“NON AVEVO RESPONSABILITÀ OPERATIVE SUL PONTE MORANDI” – LE PAROLE DELL’EX AD DI AUTOSTRADE, GIOVANNI CASTELLUCCI, PRINCIPALE IMPUTATO NEL PROCESSO PER IL CROLLO DEL PONTE MORANDI DEL 2018, IN COLLEGAMENTO DAL CARCERE DI OPERA, DOVE STA SCONTANDO LA PENA DI SEI ANNI PER LA TRAGEDIA DEL BUS DI ACQUALONGA: “MI SONO FATTO UNA DOMANDA. AVREI POTUTO OPERARE DIVERSAMENTE NELLA MIA VITA PROFESSIONALE DENTRO AUTOSTRADE?” – LA PROCURA DI GENOVA HA CHIESTO PER L'EX MANAGER UNA PENA DI 18 ANNI E 6 MESI...
(ANSA) – "Io non presi mai in carico il Polcevera ma diedi un indirizzo sulla base di un'idea di fondo: se il retrofitting andava prima o poi fatto fatto, la mia idea era banale, e cioè 'facciamolo', ma era un'idea su basi non tecniche".
Lo ha detto Giovanni Castellucci, principale imputato per il crollo del ponte Morandi (14 agosto 2018, 43 morti), in collegamento dal carcere milanese di Opera dove l'ex amministratore delegato di Aspi sta scontando la pena di sei anni di reclusione per la tragedia del bus di Acqualonga.
Castellucci ha ribadito di non aver mai avuto responsabilità operativa rispetto al viadotto crollato: "Fare l'ad è una cosa - ha detto - fare il capo di una struttura tecnica un'altra".
- Le prime indicazioni fornite da Castellucci rispetto alla necessità di procedere con un intervento strutturale sul viadotto Morandi risalgono al 2010 "ma senza una necessità percepita dai tecnici la mia raccomandazione era isolata" ha aggiunto Castellucci che ha ricordato che nessuno degli esperti coinvolti negli anni aveva espresso allarme sulle condizioni del viadotto.
"Il mio assegno in bianco dato ai tecnici non aveva necessità di essere incassato subito". Per l'ex ad di Aspi "è questa è tragica realtà di questa vicenda, ma è "una realtà che per accusa non è accettabile e quindi la mia colpa delle essere trovata in altro, nell'avidità, nella spregiudicatezza di cui parla l'accusa che trasforma ogni mia raccomandazione piana in un elemento sospetto".
GIOVANNI CASTELLUCCI IN TRIBUNALE
Non sono le prime dichiarazioni spontanee di Castellucci, che non si e' voluto sottoporre a interrogatorio. A marzo 2025 l'ex manager era venuto a Genova e aveva parlato per cinque ore.
Oggi nella 281° udienza del processo, probabilmente l'ultima prima della sentenza, è intervenuto per la prima volta dal carcere difendendo il suo operato ai vertici di Aspi e ribadendo di non avere mai avuto compiti operativi: "Ho fatto il direttore generale solo per quattro mesi e in quei mesi ho fatto sei riunioni plenarie su 25 argomenti che riguardavano tutte come fare e spendere e non come risparmiare".
CROLLO DEL PONTE MORANDI DI GENOVA
Sul Polcevera ha ribadito: "Come è normale che sia ogni tanto riavvolgo mentalmente il nastro e mi domando se avrei potuto fare cose diverse. Sul Polcevera, dove io non avevano nessuna competenza tecnica o operativa, penso di aver messo intorno al tavolo i migliori conoscitori del ponte e di aver dato all'ingegnere Mario Bergamo la possibilità di pianificare e operare come riteneva opportuno".
GIOVANNI CASTELLUCCI
giovanni castellucci di autostrade

