osama e hamza bin laden

NON ABBIAMO FATTO IN TEMPO A TOGLIERCI ISIS DALLE PALLE CHE COMPARE IL NUOVO NEMICO PUBBLICO: HAMZA BIN LADEN - FIGLIO PREDILETTO DEL CAPO DI AL QAEDA, IL 29ENNE RAMPOLLO VUOLE UNIRE I TERRORISTI CREANDO UN ASSE CON LO STATO ISLAMICO - DIFFONDE UN AUDIO E METTE NEL MIRINO EBREI, USA, RUSSIA E NATO

Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

HAMZA BIN LADENHAMZA BIN LADEN

Delle innocue lucine di Natale: pare fossero parte dell'ordigno nel metrò londinese. Un sistema già apparso nel 2013 nell' attacco contro la maratona di Boston. Allora i fratelli ceceni Tsarnaev usarono pentole a pressione, polvere nera estratta dai fuochi d' artificio e componenti elettriche reperibili in qualsiasi negozio. Una «formula» appresa dalla rivista online di Al Qaeda, Inspire , con istruzioni dettagliate per costruire una bomba nella «cucina di tua mamma».

 

È probabilmente solo una coincidenza, ma l' attacco di ieri ha seguito di poche ore la ricomparsa in audio di Hamza Bin Laden, il figlio del leader, un personaggio - secondo molti - destinato ad imporsi. Sposato, papà di due bimbi, 28-29 anni, è sempre stato considerato dal «vecchio» come il suo erede naturale e lo hanno educato per questo compito.

 

OSAMA E HAMZA BIN LADENOSAMA E HAMZA BIN LADEN

Una vita avventurosa, con la fuga dall' Afghanistan nel 2001 e il trasferimento con parte della famiglia in Iran, dove è messo sotto sorveglianza dai pasdaran. Un esilio durante il quale accresce i contatti con importanti figure del movimento, i suoi tutori. Nel 2010 torna libero grazie ad uno scambio di prigionieri e probabilmente finisce nell' area tribale pachistana: il suo progetto è di raggiungere il genitore ad Abbottabad. Non fa a tempo. I Navy Seals uccidono Osama e per Hamza si apre - forse - la strada che dovrà portarlo ad unificare le molte anime dell'islamismo radicale.

 

In un intervento sempre sul web ha indicato i nemici in ordine di priorità: chi offende l'Islam, come i giornalisti di Charlie Hebdo ; gli ebrei; gli Usa e la Nato; infine la Russia.

Poi un appello rivolto ai lupi solitari presenti in Occidente. Ma la sua preoccupazione maggiore - ribadita anche nell' audio di due giorni fa - è la Siria: i musulmani si alleino per aiutare la rivolta contro un complotto che mette insieme «crociati», sciiti e russi.

HAMZA BIN LADEN  HAMZA BIN LADEN

 

È interessante rilevare come Hamza non abbia preso posizione contro lo Stato Islamico. Proprio perché vuole ricompattare i ranghi. È attento, però, a non scoprirsi: tanto è vero che di lui non esistono foto recenti. In attesa di un rientro in grande stile, la realtà radicale si affida ad un mix di azioni dove cellule organizzate, elementi ispirati e singoli vanno all' attacco con quello che hanno. Spesso gesti siglati dal Califfato.

 

Due gli aspetti evidenti di questi mesi. Il primo. Una crescita di piccoli «laboratori» per preparare bombe con ingredienti civili: ai terroristi interessa fabbricare la madre di Satana. In Francia hanno arrestato numerosi sospetti che avevano messo a punto la miscela esplosiva quanto instabile. Il nucleo di Barcellona ne aveva prodotto cento chili.

OSAMA E HAMZA BIN LADEN  OSAMA E HAMZA BIN LADEN

È evidente che il solo ricorso ai veicoli-ariete non soddisfa più i criminali. Per fortuna ci sono dei controlli sul materiale e non tutti sono dei professionisti, anche se c' è il timore che riescano a colmare il gap tecnico.

 

Il secondo punto è quello dei target. I soldati sono vittime di aggressioni, oltre a difendere i siti devono badare a loro stessi. Non mancano i dubbi sull' efficacia del loro impiego, costoso e con impatto sui programmi. Sono stati addestrati a far la guerra e non a svolgere compiti di polizia. Certo trasmettono un segnale di sicurezza, però questo li espone. In tanti sono convinti che servirebbero più agenti lasciando all' esercito altri compiti.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...