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IL MONDO NON E’ ABBASTANZA PER TUTTI – NEL SUO SAGGIO “LA CONFISCA DEL MONDO. STORIA DEL CAPITALISMO DELLA FINITUDINE”, ARNAUD ORAIN TRATTEGGIA LA NUOVA TENDENZA DEL POTERE ECONOMICO E POLITICO: SE IL NEOLIBERISMO PROMETTEVA BENEFICI PER TUTTI ATTRAVERSO IL LIBERO COMMERCIO E L’INNOVAZIONE, IL “CAPITALISMO DELLA FINITUDINE” PRESUPPONE CHE LE RISORSE SIANO SCARSE E CHE L’UNICA STRATEGIA RAZIONALE SIA SOTTRARLE AI PROPRI CONCORRENTI. IN QUESTO SCENARIO, LE POTENZE AGISCONO COME LE FLOTTE PIRATESCHE, CHE CERCANO DI CONTROLLARE LE MATERIE PRIME, LE ROTTE COMMERCIALI E LE TECNOLOGIE CRITICHE PRIMA CHE LO FACCIANO GLI ALTRI - NON SI TRATTA PIÙ DI CREARE VALORE BENSÌ DI SOTTRARLO AGLI ALTRI – LA METAFORA DEL FUMETTO “ONE PIECE”

Estratto dell’articolo di Raffaele Alberto Ventura per “Domani”

 

ARNAUD ORAIN - LE MONDE CONFISQUE

Ve ne sarete accorti: il capitalismo non è più quello di una volta, quando tutto girava attorno al libero mercato. Oggi le grandi potenze sono tornate a competere per accaparrarsi e monopolizzare le risorse scarse in un mondo finito. «The world is not enough», diceva James Bond; lo sostiene anche lo storico dell’economia Arnaud Orain in un saggio appena uscito per Einaudi, La confisca del mondo. Storia del capitalismo della finitudine.

 

Per approdare alla comprensione di questo nuovo capitalismo, ci sono due rotte. La prima, più lunga e impegnativa, consiste banalmente nel leggere il libro in questione. La seconda è più originale  […] e prevede di seguirmi nell’universo di One Piece.

 

È uno dei franchise giapponesi più redditizi e iconici della storia, un record assoluto nel mondo dell’editoria con più di seicento milioni di copie del manga in circolazione; ma è anche una potente allegoria della contemporaneità. Non a caso, nelle manifestazioni di tutto il pianeta sventola la sua bandiera: un teschio col cappello di paglia.

 

ARNAUD ORAIN

One Piece è un manga di Eiichiro Oda lanciato nel 1997, ma anche un anime che dura da un quarto di secolo nonché una serie Netflix giunta in questi mesi alla seconda stagione.

Il primo episodio si apriva parlandoci di un mondo «brulicante di misteri e traboccante di pericoli, con centinaia di isole sparpagliate su vasti mari; e su questi mari c’è chi vive secondo le proprie regole, chi brama una vita di libertà e di avventure: questo è un mondo di pirati». E se fosse anche il nostro mondo?

 

Le ragioni del successo di One Piece, oramai transgenerazionale, sono varie e stratificate.

Innanzitutto c’è l’originalità del suo world-building cartoonesco – un po’ western, un po’ steampunk, un po’ parco d’attrazioni […] L’epopea offre una galleria di personaggi variopinta […]

 

terre rare

[…] la serie intercetta le ansie dell’opinione pubblica globale introducendo i “Draghi celesti” e il loro “governo mondiale”, un’organizzazione corrotta che protegge i privilegi dei potenti. Inevitabili le letture politiche, sfortunatamente anche quelle antisemite. Ma One Piece vola molto più alto perché riesce a rappresentare in modo semplice il concetto economico al quale Arnaud Orain dedica centinaia di pagine, quello di capitalismo della finitudine.

 

In effetti il titolo della serie fa riferimento al tesoro nascosto dal vecchio re dei pirati, Gold Roger, prima di morire. […] Chi metterà la mano sul One Piece diventerà automaticamente il nuovo re.

 

DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO

Ma questa promessa è soprattutto una maledizione lanciata al mondo intero, come si evince ancor più chiaramente dalla prima scena della serie Netflix. La sfida di Gold Roger apre di fatto una grande epoca di pirateria, nella quale appare più allettante concentrare le energie nell’accaparramento piuttosto che nella creazione di nuova ricchezza. Inizia così una guerra di tutti contro tutti: improduttiva, disperata, distruttiva.

