vincent lambert

“NON UCCIDETELO” - IL TETRAPLEGICO VINCENT LAMBERT RESTA SENZA CURE. INIZIATA L’AGONIA - L’EX INFERMIERE 42ENNE NON VIENE ALIMENTATO DA MARTEDÌ. I MEDICI DELL’OSPEDALE DI REIMS, I GIUDICI E IL GOVERNO FRANCESI HANNO ACCOLTO LE RICHIESTE DELLA MOGLIE DI "LASCIARE ANDARE" VINCENT, MENTRE LA MADRE VIVIANE LI ACCUSA DI NAZISMO: “STANNO UCCIDENDO UN HANDICAPPATO”-  OGGI LA MANIFESTAZIONE

vincent lambert

Stefano Montefiori per corriere.it

 

Oggi pomeriggio alle 16 il comitato e i cittadini che chiedono la ripresa delle cure a Vincent Lambert si raduneranno ai piedi della basilica del Sacro Cuore, a Parigi, guidati dagli avvocati Jean Paillot e Jérôme Triomphe. Da tempo i due assistono Pierre e Viviane Lambert, gli anziani genitori dell’ex infermiere 42enne che in seguito all’incidente stradale di dieci anni fa è tetraplegico, incosciente, ma vivo.

 

«Stanno uccidendo un handicappato», dice la madre Viviane, e gli avvocati minacciano di denunciare per omicidio il medico Vincent Sanchez dell’ospedale di Reims che martedì scorso, per la terza volta, ha interrotto l’alimentazione e l’idratazione artificiali del paziente. Con i genitori ci sono una sorella e un fratello della numerosa famiglia ricomposta dei Lambert. Tutti gli altri sono favorevoli alla fine del calvario, che potrebbe arrivare entro qualche giorno.

 

vincent lambert

«Non avrebbe mai voluto vivere così», sostiene la moglie Rachel, estenuata dopo anni di battaglia legale con i suoceri. L’ultima sentenza, venerdì scorso, è del tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne che ha bocciato il ricorso in urgenza contro la fine delle cure decisa dal dottor Sanchez. I medici dell’ospedale di Reims, i giudici e il governo francesi stanno accogliendo le richieste della moglie di «lasciare andare» Vincent, mentre la madre Viviane li accusa di nazismo e pretende venga rispettata la richiesta del Comitato per i diritti delle persone handicappate dell’Onu, che ha domandato più tempo per valutare la questione.

 

Il caso Lambert è molto complesso: un conflitto famigliare che avrà conseguenze importanti e dirette per i 1700 pazienti cerebrolesi francesi, le famiglie, i medici e gli infermieri che si prendono cura di loro, una battaglia che da anni coinvolge opinione pubblica, politici e intellettuali nella definizione di che cosa sia la vita, e quindi la morte.

 

vincent lambert

Vincent Lambert non è in coma. Ha gli occhi aperti, ma non reagisce agli stimoli. Decine di perizie si sono susseguite per stabilire se avesse una minima forma di coscienza, con esito negativo. Talvolta il suo volto si riga di lacrime. Per i medici non sono indice di sofferenza fisica o psicologica ma un atto incosciente dell’organismo, per la madre Viviane invece sono la prova che Vincent è vivo e che nessuno ha il diritto di decretare che la sua esistenza non merita di essere vissuta.

 

L’ultima volta che una sentenza ha ordinato la ripresa delle cure, qualche settimana fa, mentre fuori dell’ospedale i militanti esultavano, la madre è entrata nella camera di Vincent e lo ha filmato con il telefonino ripetendo «Non piangere figlio mio, ci sono qui io, non devi avere paura». Scena straziante e dimostrazione che Vincent interagisce con i suoi cari, secondo alcuni. Ignobile strumentalizzazione per l’avvocato Francis Fossier che assiste la moglie Rachel.

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