivano su due conti correnti separati. Il primo serve per le spese dirette, come lo stipendio del personale di bordo, l'assicurazione della nave, attività e forniture interne. Questo conto è formalmente intestato a Tisg, che lo amministra. […]

 

Nel secondo conto vengono saldati gli interventi di refit, effettuati e fatturati da Tisg anche con fornitori terzi, per somme a loro volta vicine ai sei milioni. Questi ultimi rientrano tra gli interventi di Refit, unità che nel 2025 ha registrato ricavi per circa 17,1 milioni (-59% rispetto al 2024).

 

vladimir putin

Oggi infatti, quella del Motor yacht 140, ossia dello Scheherazade, è una delle pochissime attività di refitting rimaste in vita in cantiere. Ora però, con la società in concordato in bianco, e anche per via della richiesta esplicita dei legali dell'armatore di valutare un amministratore terzo, in molti si chiedono cosa succederà allo «yacht di Putin». Il comandante di bordo è sempre stato Guy Bennett Pearce, che se prima di maggio 2022 guidava un equipaggio di oltre 70 persone, adesso ne coordina circa 25.

 

[…] Rimangono alcuni dubbi sulla proprietà. Khudainatov è stato definito dai media investigativi un «collezionista di yacht». All'epoca delle sanzioni risultava in possesso di almeno altre tre imbarcazioni. L'Amadea (106 metri) sequestrata alle isole Fiji nell'aprile 2022, che secondo una dichiarazione giurata dell'FBI appartiene in realtà a Suleiman Kerimov. Il Crescent (135 metri), fermato in Spagna ad aprile 2022 e ricondotto da inchieste giornalistiche al ceo di Rosneft Igor Sechin.

 

Lo yacht Scheherazade 2

Infine il Divina Barbara, molto più piccolo (35 metri), trattenuto in Finlandia. Tra i beni sequestrati in Italia a Khudainatov c'è poi Villa Altachiara, una casa con 30 stanze a Portofino comprata all'asta dall'oligarca per 25 milioni. Il complesso è stato «interessato da articolati interventi di ristrutturazione edilizia», si legge in un documento dell'Agenzia del Demanio. Ma alla sua manutenzione, almeno fino al 2024, risulta abbia provveduto lo Stato italiano. C'è allora da chiedersi: chi paga davvero lo yacht di Putin?

maria pevchikh e georgij alburov fondazione navalny inchiesta sullo yacht di putin Scheherazade 2graceful, lo yacht di putin 14graceful, lo yacht di putin 3Scheherazade 4La Guardia di Finanza congela lo yacht Scheherazademaria pevchikh e georgij alburov fondazione navalny inchiesta sullo yacht di putin

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…