 

La nostra situazione geopolitica non è poi tanto dissimile: un’arena globale dove la prospettiva della crescita economica ha ceduto il passo a una competizione per mettere mano sui fattori di produzione, come racconta Orain. Se il neoliberismo prometteva di allargare la torta attraverso il libero commercio e l’innovazione – beata illusione, durata poco! – il capitalismo della finitudine presuppone che la torta sia di dimensioni fisse e che l’unica strategia razionale sia sottrarne una fetta ai propri concorrenti.

 

vertice biden putin sull ucraina

In questo scenario, le potenze agiscono come le grandi flotte piratesche, cercando di assicurarsi il controllo delle materie prime, delle rotte commerciali e delle tecnologie critiche prima che lo facciano gli altri. Non si tratta più di creare valore bensì di estrarlo in un gioco a somma zero dove il guadagno dell’uno coincide con la perdita dell’altro. Un capitalismo, dunque, sempre meno pacifico.

 

Siamo entrati anche noi in una nuova era dei pirati? Scrive Orain che il capitalismo della finitudine è «sospeso tra la guerra e la pace, poiché istituisce il rapporto di forza armato come proprio orizzonte naturale e non come spiacevole eccezione».

 

produzione rame

Nella trilogia di romanzi Tortuga, Veracruz e Cartagena (2008-2012) Valerio Evangelisti suggeriva che la violenza piratesca del Seicento fosse una prefigurazione del capitalismo. Al contrario, secondo il sociologo Max Weber, il capitalismo moderno nasceva dal superamento di quel vecchio capitalismo “di rapina”.

 

Chi ha ragione? Forse entrambi. Il capitalismo moderno ha sicuramente un approccio più razionale, ma la violenza non è scomparsa: è stata concentrata nelle mani di pochi attori legittimi, che furono prima le Compagnie e poi gli Stati.

 

produzione alluminio

Questa è anche l’ambizione del Governo Mondiale e della sua Marina nell’universo di One Piece: imporre il proprio monopolio sui mari per mettere fine all’era dei pirati. Ma Eiichiro Oda non smette di mostrarci quanto sono simili i metodi dei “buoni” e quelli dei “cattivi”.

 

[…] il trionfo del capitalismo ha richiesto la “securizzazione” del commercio marittimo attraverso – lo ricorda Orain nel suo libro – la militarizzazione delle rotte. Quindi, a partire dall’Ottocento la scomparsa dei pirati è effettivamente connessa alle trasformazioni della catena del valore internazionale, all’aumento dell’output produttivo globale e alle emissioni di anidride carbonica.

 

XI JINPING - TAIWAN E CINA

La pirateria, però, non è mai del tutto scomparsa. Negli ultimi anni è riapparsa lungo le grandi rotte strategiche, come il Corno d’Africa. Gli attacchi obbligano le compagnie a deviare le rotte, aumentando i costi di assicurazione e il tempo di trasporto, spezzando in più punti la catena del valore internazionale. Questo revival del capitalismo di rapina coincide con il trionfo del capitalismo della finitudine, poiché dietro ognuna di queste ciurme di bucanieri c’è un potere politico che muove le sue pedine nel grande gioco della geopolitica.

 

crisi materie prime 2

È in questo quadro generale che devono essere lette le ambizioni militari di Donald Trump, dall’Artico allo stretto di Hormuz: come una rapina più grande per assicurare la sicurezza dei flussi del capitale americano.

 

Il vero protagonista di One Piece è un pirata particolare: non ruba, non tortura, non uccide. Monkey D. Luffy ha un’idea tutta sua della pirateria come ricerca della libertà. Sognando di diventare re dei pirati, intende emancipare sé stesso e tutti gli altri. Per farlo deve innanzitutto costituire una ciurma […] attraverso il suo ottimismo contagioso. Luffy è un […] un apologeta della cooperazione in un mondo di concorrenza spietata.

DONALD TRUMP GROENLANDIA IMMAGINE CREATA DA AI

 

[…] È proprio attraverso questa solidarietà orizzontale che i protagonisti propongono un’alternativa alla simmetrica violenza dei pirati e del governo mondiale: la ricchezza non è un tesoro da sottrarre agli altri, ma risiede nella libertà di costruire un destino comune in un mondo che resta aperto alla speranza del cambiamento.

TERRE RARE E MINERALI CRITICI IN UCRAINA - DATAROOMLA MAPPA DELLE RISORSE MINERARIE IN UCRAINA

vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucrainaLE MIRE DI TRUMP SULLA GROENLANDIA COME QUELLE DI HITLER SUI SUDETI - ILLUSTRAZIONE BULWARK ma ying jeou xi jinping emissioni co2

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